Biografia Nel giugno del 2008, all'età di soli 12 anni, mentre giocava per strada nel suo quartiere, Al Numery fu portata da un cugino di circa 30 anni a casa del nonno, ove era previsto che si celebrasse immediatamente un matrimonio tra i due cugini. Il padre di Al Numery aveva acconsentito all'unione, nonostante l'opposizione della madre, e quando Al Numery tentò di negarsi alla cerimonia, suo padre la legò e imbavagliò affinché potesse celebrarsi il matrimonio. Al Numery raccontò in seguito che, nonostante la giovanissima età, il marito la violò per consumare il matrimonio, e che la situazione era per lei talmente insopportabile da tentare due volte il suicidio. Una settimana dopo il matrimonio, Al Numery decise di scappare dal marito e chiedere il divorzio, ma le fu risposto che era troppo giovane per farlo. Si rivolse quindi all'avvocato Shada Nasser, specializzata in matrimoni infantili e che aveva già rappresentato un'altra bambina costretta a sposarsi, Nujood Ali. La battaglia legale per il divorzio di Al Numery durò due anni e, grazie all'impegno di Nasser, alla pressione dei media internazionali e a un alto funzionario del governo, si concluse con l'ottenimento della sentenza di divorzio. Al Numery tornò quindi a vivere con la madre e avrebbe voluto tornare a scuola, studiare l'inglese e diventare medico, ma in Yemen l'istruzione delle ragazze termina tradizionalmente con il matrimonio, e lei e sua madre non aveva sufficiente denaro per permetterle di pagare gli studi.

Attivismo In seguito all'esperienza del matrimonio forzato, Al Numery ha iniziato a dedicarsi all'attivismo per la difesa dei diritti dei bambini e, in particolare, contro il matrimonio infantile. Il suo caso, così come quello di Nujood Ali, ha ricevuto grande attenzione da parte dei media, sia in Yemen che internazionalmente: anche grazie alle esperienze e alle lotte di Al Numery, lo Yemen ha aumentato l'età legale per il matrimonio a 17 anni.

Per il suo attivismo, Al Numery ha ricevuto l'11 marzo 2009 l'International Women of Courage Award dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America, allora presieduto dalla segretaria di Stato Hillary Clinton. Nel 2010 è stata inclusa dal Time tra le 100 persone più influenti al mondo per l'anno precedente.

Riconoscimenti International Women of Courage Award — Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America, 2009 100 persone più influenti dell'anno 2009 — Time, 2010

Note

Categoria:Vincitrici dell'International Women of Courage Award