Biografia Nasce a Messina il 9 gennaio 1940. Secondo le dichiarazioni di vari pentiti si ritiene dagli anni '70 che abbia sviluppato contatti con la famiglia Santapaola. Risulterebbe coinvolto nel "blitz della notte di San Luigi" o "blitz dei 290" del 1985, secondo quanto dichiarato dal pentito Sparacio. È stato lui a presentare un giovane Luigi Sparacio a Nitto Santapaola, costruendo una linea di collaborazioni tra mafia catanese e messinese che perdura tutt'ora. Romeo e Sparacio infatti, quando quest'ultimo raggiunse i vertici, iniziarono ad incontrarsi spesso con i mafiosi catanesi legati a Nitto Santapaola per gestire i lavori di alcune imprese di loro interesse operanti a Messina ed allontanarle da minacce ed estorsioni di altri clan messinesi. Tuttavia secondo le rivelazioni dello stesso Sparacio nel processo Orsa Maggiore I del 1996, Santapaola aveva chiesto a Sparacio di mantenere il cognato Romeo al di fuori del malaffare dei clan messinesi e di fatto sempre secondo le medesime dichiarazioni si fa presente che il Romeo non ha mai fatto parte di nessuna organizzazione criminale messinese né partecipato ad attività mafiose per tutti gli anni 80 e 90. Romeo con Nitto Santapaola intratteneva un legame di parentela. Era infatti suo cognato, avendone sposato la sorella Concetta.

Secondo le deposizioni del pentito Antonio Cariolo nel corso del processo Orsa Maggiore I, non si sa se il Romeo fosse un vero e proprio affiliato a Cosa Nostra, al contrario, si sa che Benedetto Santapaola voleva tenere lui ed i suoi nipoti (i figli del fratello Natale Santapaola che erano cresciuti a Messina) fuori dagli affari criminali messinesi. Tuttavia Cariolo specifica di essere stato a conoscenza del ruolo di Romeo in varie controversie e che sapeva che custodiva delle armi in luogo che "non ritengo opportuno adesso indicare", in particolare pistole.

Sempre secondo le deposizioni del collaborante Cariolo, il Romeo avrebbe fatto parte degli organizzatori dell'omicidio Badessa, insieme ad Aldo Ercolano. Badessa era considerato un nome importante della mala messinese e secondo quanto dichiarato era diventato nemico di un altro uomo considerato ai vertici del contesto messinese: Domenico Cavò. Quest'ultimo conosceva bene Romeo ed avrebbe chiesto tramite lui un "favore" ai Santapaola di Catania per l'eliminazione di Badessa. Cavò conosceva inoltre i Greco di Bagheria e si sarebbe confrontato anche con loro. Questa è una dichiarazione e non la versione dei fatti ritenuta ufficiale. Non si sa effettivamente come siano andate le cose dal momento che Romeo ed Ercolano sono stati assolti dalla Corte d'Appello nel 2009 e non sono rintracciabili risultanze pubbliche ulteriori.

Nelle fonti che lo riguardano si riporta della sua conoscenza dei principali appalti della provincia di Messina di interesse di Cosa Nostra, inclusi quelli su eventuali opere connesse al ponte sullo Stretto.

Il suo ruolo sarebbe stato noto anche in provincia di Messina. Come emerso da un articolo del quotidiano "Mediterraneo", ne parla Carmelo Bisognano, pentito in passato ritenuto ai vertici della mafia barcellonese, in particolare del clan dei Mazzarroti. Bisognano dichiara di aver fatto distruggere i mezzi di un'impresa protetta da esponenti criminali di Randazzo che avrebbe dovuto svolgere dei lavori a Patti. Per punire Bisognano, tali soggetti si rivolsero a Maurizio Zuccaro, esponente della famiglia mafiosa dei Santapaola. Zuccaro a sua volta contattò proprio Francesco Romeo, che pare abbia garantito per Bisognano e per i "barcellonesi", impedendo ritorsioni nei loro confronti.

Romeo fu in seguito coinvolto nel processo Orsa Maggiore I, e ristretto temporaneamente al 41-bis.

Tramite numerosi articoli è possibile reperire informazioni sulle attività illecite per le quali è stato arrestato il figlio Vincenzo Romeo, e su come avesse la capacità di influenzare anche l’espressione del voto in alcuni quartieri di Messina. Oltre a Vincenzo, sono stati coinvolti dalle indagini anche gli altri figli: Pasquale, Benedetto e Antonio. Il GIP scrive a proposito di tale organizzazione:

L'organizzazione dei Romeo, accusata di interessi sulla autostrada Salerno-Reggio Calabria ed Expo a Milano e sul gioco d'azzardo online a Malta, è stata mutilata dall'operazione Beta, la quale coinvolse anche figure impiegatizie, imprenditoriali e professionali colluse, e sgominò persino infiltrazioni nelle forze dell'ordine e nelle istituzioni.

Nel 2019 in seguito alle dichiarazioni del pentito catanese Maurizio Avola, Romeo è stato tra gli indagati dell'attentato al giudice Antonio Scopelliti.

Muore nel gennaio 2021 a causa del Covid-19.

Note