Con Domenica di sangue, , si è soliti indicare l'eccidio compiuto a San Pietroburgo il 22 gennaio 1905 (9 gennaio secondo il calendario giuliano) da reparti dell'esercito e della Guardia imperiale russa che aprirono il fuoco contro una manifestazione pacifica di dimostranti disarmati diretti al Palazzo d'Inverno per presentare una supplica allo zar Nicola II.
La marcia era stata organizzata dal pope Gapon, che in seguito fu accusato di essere un agente provocatore della polizia politica zarista. La strage ebbe gravissime conseguenze per il regime, perché minò profondamente la fiducia della popolazione nei confronti dello zar, aprendo la strada alla Rivoluzione del 1905.
Il movimento operaio russo all'inizio del XX secolo
L'industrializzazione della Russia aveva conosciuto una forte accelerazione nell'ultimo decennio del XIX secolo. Secondo i dati ufficiali, nel 1890 gli operai russi ammontavano a 1.424.700 unità, mentre nel 1900 erano saliti a 2.373.400, con un incremento del 66,6%.P. I. Ljaščenko, Storia dell'economia nazionale dell'URSS, II, 1948, p. 148. Per quanto rispetto alla popolazione complessiva essi rappresentassero una percentuale molto modesta,Nel censimento del 1897 la popolazione dell'Impero consisteva di 125 milioni di abitanti, dei quali 94 milioni erano residenti della Russia europea. Qui, secondo il censimento, gli operai erano 2.098.300, pari al 2.6% dei contadini, ammontanti a 78.6 milioni: cfr. V. Zilli, La Rivoluzione russa del 1905. La formazione dei partiti politici (1881-1904), 1963, p. 332. per vari motivi la loro importanza era molto maggiore della loro consistenza numerica.
Poiché i bassi redditi della popolazione non favorivano un mercato interno largo e differenziato, gli investimenti furono indirizzati nella produzione tessile, concentrata nella regione di Mosca, e nella produzione meccanica e metallurgica, che poteva contare sulle commesse statali, accentrata soprattutto a Pietroburgo.V. Zilli, cit., p. 333. Caratteristica dello sviluppo industriale in Russia fu la creazione di grandi complessi in pochi centri. Nel 1890 le fabbriche con più di 500 operai rappresentavano il 20% del totale delle industrie, ma in esse si concentrava il 58% della popolazione operaia complessiva, con un costante aumento nel tempo: nel 1902 tali grandi complessi industriali raggiunsero il 26% e vi lavoravano quasi il 70% degli operai.P. I. Ljaščenko, cit., II, p. 154.
I lavoratori, provenienti in prevalenza dai villaggi rurali, tendevano ad assumere una mentalità più aperta e ad acquisire nella fabbrica il senso della solidarietà e del comune interesse. La coscienza di appartenere a una classe con peculiari interessi economici e politici era favorita dalla propaganda svolta delle organizzazioni socialiste e dalle stesse condizioni di lavoro, caratterizzate da un elevato sfruttamento, dai bassi salari, decurtati anche dall'abuso delle multe, e dalla totale mancanza di diritti sindacali.V. Zilli, cit., p. 332-336.
Gli anni novanta videro l'ampliarsi del ricorso allo sciopero, per quanto fosse illegale e punito fino all'arresto e alla deportazione. Gli obiettivi degli scioperi erano prevalentemente economici, consistendo nella richiesta di aumenti salariali e della diminuzione dell'orario di lavoro; raramente erano determinati da motivi sindacali, quali il riconoscimento del diritto di sciopero o la possibilità di creare organizzazioni di rappresentanza operaia, e ancor meno da motivi politici.V. E. Varzar, Gli scioperi in Russia, 1906, p. 570.
Queste agitazioni, in particolare il grande sciopero degli operai tessili di Pietroburgo nel maggio del 1896, indusse il ministro Vitte a promulgare la legge del 14 giugno 1897, con la quale la durata dell'orario giornaliero di lavoro venne fissata in undici ore e mezza, peraltro non per tutte le categorie e comunque disattesa o aggirata con il ricorso al lavoro straordinario, reso di fatto obbligatorio dalle aziende.Josef Melnik, Russen über Russland. Ein Sammelwerk, 1906, p. 264. Il governo non prese invece in considerazione la legalizzazione dei sindacati, per timore che si trasformassero in veri e propri partiti politici, incompatibili con il regime autocratico vigente.V. Zilli, cit., p. 343.
Il «socialismo poliziesco»
Quello che il governo non poteva concedere, lo fece a suo modo la polizia politica. Nel 1898 Sergej Zubatov, un dirigente dell'Ochrana di Mosca, suggerì ai propri superiori la creazione di organizzazioni legali dei lavoratori poste sotto la sorveglianza della polizia: «Se le modeste necessità e richieste degli operai sono sfruttate dai rivoluzionari per scopi profondamente antigovernativi», era il caso che le autorità «togliessero dalle loro mani quest'arma», assumendosi direttamente il compito di organizzare e gestire associazioni operaie.Zubatovščina, in « Grande enciclopedia sovietica », XXVII, pp. 267-271.
Zubatov afferma che gli operai hanno il diritto di vivere meglio, guadagnando di più, lavorando di meno e avendo più tempo libero. Per questo hanno bisogno di un'organizzazione, integrata nelle istituzioni, che rappresenti i loro interessi: essi potranno utilizzare anche lo sciopero per ottenere miglioramenti della loro situazione, mentre ora i rivoluzionari lo utilizzano «per aizzare gli operai contro il governo».J.-J. Marie, Le Dimanche rouge, 2008, p. 29. «La lotta degli operai per migliorare la loro esistenza» – scrive Zubatov – «discende dalla natura stessa della vita; con nessun mezzo è possibile fermarla, essa è inevitabile». Al di sopra di questa lotta di classe resta il potere supremo dello zar, «il quale non appartiene a nessun ordine, classe e partito e circonda tutto il suo popolo della sua paterna e amorevole protezione».J.-J. Marie, cit., pp. 29-30.
Nell'agosto del 1900 Zubatov espose tali idee al capo della polizia di Mosca Dmitrij Trepov, che ne informò il governatore, il granduca Sergej Aleksandrovič Romanov. Il piano di Zubatov fu accettato e divenne operativo nel maggio del 1901 con la creazione della Società di mutuo soccorso degli operai dell'industria meccanica,Obščestvo vspomoščestvovanija rabočich v mechaničeskom proizvodstve. il cui statuto fu approvato dal ministero degli interni il 14 febbraio 1902. Tra i compiti segreti della Società era il reclutamento in ogni fabbrica di operai che fossero leali alle autorità ma che godessero della fiducia dei lavoratori, avendo possibilmente un passato rivoluzionario. Costoro avrebbero costituito un comitato con il compito di raccogliere e rappresentare le istanze degli operai di fronte alla direzione dell'impresa.V. V. Svjatlovskij, Il movimento sindacale in Russia, 1907, pp. 54-56.
Società analoghe a quella di Mosca furono costituite a Kiev, Char'kov, Ekaterinoslav', Hrodna, Minsk, Mykolaïv, Odessa, Perm', Vilnius e Pietroburgo, dove Zubatov fu trasferito nell'ottobre del 1902. Qui conobbe il pope Georgij Gapon, e lo invitò a collaborare alle sue iniziative.G. Gapon, Mémoires, 1906, pp. 92-99. Un giornalista che aveva un tempo tenuto delle conferenze agli operai delle organizzazioni di Zubatov, raccontò che quelle società erano una trappola preparata dalla polizia per tenere lontani i lavoratori dagli intellettuali socialisti e soffocare così ogni iniziativa politica. Gli agenti della polizia, frequentando abitualmente le riunioni, identificavano gli operai più abili e intelligenti, con lo scopo di arrestarli alla prima occasione e privare il movimento operaio dei suoi migliori elementi.G. Gapon, cit., pp. 100-101.
Presto si manifestarono le contraddizioni presenti nel progetto di Zubatov. Da una parte la polizia aveva il dovere di reprimere gli scioperi, dall'altra gli agenti dell'Ochrana presenti nelle organizzazioni operaie dovevano appoggiarli, e poiché i sindacati e gli scioperi erano vietati dalla legge, gli industriali non intendevano accettare senza reagire né gli uni né gli altri. Clamoroso fu il caso dell'industriale Jules Goujon, cittadino francese che, minacciato d'arresto e d'espulsione dalla polizia politica per essersi rifiutato di trattare con i propri operai, fece ricorso presso il governo, che fu costretto a dargli ragione.V. V. Svjatlovskij, cit., pp. 61-62; J.-J. Marie, cit., pp. 33-34.
L'avventura delle Società di Zubatov ebbe fine nel settembre del 1903, quando esse vennero sciolte d'autorità. Era accaduto che, in luglio, il collaboratore di Zubatov a Odessa, il dottor Šaevič, aveva guidato un grande sciopero che per un mese aveva paralizzato la città, provocando proteste tra gli imprenditori e negli ambienti governativi. Zubatov e Šaevič furono esiliati dal ministro Pleve. La decisione di Pleve, che pure approvava il progetto di «socialismo poliziesco», sarebbe stata determinata soprattutto dall'appoggio che Zubatov dava al ministro Vitte, favorevole a qualche concessione al movimento operaio.S. Ju. Vitte, Memorie, II, 1960, pp. 217-220; A. N. Kuropatkin, Memorie, 1924, pp. 81-82.
Gapon e lAssemblea degli operai russi
Non fu infatti sciolto il circolo operaio fondato a Pietroburgo nel settembre del 1903 dal pope Georgij Gapon, anzi egli poté sviluppare l'iniziativa. In novembre, d'accordo col governatore Klejgel's, fu trasmesso al ministro Pleve lo statuto dellAssemblea degli operai russi di fabbrica e d'officina elaborato da Gapon. Pleve lo approvò con qualche modifica il 28 febbraio 1904.J.-J. Marie, cit., p. 55.
Nello statuto non si accennava a diritti sindacali e politici, ma si prevedeva di utilizzare il tempo libero degli operai organizzando concerti, serate danzanti, conferenze, sale di lettura. Membri dell'Assemblea potevano essere solo operai russi, di entrambi i sessi e di confessione cristiana. A capo dell'Assemblea vi era un «consiglio di responsabili» e come suo rappresentante lo stesso Gapon.J.-J. Marie, cit., p. 56.
Gapon aveva informato il capo della polizia Lopuchin della novità rappresentata dall'Assemblea rispetto alle Società di Zubatov. Queste erano state dirette «e nemmeno abilmente, dalla polizia», nell'Assemblea di Gapon la polizia doveva invece «ritirarsi in un cantuccio, riservandosi la funzione dell'osservatore attento e del controllore rigoroso», poiché tra gli operai dominava « un atteggiamento ostile e diffidente verso qualsiasi buona iniziativa del potere governativo e poliziesco».AA. VV., Il 1905. Storia del movimento rivoluzionario per saggi, 1925, p. 40.
L'Ochrana e il governo finanziarono l'iniziativa, senza che Gapon se ne scandalizzasse: di fatto «quel denaro era stato preso dalle tasche del popolo e io non facevo altro che restituirlo ai loro veri proprietari».G. Gapon, cit., p. 143. Il successo dell'organizzazione, cui aderivano numerosi gli operai di Pietroburgo, fece scrivere il governatore Fullon al ministro Pleve che l'Assemblea «costituisce un fermo baluardo contro la penetrazione delle idee socialiste nell'ambiente operaio» e Pleve, il 3 giugno 1904, autorizzò l'apertura di altre sezioni dell'Assemblea in vari quartieri della capitale.J.-J. Marie, cit., pp. 67-68. Così, l'Assemblea poté contare a dicembre su undici sezioni, più una dodicesima aperta a Sestroreck, cittadina prossima alla frontiera finlandese, complessivamente forti di circa 20.000 soci.G. Gapon, cit., p. 148.
I gruppi socialdemocratici che operavano illegalmente a Pietroburgo denunciarono la natura equivoca dell'Assemblea, ma nell'organizzazione di Gapon entrarono anche elementi della socialdemocrazia come il Gruppo Karelin, fondato da Aleksej Egorovič Karelin e Vera Karelina, due coniugi, operai bolscevichi dissidenti, che ritenevano possibile, sfruttando le risorse offerte dall'Assemblea, «formare un esercito proletario, del quale il governo e i capitalisti dovranno alla fine tener necessariamente conto».I. I. Pavlov, Dalle memorie dell'Unione operaia e del prete Gapon, 3, 1908, pp. 26-27.
Lo sciopero generale