Collezionista, bibliografo e antiquario fiorentino del tardo Cinquecento, fu noto per l’interesse verso i manoscritti e la cultura letteraria cittadina.

A Firenze era nota la Casata Del Nero, cui poté appartenere Piero.

Omonimie Il fiorentino Piero del Nero vissuto nel XVI secolo († 1598) è spesso confuso con un altro Piero del Nero, attivo nel XV secolo, umanista e sodale di Marsilio Ficino, noto a Niccolò Machiavelli. Mentre questi fu autore di un pur limitato corpus di opere e lettere, il del Nero cinquecentesco non ebbe autorialità letteraria propria ma è ricordato quanto alle sue attività nel collezionismo.

Biografia Appartenente a una famiglia patrizia fiorentina, nacque da un Simone di Marco e una Lucrezia Gualterotti.

Collezionista e trascrittore di codici, da questi trassero, sia egli stesso sia Accademici della Crusca, spogli per il Vocabolario o per altre opere.

Fortuna dei Codici del Nero Alla morte di Piero restarono usufruttuari del complesso dei beni di famiglia il fratello e la madre. I manoscritti dello studioso da allora seguirono poi traversie e spostamenti diversi fino a giungere in custodia a varie biblioteche di Firenze.

I codici del "Fondo Palatino BNCF"

L'asse ereditario si spostò poco dopo ai figli maschi della sorella Maria, sposata con un Guadagni: al loro nome si collega quello sia del palazzo sia della biblioteca che in esso vi sarebbe poi stata ospitata, ove i codici furono custoditi finché, nel 1800, non furono venduti.

Alla morte, nel 1814, del bibliofilo livornese Gaetano Poggiali che li aveva acquistati, cinquecento di essi, comprati per conto del granduca Ferdinando III dal bibliotecario palatino Francesco Tassi, confluirono poi nel fondo Palatino della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che proprio grazie a tale «prestigiosa» acquisizione ne ricevette un rilevante «incremento».

I codici della "Biblioteca Nazionale Centrale" Benché Poggiali riferisse, in particolare al I, XXIII. di essere entrato in possesso dell'intero blocco dei 14 codici del poema che, come si legge nell'"Avviso ai Lettori" nell'opera, furono prestati nel 1591 da Piero per l'edizione della "Commedia" a cura di Domenico Manzani, compilata a Firenze nel 1595 per conto dell'Accademia della Crusca, solo dei sei manoscritti che, al momento in cui fu redatta la voce dell'enciclopedia Treccani, si trovavano nel fondo Palatino della Biblioteca Nazionale fiorentina, ossia quelli distinti dalla segnatura "Palat." rispettivamente 313, 315, 316, 318, 319, 321, si può ipotizzare con relativa certezza che fossero in disposizione del Poggiali.

I codici della "Biblioteca Medicea Laurenziana" Un altro gruppo di codici, più sparuto di quello dei 500 del "Fondo Palatino BNCF", ma di certa proprietà di del Nero come attestato dalla nota di possesso che recano, passati dal fratello Bernardo a Francesco di Vincenzio Nori, accademico fiorentino e vescovo di San Miniato, è invece custodito nella Biblioteca Medicea Laurenziana, ad essa giunti dopo cheCome anche manoscritti della "Vita Nova" di Dante: erano stati venduti dalla sorella ed erede del vescovo, e monaca ella stessa, a Vincenzo di Giovanni di Francesco Martelli: donde il nome di "Martelli"«Codici Martelli e Corsiniano»: con cui sono noti sia i codici che il fondo omonimo della Laurenziana.

I codici della "Biblioteca Riccardiana" Il "Riccardiano 1094", conservato nella Biblioteca Riccardiana a Firenze, è descritto nel "Catalogo" di Salomone Morpurgo. Codice cartaceo vergato da due mani del XV secolo, con postille e rubriche attributive di altre mani contemporanee e «moderne». Vi si leggono i nomi di «Piero di Simone del Nero (m. 1598), possessore (a. 1591)» e appunto la sua «nota di possesso» e quelle altrui. Contiene la cantica del "Paradiso" dantesco e scritti di Dante, compreso un frammento del capitolo VIII della "Vita Nova" e altri, da Jacopo Alighieri a Cino da Pistoia, Forese Donati, Lapo Gianni, Guido Cavalcanti e altri, scritti adespoti e diversi.

Non se ne conosce l'anno di acquisizione, ma è da supporsi anteriore al 1800, dacché la biblioteca dei marchesi Riccardi era inattiva dal 1799, mentre di lì a poco, a causa del fallimento della famiglia all'inizio del XIX secolo, museo e biblioteca sarebbero stati messi in vendita e, rimasti invenduti i codici, il patrimonio librario e manoscritto sarebbe stato «salvato» dalla dispersione da una «cordata di librai» che nei primi 15 anni del secolo li avrebbero acquistati.

I codici della "Biblioteca Laurenziana" Colomb de Batines, nella sua "Bibliografia dantesca",; ; identificò altri due codici (ai nn. 180 e 181) con altrettanti di proprietà Martelli (oggi 11 e 7 del deposito della "Biblioteca Martelli" nella Biblioteca Medicea Laurenziana. Seppure la tesi di Batines, fallace nella premessa, non sia stata accettata da Gentile, essa, comunque non riguardante il «codice Martelli 11», potrebbe non essere priva di fondamento.

I codici della Biblioteca Bodleiana Tre manoscritti di Piero del Nero, appartenenti alla raccolta Canonici, furono acquistati nel 1817 dall'Università di Oxford, nella cui Bodleian Library sono conservati, e «corrispondono ai nn. 95, 96, 104 del Catalogo del Mortara».

Profilo e attività culturali Del Nero ebbe un ruolo rilevante nella tutela e nella raccolta di codici e documenti della tradizione letteraria fiorentina. Testimonianze d’archivio e fonti documentarie lo menzionano variamenteCome risulta dalla bibliografia della voce a lui dedicata dalla enciclopedia Treccani nei registri pubblici e nelle carte private, spesso in relazione ai circuiti culturali e collezionistici fiorentini, per il suo ruolo nella circolazione libraria e manoscritta dell’epoca, in particolare per l’interesse verso testi di ambito letterario e storico. Questa attività lo pone nel contesto più ampio degli studi antiquari e filologici fiorentini del secondo Cinquecento, caratteristici dell’élite della città del tempo. In alcune fonti è citato come riferimento per la conservazione di materiali danteschi e di testi di interesse erudito.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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Note

Categoria:Politici italiani del XVI secolo Categoria:Collezionisti