A. E. Köchert (a volte scritto Koechert) è una delle più antiche gioiellerie dell'Austria, fondata da Jakob Heinrich Köchert nel 1814. È un'attività a conduzione famigliare definita come la "Gioielleria di imperatori e re".
Storia Il francese Emmanuel Pioté (o Peyote) aprì un'attività di oreficeria a Vienna nel 1814, nello stesso anno in cui avvenne il Congresso di Vienna, dando grande visibilità all'attività appena avviata. Nel 1819, Heinrich Köchert si unì come associato (proveniva da una famiglia tedesca di carpentieri) e sposò la sorellastra di Pioté. Nel 1827, il Principe Metternich era il cliente più prestigioso dell'oreficeria di Pioté e Köchert. Quando l'imperatore Francesco II affidò un contratto a Pioté e Köchert per realizzare una scatoletta d'oro per l'ambasciatore, l'attività divenne la prima gioielleria ufficiale per il sovrano («Kaiserlich-Königlicher Hofjuwelier»). Gli orafi realizzarono anche la corona per l'imperatrice Elisabetta d'Austria chiamata «Sisi-Sterne» («Stelle di Sisi»), composta da 27 gioielli a forma di stella che potevano essere assemblati in una singola tiara, la quale lanciò una nuova moda in Europa. Alexander Emmanuel Köchert fu ricevette nel 1844 l'incarico di aggiungere le perle alla corona imperiale d'Austria. L'oreficeria era inizialmente situata vicino a Palazzo Pallavicini prima di essere trasferito al numero 15 di Hoher Markt nell'anno 1873, in una bottega progettata dall'architetto danese naturalizzato austriaco Theophil Hansen. Pioté si ritirò dall'attività 1848 e Köchert il solo proprietario.
La corona reale dell'imperatrice Elisabetta fatta da Köchert fu rubata nel 1998 da Gerald Blanchard, prima di essere recuperata 9 anni dopo a Winnipeg, Canada.
Nel 2005, la compagnia ha aperta una nuova filiale a Salisburgo. Nel 2014, la compagnia ha festeggiato il suo 200º anniversario. Questo ha permesso alla famiglia Köchert è divenuta membro associato degli Henokiens, un'associazione che appunto raggruppa società a conduzione famigliare con almeno 200 anni di storia.
Nel 2025, la compagnia è stata chiamata per una perizia da effettuare sui gioielli reali degli Asburgo ritrovati in una banca del Canada. Dopo avere confrontato i gioielli con un catalogo della gioielleria e averli attentamente esaminati con gli appositi strumenti, i pezzi sono stati dichiarati autentici. Tra di essi figura il celebre diamante Fiorentino, precedentemente ritenuto scomparso da più di un secolo.
Gestione A. E. Köchert è guidata da Christoph e Florian Köchert. I fondatori della dinastia avevano istituito una serie di regole secondo cui solamente due eredi per volta potevano possedere l'attività di famiglia.
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