Kulgeriherpeton () è un genere estinto di salamandre appartenente alla famiglia dei Karauridae, noto dal Cretaceo inferiore della Jacuzia (Russia). Il genere è stato istituito da Skutschas e colleghi nel 2018 sulla base di un atlante quasi completo proveniente dalla località di Teete, in sedimenti datati tra il Berriasiano e il Barremiano. L’unica specie attribuita al genere è Kulgeriherpeton ultimum, considerata un importante rappresentante dei cosiddetti "stem salamanders", ovvero forme basali prossime all’origine degli urodeli moderni.
Scoperta Il materiale fossile su cui si basa Kulgeriherpeton proviene dalla località di Teete, situata nell’odierna Repubblica di Sacha (Jacuzia). I sedimenti, datati al Cretaceo inferiore, hanno restituito una fauna ricca di vertebrati ritenuti relitti giurassici. Lo studio originale, pubblicato nel 2018 su Acta Palaeontologica Polonica, ha identificato nell’atlas una combinazione unica di caratteri che ha richiesto l’istituzione di un nuovo genere e di una nuova specie. Una successiva analisi condotta nel 2024 ha integrato lo studio con la descrizione della morfologia e della struttura istologica degli arti.Skutschas, P. P.; Kolchanov, V. V.; Averianov, A. O.; Martin, T.; Schellhorn, R.; Kolosov, P. N.; Vitenko, D. D. (2018). A new relict stem salamander from the Early Cretaceous of Yakutia, Siberian Russia. Acta Palaeontologica Polonica 63 (3): 519–525.
Descrizione Kulgeriherpeton ultimum è diagnosticato da una combinazione di caratteri dell’atlante che include la presenza di una cresta trasversale e di una depressione sulla superficie ventrale della porzione posteriore del centrum, la presenza di parti ossificate del tubercolo intercotilare costituite da labbra dorsali e ventrali, l’assenza di una depressione marcata sulla superficie ventrale della porzione anteriore del centrum, l’assenza di creste ventrolaterali pronunciate, la mancanza di forami per i nervi spinali, la presenza di una superficie ventrale e laterale del centrum caratterizzata da una tessitura fittamente bucherellata, un arco neurale breve con margine anteriore arretrato rispetto al livello dei cotili anteriori, cotili anteriori moderatamente compressi dorsoventralmente e l’assenza di un’incisura profonda all’estremità distale della spina neurale. La microanatomia interna dell’atlante mostra una corteccia relativamente spessa e moderatamente vascolarizzata, costituita da osso primario, e un endocondrale interno cancelloso.
Le analisi istologiche condotte sui femori e sugli omeri rivelano una corteccia primaria compatta formata da osso a fibre parallele, con assenza o scarsità della cavità midollare in sezione mediana dell’omero e presenza di una cavità midollare che si espande verso le epifisi nel femore. Questa struttura è parzialmente sostituita da un sistema complesso di canali e lacune di erosione. La presenza di canali vascolari primari, di marcatori di crescita e di resti di cartilagine non riassorbita, insieme alla presenza della linea di Kashchenko, indica uno stato di sviluppo non completamente maturo. Lo studio suggerisce che l’individuo analizzato avesse un’età compresa tra i tredici e i sedici anni e che fosse ancora in crescita al momento della morte.Skutschas, P. P.; Saburov, P. G.; Uliakhin, A. V.; et al. (2024). Long Bone Morphology and Histology of the Stem Salamander Kulgeriherpeton ultimum (Caudata, Karauridae) from the Lower Cretaceous of Yakutia. Paleontological Journal 58: 101–111.
Paleoecologia La morfologia delle ossa degli arti e la struttura interna degli elementi scheletrici indicano uno stile di vita acquatico e una probabile natura neotenica, caratteristica condivisa con altre forme basali dei Karauridae e con alcune salamandre attuali. La presenza di cartilagine residua e di caratteristiche istologiche tipiche di forme acquatiche suggerisce un animale che conservava tratti larvali durante la vita adulta.
La località di Teete, situata ad alte latitudini paleogeografiche (circa 63–70° N), ospitava durante il Cretaceo inferiore una fauna di vertebrati che comprendeva numerosi taxa con affinità giurassiche. La presenza di Kulgeriherpeton supporta l’ipotesi che la Siberia rappresentasse un importante rifugio climatico ed ecologico per relitti giurassici durante il passaggio Giurassico–Cretaceo. I dati attuali indicano inoltre una sostanziale continuità tra le faune cretaciche ad alte latitudini della Jacuzia e quelle di latitudini medie della Siberia occidentale.
Note
Bibliografia Skutschas, P. P.; Kolchanov, V. V.; Averianov, A. O.; Martin, T.; Schellhorn, R.; Kolosov, P. N.; Vitenko, D. D. (2018). A new relict stem salamander from the Early Cretaceous of Yakutia, Siberian Russia. Acta Palaeontologica Polonica 63 (3): 519–525. Skutschas, P. P.; Saburov, P. G.; Uliakhin, A. V.; et al. (2024). Long Bone Morphology and Histology of the Stem Salamander Kulgeriherpeton ultimum (Caudata, Karauridae) from the Lower Cretaceous of Yakutia. Paleontological Journal 58: 101–111.
Categoria:Caudati estinti Categoria:Taxa descritti nel 2018