, membro del Partito Comunista Italiano (PCI). Dopo l’esperienza nella Resistenza giovanile nelle brigate Garibaldi, svolse attività giornalistica e di propaganda radiofonica per le emittenti in lingua italiana collegate ai Paesi del blocco socialista e fu traduttore e accompagnatore per dirigenti del PCI in visita in Unione Sovietica e nei Paesi dell’Est. Nel secondo dopoguerra fu anche funzionario e docente nella formazione politica del partito e, in anni successivi, consigliere comunale a Casalecchio di Reno.
Biografia Graziano Zappi nacque a Mordano, in provincia di Bologna, il 16 novembre 1927, in una famiglia di tradizione operaia da Manlio e Agata Carmonini. Frequentò il Ginnasio "Benvenuto Rambaldi" di Imola. L’8 settembre 1943, all'età di quindic'anni segnò per lui una svolta decisiva: aderì a un gruppo giovanile antifascista e, nell’ottobre dello stesso anno, si iscrisse clandestinamente al Partito Comunista Italiano.
Nel gennaio 1944 lasciò la casa e si unì a un gruppo armato di partigiani attivo sulle pendici del Monte Faggiola, assumendo il nome di battaglia “Mirco”. Dopo un duro rastrellamento che disperse la formazione, nel marzo 1944 entrò nell’8ª Brigata Garibaldi sul Monte Falterona e il mese successivo confluisce nella 36ª Brigata Garibaldi "Alessandro Bainconcini". Il padre Manlio, che aveva iniziato a cercarlo percorrendo a piedi tutti i monti, riuscì a ritrovarlo e lo riportò a Mordano (a quel momento ribattezzata “Moreto” dai fascisti in odio a Dino Grandi). Stremato dall’esperienza e sotto le pressioni familiari, Graziano accettò di presentarsi alla chiamata degli “sbandati” della Repubblica Sociale Italiana, che scadeva il 25 maggio 1944. Vi rimase solo poche settimane: non sopportando quel cedimento morale, riprese immediatamente i contatti con gli antifascisti locali e, alla fine di giugno 1944, rientrò nella lotta partigiana. Entrò così nella 7ª Brigata GAP “Gianni” Garibaldi nel distretto imolese, dove divenne vice commissario politico di compagnia. Dal gennaio 1945, inoltre, fu assegnato con un gruppo della Croce Rossa Italiana al soccorso dei civili colpiti dalla guerra lungo la linea del fiume Senio. Riconosciuto partigiano con il grado di sottotenente, partecipò alla Resistenza dal 28 gennaio 1944 al 14 aprile 1945. Gli fu conferita la Croce al Merito di Guerra.
Dopo la Liberazione, Zappi tornò agli studi. In una sua testimonianza, racconta che nel 1945 prese lezioni private di greco, latino, filosofia, fisica e matematica, e si presentò alla sessione autunnale degli esami di riparazione del Liceo Rambaldi, ottenendo la promozione in terza classe.
Nel dopoguerra divenne segretario della sezione PCI di Bubano e frequentò la Scuola Centrale Quadri del partito. Nel 1946, durante la campagna per l’elezione dell’Assemblea Costituente e per il referendum istituzionale, tenne la sua prima conferenza pubblica nel paese natale.
La direzione nazionale del PCI, riconoscendone le capacità, lo inviò dapprima a Praga, dove lavorò per la radio “Oggi in Italia”, poi in Unione Sovietica, nella redazione italiana di Radio Mosca, e infine a Berlino Est, come responsabile della trasmissione “Oggi nel mondo”. In quegli anni imparò il francese, il tedesco e il russo. Nel 1957 visito l'Unione Sovietica in una delle spedizioni organizzate dal partito, dove ebbe la possibilità di conoscere il figlio del comunista rivoluzionario italiano Francesco Misiano, Gualtiero, cantante sovietico molto conosciuto per aver cantato principalmente canzoni napoletane. Nel 1965 si laureò in psicologia all’Università di Bologna.
Stabilitosi definitivamente a Bologna, divenne direttore della Scuola di Formazione Quadri del PCI e insegnante di materie letterarie nelle scuole medie. Dal 1969 iniziò la sua lunga attività di traduttore, soprattutto dal russo, collaborando con la Casa Editrice Progress di Mosca insieme alla moglie Maria Micele. Fu anche interprete personale dei dirigenti del PCI in viaggio nell’URSS, lavorando per Longo, Napolitano e incontrando personalmente Chruščëv, Brežnev e Gorbačëv. Proseguì questa attività fino alla caduta del Muro di Berlino nel 1989.
Anche dopo la trasformazione del PCI in PDS, mantenne il proprio impegno politico: nel 1995 fu eletto consigliere comunale a Casalecchio di Reno, dove morì il 16 novembre 2017, esattamente nel giorno del suo novantesimo compleanno.
Famiglia Si sposò con una certa Maria Micele da cui ebbe due figli: Gario e Iuri.
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Opere
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