La Modern Age () è una locuzione che indica il periodo della storia dei fumetti statunitensi iniziato nel 1985 e che continua fino ai giorni nostri. Durante questo periodo molti celebri personaggi preesistenti subirono modernizzazioni e reboot, autori e artisti acquisirono importanza nel settore, i fumetti indipendenti prosperarono e le case editrici più grandi espansero il loro mercato anche oltre le fumetterie specializzate.

Un nome alternativo per indicare questo periodo è Dark Age () a causa della popolarità e influenza artistica di titoli con contenuti cupi e adulti, come Il ritorno del Cavaliere Oscuro e Watchmen.

Panoramica generale La Modern Age segue la Bronze Age, periodo durato dal 1970 al 1985 che vide l'industria del fumetto americano perdere il proprio splendore dopo la prosperità delle epoche precedenti, la Golden Age (1938-1956) e la Silver Age (fine anni '50-1970). Le vendite diminuirono e il genere supereroistico, fino ad allora pilastro dell'industria, dovette affrontare la concorrenza di nuovi generi in ascesa, come le arti marziali e la sword and sorcery. Tutto ciò, unito alla crisi economica e sociale che attanagliava gli Stati Uniti, trovò una cupa eco nelle pagine dei fumetti. Come risultato, molte case editrici scomparvero e le vendite degli editori underground non sembravano in grado di risollevare un'industria sempre più in crisi.

Ciononostante, nel 1986 tre serie ravvivarono l'interesse dei lettori: Crisi sulle Terre infinite, Batman - Il ritorno del Cavaliere Oscuro e , tutte pubblicate da DC Comics. Queste miniserie dimostrarono che il fumetto mainstream poteva affrontare anche temi complessi e mirati ad un pubblico adulto. Per quanto riguarda l'industria alternativa, quest'ultima fu ampiamente messa in risalto da Maus di Art Spiegelman, graphic novel pubblicata inizialmente sulla rivista RAW, poi in formato volume a partire dall'86. Da quell'anno in poi le vendite di fumetti aumentarono, raggiungendo milioni di copie all'inizio degli anni '90. Tuttavia, questa impennata fu in parte alimentata da una bolla speculativa. Quando questa scoppiò nel 1994 le vendite crollarono nuovamente, portando alla scomparsa di case editrici, aziende di distribuzione e punti vendita. Ci vollero diversi anni perché il settore si stabilizzasse, ma le vendite non sono mai tornate ai picchi precedenti.

Questa crisi ebbe un impatto minore sugli editori indipendenti, i cui lettori sono molto meno sensibili al passaggio delle mode, la chiusura di molte fumetterie però ne limitò comunque le vendite. Questo tipo di fumetto, più autoriale, dimostrò quanto fosse importante la qualità della scrittura per fidelizzare i lettori; anche gli editori mainstream diedero enfasi alla qualità delle sceneggiature e questo, unito alla strategia vincente del creare continui crossover tra diverse testate, migliorò le vendite, placando almeno in parte il crollo economico.

Questo periodo è caratterizzato dallo sviluppo di personaggi molto più cupi e grigi dal punto di vista morale rispetto a quelli dei decenni precedenti. Inoltre, personaggi femminili tanto sexy quanto pericolosi contribuiscono ad un'ambiguità morale che negli anni '90 piaceva molto ai lettori, principalmente giovani adulti bianchi. Questo fenomeno si è evoluto a partire dagli anni 2000, con gli editori che hanno cercato di ampliare il proprio pubblico proponendo personaggi più rappresentativi della variegata popolazione etnica americana. Inoltre, il numero di autrici è aumentato.

Oltre ai classici comics, i fumetti americani si diramarono anche nel formato di graphic novel, distribuite nelle librerie e che quindi ebbero la possibilità di attrarre anche lettori che non frequentavano i negozi specializzati. Intanto, le strisce dei quotidiani divennero sempre meno frequenti, con sempre meno spazio e sempre più confinate al genere umoristico.

Poiché i comics, in particolare quelli alternativi, hanno dimostrato di non limitarsi al genere supereroistico, il modo in cui vengono percepiti si è evoluto durante quest'era. Alcuni fumetti vengono venduti nelle librerie, ne parlano i giornali, gli vengono dedicati libri e condotti studi accademici. Inoltre l'uscita di adattamenti cinematografici, televisivi e videoludici ha contribuito all'aumento di visibilità delle opere originali.

Storia

Metamorfosi della scrittura

Rinascita di DC Comics Tre fumetti, tutti pubblicati da DC Comics, sono generalmente citati come il punto di partenza della Modern Age. Nel 1985, DC decise di ricreare completamente il proprio universo supereroistico e, a tal fine, lanciò una miniserie di 12 numeri intitolata Crisi sulle Terre infinite, scritta da Marv Wolfman e disegnata da George Perez. Alla fine di quest' epopea i vari mondi alternativi del Multiverso DC vennero fusi in uno solo, il Superman di Terra-2 (colui che aveva lanciato la Golden Age) scomparve ed il Flash di Terra-1 (il primo eroe della Silver Age) morì. Gli scrittori potettero fare tabula rasa e riscrivere la genesi di personaggi iconici, al contempo svecchiandoli.

Nel 1986, altre due miniserie impostarono il tono generale di questa nascente era moderna: Batman - Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller e di Alan Moore (testi) e Dave Gibbons (disegni). Si tratta di due esempi di titoli rivolti a un pubblico più adulto rispetto al tipico target dei comics supereroistici di quel periodo, che affrontano temi (sessualità, droga, violenza) proibiti dal Comics Code Authority (CCA), l'organo di censura dei fumetti, anche se pubblicati da un editore mainstream piuttosto che da uno indipendente. DC aveva già precedentemente iniziato a seguire questa strada con un arco narrativo dedicato al personaggio di Swamp Thing, scritto sempre da Moore e che non era più soggetto all'approvazione del CCA a partire dal numero 29, pubblicato nell'ottobre del 1984.

La British Invasion

L'arrivo di Alan Moore a DC Comics segnò l'inizio della cosiddetta British Invasion, vale a dire il massivo influsso di fumettisti (per lo più scrittori) britannici all'interno del mercato americano. Jamie Delano (Hellblazer), Grant Morrison (Animal Man, Doom Patrol e Invisibles), Neil Gaiman (Sandman), Garth Ennis (Hellblazer e Preacher), Warren Ellis (Transmetropolitan e JLA) e Peter Milligan (Shade, the Changing Man) andarono alla ribalta tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Per DC crearono o rilanciarono testate rivolte a lettori più maturi, tanto che i numeri avevano riportato sulle loro copertine l'avvertimento "" () a partire dal 1987. Nel 1993 DC raccolse tutti questi titoli, che avevano di fatto abbandonato il mondo dei supereroi classici, sotto un nuovo marchio chiamato Vertigo, con Karen Berger come direttrice editoriale. L'aggiunta dell'avvertimento fu tuttavia fonte di preoccupazione per i dirigenti di DC, che temevano un possibile ritorno della censura.

Minacce di censura A partire dal 1986, diversi eventi dimostrarono che la libertà artistica dei comics era ancora minacciata. Steve Geppi, presidente della casa di distribuzione Diamond Comic Distributors, invitò i suoi clienti a lamentarsi con gli editori per i contenuti inappropriati di alcuni fumetti (uno di questi fu il numero 9 di , scritto da Alan Moore e disegnato da Rick Veitch, che raffigurava un parto in diverse vignette). DC rispose a questa campagna indicando una classificazione per età, mentre Marvel ribadì la sua adesione alle regole stabilite dal CCA. Nel dicembre 1986 Il proprietario di una fumetteria venne accusato di vendita di materiale pornografico e, l'anno successivo, un'organizzazione che finanziava le arti con fondi federali venne accusata di sostenere opere porno. I fumetti subirono le conseguenze di questo dibattito e furono citati in giudizio da diversi giornali e servizi televisivi. Questa azione legale non impedì al proprietario del negozio di essere dichiarato innocente nel 1989, dimostrò però agli editori la necessità di unirsi nella lotta contro le minacce alla libertà di espressione. A tal fine, nel 1987 fu creato il Comic Book Legal Defense Fund con la missione di fornire assistenza finanziaria e legale alle persone che lavorano nell'industria fumettistica qualora siano minacciate di azioni legali.

Mercato indipendente e alternativo I fumetti indipendenti appartengono a una categoria ben definita (non sono pubblicati da grandi case editrici che esistono da decenni), ma molto diversificata. Infatti, attenendosi solo a questa definizione, tutti i fumetti che non sono pubblicati da Marvel, DC o Archie Comics sono da considerarsi indipendenti. Una divisione più sfumata basata sul genere distingue gli editori tra indipendenti e alternativi. I primi riprendono i generi classici (supereroi, fantascienza, fantasy), i secondi preferiscono generi quali l'autobiografia, il romanzo di viaggio o la rappresentazione romanzata del quotidiano.

Il fumetto Indipendente

Tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 gli editori indipendenti trovarono un canale di distribuzione approfittando dell'ascesa del direct market, ovvero l'emergere di librerie specializzate in fumetti. L'enorme successo di Teenage Mutant Ninja Turtles di Kevin Eastman e Peter Laird portò a una proliferazione di fumetti indipendenti in bianco e nero, ma nel 1986 questa sovrapproduzione causò una crisi di vendite e molte case editrici furono costrette a chiudere. Tuttavia, quello stesso anno vide anche la creazione di Dark Horse Comics, fondata da Mike Richardson e Randy Stradley. Dark Horse iniziò pubblicando due antologie: Dark Horse Presents e ; Richardson e Stradley prevedevano la vendita di circa 10 000 copie, ma queste superarono le loro aspettative, raggiungendone 50 000. Dark Horse consolidò questo successo traducendo manga in inglese, tra cui Oh, mia dea! di Kōsuke Fujishima, Ghost in the Shell di Masamune Shirow e L'immortale di Hiroaki Samura, che l'hanno consacrata come una delle principali case editrici del settore. Un altro successo è stato l'adattamento a fumetti dei film Alien nel 1988, Predator nel 1989 e Star Wars nel 1991. Per attrarre autori importanti, Dark Horse scelse di pubblicare miniserie piuttosto che creare archi narrativi lunghi a finale aperto, garantendo agli autori la proprietà delle loro creazioni e dividendo i profitti in modo più equo. Queste miniserie erano destinate alla pubblicazione sotto il formato di graphic novel e tra gli autori convinti da questo approccio ci furono Frank Miller, che ideò Sin City, e Mike Mignola, che creò Hellboy.

L'ascesa del fumetto alternativo

L'anno 1986 si rivelò una data importante anche per la pubblicazione del primo volume di Maus (intitolato ) di Art Spiegelman. Il secondo volume, uscì nel 1991 e valse all'autore uno speciale Premio Pulitzer l'anno successivo. Spiegelman iniziò la sua carriera negli anni '60 disegnando fumetti underground; quando questo genere crollò a metà degli anni '70, egli iniziò a lanciare riviste di fumetti: Arcade nel 1975 e poi RAW nel 1980. Queste riviste, insieme a Weirdo di Robert Crumb, colmarono il divario tra la scena del fumetto underground e quello alternativo. La differenza essenziale tra questi due tipi di fumetti rimase il loro pubblico di riferimento: mentre i fumetti underground si rivolgevano a una minoranza di lettori politicamente impegnati e ribelli, i fumetti alternativi cercavano di raggiungere un pubblico più ampio. In tal senso, Art Spiegelman ebbe successo con Maus, poiché l'opera fu recensita e raccomandata da giornali mainstream come il New York Times. Altri autori riuscirono a farsi un nome negli anni successivi, come Daniel Clowes, Howard Cruse, Joe Sacco e Chris Ware, ma sebbene non tutti i fumetti alternativi ottennero lo stesso livello di riconoscimento di Maus, essi condividevano un obiettivo comune: fare del fumetto un'espressione artistica che potesse permettersi di toccare qualsiasi argomento.