Biografia Nacque a Réauville, dipartimento della Drôme, il 5 marzo 1895, all'interno di una famiglia di agricoltori, terzo figlio di Séverin e di Louise Savel... Nel 1913, fu respinto da una commissione di valutazione dell'esercito francese, perché considerato troppo debole per prestare servizio.. Nell'agosto del 1914, dopo la dichiarazione di guerra alla Germania, volle combattere e, in opposizione al padre, prese la sua borsa e scappò di casa, presentandosi in un altro distretto militare, presso il campo di addestramento di Allan. Una volta arruolato fu assegnato per l'addestramento al 30° Battaglione cacciatori a piedi.. Durante questo periodo il suo temperamento irruente lo portò ad avere numerosi problemi disciplinari, tanto che cercò di scappare per andare a combattere, ma fu immediatamente catturato e arrestato per diserzione reclamando che voleva semplicemente andare al fronte a combattere e venne accontentato.
Il 3 luglio 1915 fu assegnato al 27° Battaglione cacciatori a piedi, impegnato nell'Aisne, una regione settentrionale della Francia. Questo battaglione fu soprannominato "diavoli blu" dai tedeschi. Insieme a due compagni si offrì volontario per distruggere un fortino tedesco, ed avvicinandosi furtivamente alle trincee nemiche, notò che i tedeschi erano premuti contro una stufa nel fortino per riscaldarsi. Lanciò una manciata di granate giù per il camino della stufa, la cui esplosione causò numerosi morti e feriti. La posizione fu neutralizzata, e i sopravvissuti, che credevano di essere stati attaccati da una grande forza nemica, si arresero. Ritornò alla sua base con le mitragliatrici catturate e otto prigionieri. In un altro caso, un giorno si ritrovò l'unico sopravvissuto della sua posizione, una trincea a Sudel in Alsazia. Si posizionò quindi lungo la trincea, usando le armi dei suoi compagni morti e sparando alternativamente. Ciò fece credere ai tedeschi che la resistenza della guarnigione fosse ancora risoluta e alla fine rinunciarono all'attacco. Pochi mesi dopo si volontario per una missione di ricognizione, ma fu catturato con il suo tenente, rimasto ferito. Posto in isolamento all'interno di un bunker, nel corso di un interrogatorio riuscì a sopraffare e a sottrarre la pistola ad un ufficiale, catturandolo. Tornò alle linee francesi con 42 nuovi prigionieri mentre portava il suo tenente ferito sulla schiena. Un giorno, si auto-operò per estrarsi un proiettile conficcato nella mandibola. Durante la seconda battaglia dell'Aisne, il capitano del battaglione rimase gravemente ferito e cadde tra le linee. Per raggiungerlo egli strisciò sotto il fuoco per sei ore e poi impiegò altre quattro ore per consegnarlo finalmente ai barellieri. Esausto, si addormentò in una buca di guardia, ma fu svegliato da una pattuglia che lo scambiò per un soldato che dormiva in servizio. Abbandonare il posto sotto il fuoco nemico era punibile con la fucilazione entro 24 ore. Nonostante le sue smentite, non avendo testimoni, fu mandato in una caserma di detenzione in attesa dell'esecuzione.Albert scrisse a suo padre: "Tra un'ora sarò fucilato, ma ti assicuro che sono innocente". Mentre veniva portato davanti a un plotone di esecuzione, un messaggero portò la notizia che il suo capitano si era appena risvegliato dal coma e aveva testimoniato in suo favore, proponendolo per la concessione della médaille militaire e di dieci giorni di licenza premio. Questa notizia fece il giro della Francia.
Il 3 settembre 1918 il generale Louis de Maud'huy gli appuntò sul petto la Croce di Cavaliere della Legion d'onore. Alla fine della Grande Guerra era rimasto ferito nove volte, aveva personalmente catturato 1.180 prigionieri, ed era ancora un soldato di seconda classe. Il giorno dell'entrata delle truppe francesi a Strasburgo pranzò con il generale Charles Mangin. Il 27 novembre 1918, sul balcone del Municipio di Strasburgo, fu presentato dal generale Ferdinand Foch di fronte a una folla immensa con queste parole: "Alsaziani, vi presento il vostro liberatore Albert Roche. È il primo soldato di Francia!". Poco prima, Foch aveva scoperto con sorpresa il suo curriculum e aveva esclamato: "Ha fatto tutto questo, e non ha alcun grado". L'11 novembre 1920, portò, insieme a sette dei suoi commilitoni, la bara del Milite Ignoto durante la cerimonia all'Arco di Trionfo. Fece parte della delegazione francese mandata a Londra nel 1925, condotta dal generale Henri Gouraud, per assistere alle esequie del feldmaresciallo Lord French. Insieme ad altri cinque rappresentanti dell'esercito francese fu invitato alla tavola di re Giorgio V. Ritornò a casa a Valréas, nel Vaucluse, dove lavorò come cantoniere e sposò una donna di Colonzelle, da cui ebbe due figli, Magali e Marie-Pierre. Su iniziativa dell'ingegnere Paul Muret lavorò poi come pompiere nella polveriera di Sorgues. Nel settembre 1938, con la crisi dei Sudeti, fu mobilitato e assegnato al corpo degli zuavi.
Nell'aprile del 1939, rimase coinvolto in un incidente automobilistico mentre scendeva da un autobus che lo portava al lavoro. Correndo per salutare il suo ingegnere, fu investito dall'auto guidata dalla figlia all'ex presidente della Repubblica Émile Loubet. Trasferito all'ospedale Sainte-Marthe di Avignone per una frattura del cranio, vi morì il 14 aprile intorno alle 5:00 del mattino.. Su decisione del Primo ministro Édouard Daladier gli furono riservati solenni funerali con gli onori militari.Come scrisse lo storico Pierre Miquel in La Grande Guerre jour à jour, Editions Pluriel: Quest'uomo aveva attraversato quattro anni di guerra, era stato ferito nove volte, era stato vicino alla morte mille volte, quasi ingiustamente fucilato come un ammutinato. Era sfuggito a tutti i pericoli, a tutti gli incidenti. [...] Tutto questo per essere ucciso vent'anni dopo, sulla via del ritorno, nella discesa dell'autobus. Una settimana dopo Daladier trasmise alla vedova la somma di franchi donata da una persona rimasta anonima...
Inizialmente tumulata a Sorgues, la salma fu poi trasferita, il 22 settembre 1967, presso il cimitero di Saint-Véran ad Avignone, dove si trova tuttora (sezione 40, fila Nord, tomba 15)... Nel giugno 2028 le poste francesi lo onorarono con l'emissione di un francobollo in sua memoria.
Onorificenze
Onorificenze estere
Note Annotazioni
Fonti
Bibliografia
Periodici
Voci correlate Louis Best
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