Palazzo Ferrero d'Ormea è un palazzo storico di Torino costruito nella prima metà del Seicento, in via Arsenale 6/8 nell'isola di San Giuseppe, da Amedeo di Castellamonte su impulso di Carlo Emanuele I.

È attualmente sede della Banca d'Italia https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-ferrero-d-ormea-sede-della-banca-d-italia?gfp.

Storia Nel 1620 Torino fu interessata dal primo ampliamento significativo verso sud, con pianta a scacchiera, progettato da importanti architetti su commissione del duca Carlo Emanuele I. Nell'ambito di questo progetto venne realizzata l'isola di San Giuseppe vicino a piazza San Carlo, e al suo interno, verosimilmente costruito nell'area dove sorgeva un palazzo preesistente, questo palazzo attribuito all'architetto di corte Amedeo di Castellamonte, che ideò una grande costruzione affacciata su via dell'Arsenale con un retrostante giardino.

Il primo proprietario dell'edificio fu Francesco Maria Broglia conte di Revello, paggio del duca Maurizio di Savoia e capitano degli archibugieri a cavallo; alla sua morte il figlio Vittorio, in qualità di erede, lo assegnò nel 1670 in locazione alla Nunziatura Apostolica guidata dal cardinale Angelo Maria Ranuzzi, poi alla fine del Seicento all'Ambasciata di Francia sotto re Luigi XIV Conversazione su: Palazzo Ferrero D’Ormea « Fidest – Agenzia giornalistica/press agency, per infine venderlo, dopo l’assedio del 1706, al marchese Carlo Vincenzo Ferrero d'Ormea Palazzo Ferrero d'Ormea - MuseoTorino. Proprio qui venne arrestato l'ambasciatore di Francia in ritorsione all’azione dei suoi connazionali che avevano disarmato le truppe piemontesi in Lombardia. Era il primo atto della Guerra che portò all’assedio della città Cultor- Atlante di Torino - Q -.

Denominato anche "il Cavour del '700", Carlo Vincenzo Ferrero fu la figura di governo di maggior rilievo del Regno di Sardegna nel corso del XVIII secolo, sotto i regni di Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III. La sua famiglia, proprietaria anche di Parco Europa Villa marchese Ferrero d'Ormea, ora Parco Europa - MuseoTorino, restò proprietaria del palazzo per quasi un secolo. Nel 1810 venne acquistato dal conte Vittorio Balbiano del Viale, gentiluomo di corte, che nel 1852 lo rivendette a sua volta alla Banca del Regno di Sardegna, divenuta nel 1893, a seguito dell'Unità nazionale e per volere di Giovanni Giolitti, Banca d'Italia. Il caveau sotterraneo, tuttora esistente, conservava quasi 50mila cassette di sicurezza Entriamo nel caveau di Banca d’Italia - la Repubblica.

Descrizione Il palazzo era organizzato "entre court et jardin", cioè dotato di un giardino interno e di una corte d'onore sul quale si affacciava. Tale giardino fu sacrificato per creare un ampliamento, necessario a ospitare la sede dell'ambasciata di Francia https://www.noicomit.it/altervista/culturatorino_files/viaarsenale.pdf.

La trasformazione dell'edificio, in gusto neoclassico, da residenza a sede bancaria, si deve a Giuseppe Talucchi negli anni ’30 dell’Ottocento https://www.torinotoday.it/eventi/giornate-fai-primavera-25-26-marzo.html; cuore della nuova composizione è il salone centrale al piano terra, coperto da un velario in vetri policromi di grande suggestione. Negli anni Trenta del Novecento la Banca d'Italia affidò nuovi interventi funzionali e strutturali a Giovanni Chevalley. Il portale ad arco è l'unica testimonianza superstite dell'edificio seicentesco.

Note

Bibliografia Laura Palmucci Quaglino, Dai Turinetti di Priero ai Ferrero d'Ormea: vicende familiari e architettoniche di un palazzo torinese tra Sei e Settecento, Vita e Pensiero, Milano 2004

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