Biografia Nato a Borso del Grappa nel 1882, Serena entrò giovanissimo nel Seminario di Padova, dove completò gli studi teologici e letterari. Ordinato sacerdote nel 1905, iniziò il suo ministero come cappellano a Crespano del Grappa, dove si dedicò all’educazione religiosa dei giovani e alla promozione della cultura locale.

Nel 1910 fu nominato insegnante di lettere presso il Seminario di Padova, incarico che mantenne per oltre trent’anni. In questo ruolo, Serena formò generazioni di futuri sacerdoti, trasmettendo loro non solo la conoscenza della lingua e della letteratura italiana, ma anche un profondo senso della spiritualità e dell’impegno civile.

Nel 1935 fu nominato canonico della cattedrale di Padova, riconoscimento del suo valore ecclesiastico e culturale. Durante la sua permanenza a Padova, collaborò con diverse riviste religiose e culturali, tra cui il “Bollettino del Seminario”, pubblicando articoli di carattere teologico, storico e linguistico.

Nel 1947, ormai ritiratosi dall’insegnamento, tornò a Borso del Grappa, dove continuò a scrivere e a collaborare con la parrocchia locale. In questi anni si dedicò alla raccolta di testimonianze storiche e alla valorizzazione del dialetto veneto, che considerava uno strumento prezioso per la catechesi e la comunicazione pastorale.

Morì nel 1959 nella sua casa natale, circondato dall’affetto della comunità. La sua figura è stata ricordata nel volume commemorativo Mons. Sebastiano Serena, 1882–1959. Notizie biografiche, curato da don Ireneo Daniele e pubblicato dalla Tipografia del Seminario di Padova.

Attività letteraria Monsignor Serena fu autore di una vasta produzione scritta, distribuita prevalentemente in forma di articoli, saggi brevi e contributi pubblicati su riviste religiose, bollettini parrocchiali e periodici locali. La sua attività letteraria, pur non raccolta organicamente in volumi, si distinse per varietà tematica e profondità spirituale, riflettendo il suo duplice ruolo di sacerdote e intellettuale.

Uno dei filoni più significativi della sua opera fu la valorizzazione del dialetto veneto come strumento pastorale. Serena ne promosse l’uso nella catechesi, nella predicazione e nella poesia religiosa, sostenendo che la lingua del popolo fosse veicolo privilegiato per la trasmissione del messaggio cristiano. In diversi scritti, analizzò le potenzialità espressive del veneto, difendendone la dignità letteraria e la funzione educativa.

Parallelamente, si dedicò a studi di toponomastica e di storia religiosa locale, raccogliendo testimonianze, documenti e memorie legate alla vita ecclesiale del territorio pedemontano. I suoi contributi, spesso pubblicati in occasione di anniversari o celebrazioni liturgiche, offrivano profili storici di chiese, confraternite e tradizioni devozionali, con attenzione filologica e spirito divulgativo.

Serena fu anche autore di meditazioni spirituali e commenti liturgici, destinati a bollettini parrocchiali e opuscoli per la formazione dei fedeli. Tali testi, caratterizzati da uno stile sobrio e riflessivo, miravano a favorire la comprensione del calendario liturgico e dei testi evangelici, con riferimenti alla vita quotidiana e alla realtà rurale.

Un altro ambito in cui si distinse fu la redazione di profili biografici di sacerdoti e figure religiose del territorio, spesso suoi contemporanei o predecessori. In questi ritratti, Serena combinava rigore documentario e sensibilità umana, delineando percorsi vocazionali, opere pastorali e tratti spirituali.

Nel 1950 curò una raccolta di poesie religiose in lingua veneta, distribuita in ambito parrocchiale. L’opera, accolta con favore dai fedeli, esprimeva in versi la devozione popolare e la spiritualità quotidiana, confermando la sua capacità di coniugare fede, cultura e radicamento territoriale.

Note

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