Il commissario governativo per gli alloggi è stato un commissario straordinario italiano attivo nel secondo dopoguerra.
Storia Il decreto legislativo luogotenenziale 28 dicembre 1944, n. 415, che istituiva la figura del commissario per gli alloggi, fu emanato nel contesto dell'emergenza abitativa determinata dai danni del secondo conflitto mondiale, dagli sfollamenti e dalla distruzione di vaste aree urbane. Tale decreto fu completato da norme nuove tre anni dopo.
L’istituto ebbe concreta applicazione in particolare tra il 1945 e il 1947, costituendo in questo tempo uno degli strumenti principali di intervento pubblico nella disciplina abitativa. Con la progressiva introduzione di politiche ordinarie in materia di edilizia residenziale pubblica, le funzioni dei commissari vennero gradualmente superate.
Le disposizioni originarie rimarranno tuttavia vigenti fino al 2009.
Disciplina Il commissario poteva essere nominato dal prefetto in ogni comune. Potevano assisterlo uno o più vice-commissari.
Il commissario per gli alloggi poteva requisire in uso gli immobili disponibili nel territorio comunale e assegnarli in locazione a persone in situazione di assoluto bisogno abitativo, fossero esse residenti nel comune o trasferitevi d'autorità, prediligendo coloro che erano rimasti privi di abitazione a causa delle distruzioni belliche o di persecuzioni politiche o razziali.
Poteva inoltre disporre la derequisizione degli alloggi già assegnati quando fosse dimostrata l’assoluta e improrogabile necessità del proprietario o del precedente locatario di rioccuparli per uso abitativo, previa assegnazione di un’altra idonea sistemazione all'assegnatario.
I provvedimenti del commissario per gli alloggi costituivano titoli esecutivi ai sensi dell'articolo 474 del codice di procedura civile.
Note
Voci correlate Seconda guerra mondiale Secondo dopoguerra in Italia Edilizia residenziale pubblica
Categoria:Diritto amministrativo italiano Categoria:Organi degli enti territoriali d'Italia