Cristo e l'adultera è un dipinto a olio su tela (63 x 48,3 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, databile al 1619-1620 circa e custodito presso il Dulwich Picture Gallery di Londra. Storia Non è citato dal Malvasia. La prima menzione di questo dipinto risale al 1780 e si deve a Giuseppe Ratti: «Un bellissimo quadro entrovi l'Adultera del Vangelo del Guercino, e della sua più forte e bella maniera.»Fu acquistato da Arthur Champernowne, tramite il suo agente a Genova James Irvine, il 24 maggio 1806 ad un'asta di Christie's. Fu successivamente acquistato da Francis Bourgeois, che nel 1811 lo donò, insieme a tutta la sua copiosa collezione al Dulwich College nel 1811.

Fu pubblicato da Voss nel 1922. Fu datato intorno al 1621 da Murray, unanimemente concorde la critica successiva. La composizione orizzontale con i personaggi inquadrati a mezza figura, sarebbero indice della influenza caravaggesca, e di conseguenza supporterebbero una esecuzione dell'opera dopo l'arrivo a Roma, nel 1621. Descrizione e stile Nel dipinto si avverte un progressivo abbandono degli schemi narrativi di derivazione teatrale, a favore di una più nitida resa realistica, anche sul piano psicologico. Le teste dei due accusatori, leggermente oscillanti, rispondono a un preciso intento compositivo; Cristo, con sguardo fermo, argomenta la propria posizione rivolgendosi al giudice, il quale appare esitante, quasi pentito delle accuse mosse. L’adultera, con il capo chino in attesa della sentenza, evoca la figura di una martire in procinto di subire il supplizio, richiamando alla memoria le invenzioni caravaggesche, come il Martirio di santa Cecilia di Riminaldi nella Galleria Palatina di Firenze.

Rispetto alle opere eseguite prima della partenza per Roma, al seguito di papa Gregorio XV, la luce è qui più diffusa e meno fredda, mentre la tavolozza abbandona le tonalità lunari per accogliere impasti più caldi e naturali. Tale evoluzione cromatica riflette una sensibilità di matrice neo-veneta, probabilmente maturata attraverso la conoscenza di Rubens a Mantova nel 1620, ma già in sintonia con le nuove tendenze della pittura romana. Tutti questi elementi contribuiscono a distinguere la tela dalle soluzioni più teatrali e drammatiche della Cattura di Cristo e dell’Incredulità di san Tommaso, opere alle quali è stata spesso accostata, orientandola invece verso il tono monumentale e il cromatismo ampio della Sepoltura e gloria di santa Petronilla.

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Guercino Categoria:Dipinti nella Dulwich Picture Gallery