Il sistema circolatorio linfatico è un sistema complesso con varie funzioni. Il sistema linfatico è un sistema di drenaggio ad un solo verso che trasporta i fluidi dallo spazio interstiziale dei tessuti al torrente circolatorio. presente in tutti i mammiferi.. La sua principale funzione è il trasporto di proteine, liquidi e lipidi (specialmente per i vasi drenanti l'intestino) dall'interstizio al sistema circolatorio sanguigno, ma presenta anche ruoli di filtraggio e nella risposta immunitaria favorendo l'arrivo di antigeni agli organi linfoidi periferici per innescare i meccanismi immunitari.

Non tutti gli organi sono drenati dal sistema linfatico. Il sistema nervoso centrale, ossa, midollo osseo, parte materna della placenta ed endomisio dei muscoli mancano di vasi linfatici, anche se sono provvisti di condotti prelinfatici in grado di drenare il liquido interstiziale ai linfonodi zonali. Cristallino, cornea, epidermide, cartilagine e tonaca intima delle arterie di grosso calibro mancano oltre che della vascolarizzazione linfatica anche di quella sanguigna.

Un recente studio del 2023 ha dimostrato un collegamento tra il cervello ed il sistema immunitario. Questo lavoro dimostra l'esistenza di una ramificata rete di sottili vasi linfatici che attraversa le meningi: la sua esistenza smentisce l'idea, radicata da oltre un secolo, che il cervello fosse completamente isolato dal sistema immunitario. La scoperta potrà avere notevoli ricadute sullo studio e la terapia di molte malattie neurologiche.

Organizzazione generale Il sistema circolatorio linfatico consiste in una serie di vasi che si formano a fondo cieco nei tessuti (forma a “dito di guanto”), essi costituiscono i capillari linfatici e sono formati da cellule endoteliali sovrapposte ai margini. I capillari linfatici confluiscono in vasi linfatici propriamente detti, o anche vasi precollettori, dotati di valvole.

Sono presenti valvole a nido di rondine in tutti i vasi linfatici propriamente detti, cosa che obbliga lo scorrimento della linfa in un'unica direzione centripeta. Il segmento di vaso tra due valvole è chiamato linfangione, e ha la caratteristica di essere capace di contrazione propria. A loro volta i vasi precollettori confluiscono in vasi più grandi, i collettori pre-linfonodali. Tali vasi sfociano in varie stazioni linfonodali lungo il loro percorso. La linfa rilasciata nei linfonodi ricircola all'interno per poi riversarsi nei collettori post-linfonodali che confluiscono nei più grossi tronchi linfatici convergenti poi nei dotti linfatici, che infine raggiungono le vene alla base del collo all'interno delle quali riversano la linfa residua.Anatomia del sistema linfatico | Linfodrenaggio manuale | Tecniche di riabilitazione

Nel corpo umano i dotti sono solo due: il dotto toracico e il dotto linfatico destro che si dividono i territori di drenaggio. Il dotto toracico drena la maggior parte delle regioni inferiori del corpo e la regione toracica sinistra, l'arto superiore sinistro, la parte sinistra del cuore e le metà sinistre di testa e collo sfociando poi nella giunzione giugulosucclavia sinistra. Il dotto linfatico destro, invece, drena la porzione destra del cuore, l'arto superiore destro, le metà destre di testa e collo, il diaframma, il polmone destro e la maggior parte del polmone sinistro per confluire poi nella giunzione giugulosucclavia destra.

Tali vasi dopo aver raccolto tutta la linfa drenata dall'organismo si gettano in prossimità dell'angolo di confluenza della vena giugulare interna con la succlavia a sinistra il primo. e a destra il secondo..

Linfa

La linfa è il liquido (color latteo) che circola nei vasi linfatici e deriva completamente dal fluido interstiziale. Durante lo scorrimento del sangue nel capillare, infatti, una parte del plasma (circa 15 mL/min) filtra attraverso la parete andando nell'interstizio. Di questa quota il 90% viene riassorbito dall'estremità venosa dei capillari sanguigni stessi ritornando in circolo. La parte rimanente di questo liquido extravasato non viene riassorbito rapidamente (2-4 litri in 24 ore) formando il fluido interstiziale. Tale fluido contiene anche alcune proteine plasmatiche che, essendo extravasate, non riescono più a rientrare nel flusso sanguigno a causa del gradiente di concentrazione.

Questo fluido durante il tragitto verso i capillari linfatici si arricchisce di prodotti del metabolismo cellulare, ormoni, antigeni e varie sostanze (che possono essere importanti anche ai fini diagnostici) e si impoverisce di nutrienti. In questo modo la linfa corrisponde grosso modo al liquido interstiziale e la sua formazione consiste nell'ingresso nel vaso linfatico

La linfa rappresenta un efficace sistema attraverso cui l'organismo raccoglie liquidi e materiale di scarto dalla periferia per poi veicolarlo agli organi di depurazione (fegato, reni, polmoni, linfonodi). Sotto questo punto di vista, la funzione del sistema linfatico è quindi molto simile a quella del circolo venoso

Vasi linfatici In base a quanto già spiegato nel paragrafo precedente si possono descrivere due grossi tipi di vasi linfatici: periferici e di conduzione. I primi sono dotati di un'alta capacità assorbente, mentre i secondi sono perlopiù predisposti per il trasporto della linfa.

In base alla loro struttura è possibile poi classificare i vasi linfatici in cinque tipi diversi, di cui solo il primo è periferico mentre gli altri sono tutti di conduzione: capillari, precollettori, collettori (sia pre- sia post-linfonodali), tronchi e dotti.

Vasi linfatici periferici

I vasi linfatici periferici sono costituiti solamente dai capillari linfatici in quanto le uniche strutture dotate di capacità assorbente. I capillari, molto difficili da osservare all'interno di un organo per via della loro parete sottile e la tendenza a collassare., dal punto di vista strutturale presentano tutti la stessa organizzazione.

I capillari sono frequentemente cilindrici, con un diametro di circa 10-60 µm., formati da cellule endoteliali piatte con numerose invaginazioni sia verso la superficie luminale sia esterna e in completa assenza di una membrana basale. Fra le cellule sono presenti giunzioni intercellulari serrate responsabili dell'integrità della parete che però sembrano mancare in più di qualche punto donando capacità assorbente al capillare.

L'assorbimento dipende dalla capacità dell'endotelio di dilatarsi nei punti privi di giunzioni riducendo la pressione all'interno del vaso e generando un "risucchio" dall'interstizio all'interno del capillare. Questa dilatazione è permessa dalle fibre dai filamenti di ancoraggio, fibre della matrice extracellulare legate alle cellule endoteliali capaci di esercitare una tensione sulla parete allargandola localmente.

Vasi linfatici di conduzione I vasi linfatici di conduzione sono i vasi preposti al trasporto della linfa dai capillari allo sbocco nel torrente circolatorio e comprendono i precollettori, collettori pre- e post-linfonodali, tronchi e dotti linfatici.

Precollettori I precollettori sono piccoli vasi linfatici che mettono in rapporto la porzione assorbente rappresentata dai capillari e le vie di deflusso rappresentate dai collettori. Essendo una struttura di transizione dai capillari, si assiste a uno sviluppo di uno strato esterno connettivale molto esile in cui possono essere presenti fibre muscolari lisce ad andamento a spirale. Le valvole sono rare e insufficienti permettendo, quindi, dei reflussi o inversioni di corrente. Confluiscono a formare i vasi collettori e costituiscono le prime vie di deflusso all'interno degli organi..

Collettori I vasi collettori nascono dalla confluenza di più vasi precollettori. Si distinguono in superficiali se decorrono nei tegumenti, nello spessore del tessuto connettivo sottocutaneo e indipendenti dal decorso dei vasi sanguigni e profondi se posti più profondamente alla fascia comune o all'interno dei visceri e satelliti dei vasi arteriosi o venosi. Si dividono ancora in collettori afferenti o pre-linfonodali e collettori efferenti o post-linfonodali a seconda che sfocino o nascano da un linfonodo.

Nei vasi collettori non è possibile suddividere la parete in tre tonache distinte. Data la loro natura muscolare è possibile notare l'organizzazione dei fasci muscolari ad andamento elicoidale divisi in due strati a direzione opposta, uno interno o intimo e uno esterno o avventiziale. Manca quasi completamente il contingente elastico. Numerosi fasci connettivali dipartono a raggiera dalla periferia della parete per ancorarsi all'ambiente circostante donando a tali vasi un aspetto beante.

Sono tutti riccamente provvisti di valvole che si presentano a coppie, come quelle venose. Hanno forma semilunare e sono orientate in modo da permettere solo il deflusso centripeto e impedire reflussi o inversioni di corrente. La presenza di valvole dona ai collettori un aspetto moniliforme, cioè un alternarsi di tratti facilmente dilatabili. In corrispondenza delle valvole la muscolatura si fa ridotta o assente.

Propulsione della linfa

La linfa contenuta nei vasi linfatici non circola grazie ad una pompa come succede con il cuore nel sistema circolatorio sanguigno e i vasi stessi non hanno una componente muscolare tale da giustificare una propulsione autonoma. Nei diversi esseri viventi esistono meccanismi diversi.

Nei vertebrati superiori, come l'uomo, si ha l'azione di meccanismi sia attivi sia passivi. I principali meccanismi risultano essere: la compressione esterna dei vasi linfatici sia da parte della muscolatura sia dalla pulsazione arteriosa delle arterie di cui sono satelliti; l'attività contrattile presente in alcuni vasi linfatici; variazioni della pressione interstiziale; i movimenti respiratori.

Nei vertebrati inferiori, invece, il sistema linfatico contiene i cosiddetti cuori linfatici, formazioni contrattili specializzate che spingono la linfa.

Linfonodi

I linfonodi sono stazioni interposte sul percorso dei vasi linfatici. Ogni linfonodo spezza un collettore in una parte pre-linfonodale e una post-linfonodale.

Il ruolo dei linfonodi è di filtrare la linfa che viene riversata dai numerosi vasi afferenti e riversarla nell'unico vaso efferente. In questo contesto i linfonodi svolgono un ruolo della risposta immunitaria poiché tutti gli antigeni che arrivano dai tessuti vengono catturati ed esposti ai linfociti per attivare la risposta.

Derivazione embriologica Il sistema linfatico comincia il suo sviluppo verso la fine della VI settimana.. I vasi linfatici si sviluppano in maniera simile ai vasi sanguigni e si forma una rete linfatica dalla connessione dei capillari linfatici. Alla fine del periodo embrionaleIl periodo embrionale termina all'incirca all'VIII settimana dopo che le principali strutture interne ed esterne si sono organizzate, ma non completamente organizzate. In questo periodo si ha un'alta sensibilità allo sviluppo di anomalie conseguenti a teratogeni. Alla fine della VIII settimana l'embrione ha ormai assunto fattezze umane e comincia a essere chiamato feto. si formano sei sacchi linfatici primari: due sacchi linfatici giugulari vicino ai primordi della giunzione giugulosucclavia; due sacchi linfatici iliaci vicino alla giunzione delle vene iliache con le vene cardinali posteriori; un sacco linfatico retroperitoneale lungo l'attacco del mesentere alla parete addominale posteriore; una cisterna chili dorsalmente al sacco linfatico retroperitoneale.

Si ha quindi uno sviluppo indipendente dei vasi e dei sacchi linfatici che successivamente si riuniscono. Seguendo le vene principali, i vasi raggiungono: testa, collo e arti superiori partendo dai sacchi giugulari; tronco inferiore e arti inferiori partendo dai sacchi iliaci; l'intestino primitivo partendo dal sacco retroperitoneale e dalla cisterna chili.