Pascalia Ortega, 1797 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Heliantheae e sottotribù Ecliptinae.
Etimologia Il nome del genere deriva dal medico/botanico franco-italiano, già direttore del giardino reale di Parma, D. B. Pascal.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Casimiro Gómez de Ortega (1740-1818) nella pubblicazione "Novarum, aut Rariorum Plantarum Horti Reg. Botan. Matrit. Descriptionum Decades, cum Nonnullarum Iconibus ... Superiorum Permisso. Matriti [Madrid]" (Nov. Rar. Pl. Descr. Dec. 39. t. 4) del 1797.
Descrizione
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus erbaceo stolonifero e rizomatoso con ciclo biologico perenne......
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa, in genere scaposa. Altezza media: 30–100 cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule normalmente sono disposte in modo opposto; possono essere sia brevemente picciolate che sessili. La lamina ha una forma da lanceolata a ampiamente ovata o ovale. Il contorno è intero (senza lobi) con superfici trinervate.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini terminali solitari in formazioni dicasiali; sono di tipo radiato con fiori eterogami. I capolini (le infiorescenze vere e proprie) sono formati da un involucro, con forme emisferiche, composto da 20-28 brattee persistenti, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee sono disposte su 2-3 serie; le forme sono da lineari a lanceolate-lineari, sono erbacee, subuguali o più lunghe esternamente che internamente. Il ricettacolo varia da convesso a emisferico; generalmente è provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori. Diametro degli involucri: 10–15 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in: fiori del raggio (esterni): sono da 13 a 21, e sono femminili, fertili oppure talvolta con staminoidi e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa); fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 45 a 90) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula può terminare con tre denti finali; il colore è giallo-arancio; fiori del disco: la gola del tubo varia da urceolata a campanulata, talvolta è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il colore è giallo-arancio. Le corolle sono sprovviste di fibre con fasci vascolari.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; i filamenti sono glabri, raramente papillosi. Le antere sono gialle o brune e libere o parzialmente saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono per lo più ovate. Le celle dell'endotecio sono fusiformi o isodiametriche, raramente sono quadrate o rotonde, con 1 - 5 ispessimenti polari, talvolta gli ispessimenti sono radiali. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti). Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovario infero uniloculare. Lo stilo è unico e bifido nella parte apicale con due stigmi acuti. Le linee stigmatiche sono marginali e divise. Gli apici degli stigmi possono essere papillosi.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono triangolari o compressi o a sezione quadrata con epidermide solitamente spessa e sugherosa. Il pappo è formato da una minuta coroncina con alcune reste.
Biologia Impollinazione: l'impollinazione prevalente per queste piante è ad opera del vento (impollinazione anemogama). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat Le specie di questo genere sono distribuite in Sud America; altrove sono introdotte naturalizzate.
Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite su generi, oppure specie e generi secondo altre fonti. (una delle checklist più aggiornata elenca fino a generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi Il genere fa parte della sottotribù Ecliptinae caratterizzata da ricettacoli con forme da piatte a convesse e da acheni con forme da compresse a triangolari o quadrate.
I caratteri distintivi del genere sono: gli acheni hanno un pappo formato da una minuta corona; il portamento è erbaceo perenne con distribuzione sudamericana.
Il numero cromosomico delle specie di Pascalia è: 2n = 66.
Specie Questo genere comprende 2 specie: Pascalia glauca Ortega Pascalia subvaginata (N.E.Br.) Strother
Sinonimi Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: Lorentzia Griseb.
Note
Bibliografia
Voci correlate Generi di Asteraceae
Altri progetti
Collegamenti esterni Pascalia Royal Botanic Gardens KEW - Database
Categoria:Asteroideae Categoria:Taxa descritti nel 1797