La marcia dei centomila fu la più grande manifestazione popolare contro la dittatura militare brasiliana, organizzata dal movimento studentesco e svoltasi il 26 giugno 1968 a Rio de Janeiro. All’evento presero parte, oltre agli studenti, numerosi artisti, intellettuali e rappresentanti di diversi settori della società civile brasiliana.

Antefatti

Gli arresti arbitrari e la repressione sistematica caratterizzarono l’azione del governo militare, soprattutto in relazione all’intensificarsi delle proteste studentesche contro la dittatura instaurata nello Stato nel 1964. La repressione della polizia raggiunse il suo apice alla fine di marzo del 1968 con l’invasione del ristorante Calabouço, a Rio de Janeiro, dove studenti e studentesse manifestavano contro l’aumento dei prezzi dei pasti sovvenzionati. Durante l’operazione, il comandante della truppa della Polizia Militare, l'allievo ufficiale Aloísio Raposo, uccise lo studente liceale Edson Luís de Lima Souto, diciottenne, colpendolo al petto.

L’episodio ebbe una vasta risonanza nazionale e contribuì ad alimentare ulteriormente il clima di tensione politica e sociale. Nel corso della veglia funebre per Edson Luís, si verificarono scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in diverse zone di Rio de Janeiro. Nei giorni successivi ebbero luogo numerose manifestazioni nel centro della città, tutte duramente represse dalle autorità. Gli eventi culminarono il 4 aprile 1968, durante una messa celebrata nella chiesa di Nostra Signora di Candelária, quando reparti di soldati a cavallo caricarono studenti, sacerdoti, giornalisti e civili presenti.

All'inizio di giugno del 1968, il movimento studentesco intensificò l’organizzazione di manifestazioni pubbliche. Il 18 giugno, una marcia, che si concluse al Palazzo imperiale, portò all'arresto del leader studentesco Jean Marc von der Weid. Il giorno seguente, gli studenti si riunirono presso l’Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ) per pianificare nuove proteste e chiedere la liberazione dei detenuti; l’assemblea si concluse tuttavia con l’arresto di circa 300 studenti.

Il 21 giugno 1968, una manifestazione studentesca davanti alla sede del Jornal do Brasil degenerò in un violento scontro con le forze di sicurezza, causando tre morti, decine di feriti e oltre mille arresti. L’episodio passò alla storia con il nome di Venerdì di sangue (Sexta-feira sangrenta). A seguito delle forti ripercussioni negative di questi eventi, il comando militare autorizzò infine lo svolgimento di una manifestazione studentesca, prevista per il 26 giugno 1968. Secondo le autorità, circa diecimila agenti di polizia sarebbero stati dispiegati e pronti a intervenire in caso di disordini.

La marcia

Nelle prime ore del 26 giugno 1968, i partecipanti alla manifestazione iniziarono a radunarsi a Cinelândia, nel centro di Rio de Janeiro. La marcia ebbe inizio intorno alle 14:00, con una partecipazione stimata di circa persone; nel giro di un’ora, il numero dei manifestanti risultò pressoché raddoppiato. Oltre agli studenti, alla manifestazione aderirono artisti, intellettuali, politici e rappresentanti di diversi settori della società civile brasiliana, rendendo l’evento una delle più ampie e significative mobilitazioni popolari della storia repubblicana dello Stato.

Durante il passaggio del corteo davanti alla chiesa di Nostra Signora di Candelária, la manifestazione si fermò per ascoltare l’intervento del leader studentesco Vladimir Palmeira, che ricordò l’uccisione di Edson Luís de Lima Souto e invocò la fine della dittatura militare. La marcia proseguì per circa tre ore, concludendosi davanti all’Assemblea legislativa, senza registrare incidenti. Lo svolgimento pacifico dell’evento fu favorito dalla massiccia presenza delle forze dell’ordine, che accompagnarono il corteo lungo l’intero percorso.

Dopo la marcia Dopo l’evento, l’allora presidente Artur da Costa e Silva organizzò un incontro con esponenti della società civile, tra cui gli studenti universitari Franklin Martins e José Dirceu, nel corso del quale venne chiesta la liberazione degli studenti detenuti, la cessazione della censura e il ripristino delle libertà democratiche. Nessuna di queste richieste fu accolta. La mancata apertura del governo portò all’organizzazione di un’ulteriore manifestazione, che riunì circa persone.

Negli altri Stati del Brasile, le proteste studentesche crebbero in termini di organizzazione e mobilitazione. In Goiás, la repressione assunse forme particolarmente violente, con la polizia che aprì il fuoco contro i manifestanti, ferendo quattro studenti. Parallelamente all’aumento delle mobilitazioni contro la dittatura, si intensificarono anche le azioni repressive del governo militare su scala nazionale. Tra gli episodi più significativi dell’inasprimento repressivo del 1968 si ricordano:

Il 2 agosto 1968 fu arrestato Vladimir Palmeira; poco dopo, altri 650 studenti vennero incarcerati. Il 4 agosto, circa 300 studenti furono arrestati a San Paolo. Il 21 agosto, il Congresso nazionale respinse il disegno di legge che avrebbe concesso l’amnistia agli studenti e ai lavoratori detenuti per motivi politici. Il 12 ottobre 1968, oltre 400 studenti furono arrestati durante un congresso clandestino dell’Unione Nazionale degli Studenti (UNE), tenutosi a Ibiúna, nell’entroterra dello Stato di San Paolo.

Nonostante la crescente repressione, le manifestazioni studentesche proseguirono fino al 13 dicembre 1968, quando venne promulgato il decreto Ato Institucional Nº 5 (AI-5), atto che segnò l’inizio dei cosiddetti anni di piombo della dittatura militare brasiliana.

Nella cultura di massa Il fotoreporter Evandro Teixeira, all’epoca in servizio presso il quotidiano Jornal do Brasil, è l’autore della fotografia più celebre e rappresentativa della Marcia dei Centomila. L’immagine ritrae una vasta folla in marcia nel centro di Rio de Janeiro. Oltre a questo celebre scatto, Teixeira realizzò numerose fotografie che documentano la repressione militare delle manifestazioni studentesche, tra cui quelle relative agli scontri avvenuti nei pressi della chiesa della Candelária il 4 aprile 1968.

Le immagini di Evandro Teixeira ispirarono il poeta Carlos Drummond de Andrade, che compose una poesia sugli eventi.

Partecipanti alla marcia Tra i partecipanti alla marcia vi furono numerose personalità del mondo politico, culturale e artistico brasiliano, nonché leader del movimento studentesco, tra cui:

Alfredo Sirkis, politico Cacilda Becker, attrice Carlos Diegues, regista cinematografico Caetano Veloso, cantautore César Benjamin, politico Chico Buarque de Hollanda, cantautore Clarice Lispector, scrittrice Edu Lobo, cantautore Eva Wilma, attrice, ballerina e cantante Fernando Gabeira, politico Gilberto Gil, cantautore Grande Otelo, attore Hélio Pellegrino, psicoanalista, poeta e scrittore José Dirceu, leader studentesco Luís Travassos, leader studentesco Marieta Severo, attrice Milton Nascimento, cantautore Nana Caymmi, cantante Nara Leão, cantante Norma Bengell, attrice e regista Orestes Quércia, politico Paulo Autran, attore Pascoal Carlos Magno, attore, poeta, drammaturgo e regista Tancredo Neves, politico Tonia Carrero, attrice Vera Silvia Magalhães, leader studentesca Vladimir Palmeira, leader studentesco Wellington Moreira Franco, politico Zuenir Ventura, giornalista

Note

Bibliografia

Voci correlate AI-5 Dittatura militare brasiliana

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