Jugonostalgia è il nome con cui si indica la nostalgia per l'ex Jugoslavia, sperimentata da alcune persone nei paesi che ne sono diventati successori: le attuali Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Kosovo e Slovenia.
Si tratta un fenomeno politico e culturale che comprende vari aspetti i quali si possono riassumere nella nostalgia per un tempo passato in cui gli stati frammentati facevano parte di un unico paese, il dolore per la guerra che lo ha dilaniato e il desiderio di riunirsi nuovamente. Questa nostalgia talvolta si esprime come dolore per il fallimento dell'amore fraterno, dell'unità e della coesistenza, e angoscia per il prevalere della divisione e del nazionalismo, in altri casi si ritiene che nella Jugoslavia si godesse di una qualità della vita migliore.
Sebbene i suoi aspetti antropologici e sociologici non siano stati ampiamente studiati, l'espressione "jugonostalgia" viene anche utilizzata negativamente ed etnocentricamente per denigrare qualcuno che esprime maggiore attaccamento ad aspetti della Jugoslavia piuttosto che dello stato post-jugoslavo di cui è cittadino.
Le attuali manifestazioni culturali ed economiche della jugonostalgia includono gruppi musicali con iconografia retrò jugoslava o titoista, opere d'arte, film, spettacoli teatrali e numerosi tour organizzati a tema nelle principali città delle ex repubbliche jugoslave.
Il concetto di jugonostalgia non deve essere confuso con lo Jugoslavismo, l'ideologia alla base dell'unità delle nazioni slave meridionali. Sebbene i concetti presentano alcune sovrapposizioni, la jugonostalgia celebra specificamente il periodo precedente al 1991, mentre lo jugoslavismo e la riunificazione jugoslava (come branca del panslavismo) sono ideologie più generiche che semplicemente auspicano l'unita dei popoli jugoslavi. Tale mentalità probabilmente attrae anche persone nate dopo la disgregazione della Jugoslavia che ritengono che i loro interessi possano essere meglio tutelati da uno Stato unificato, senza però esprimere nostalgia per il particolare sistema politico pre-1991.
Storia
Il fenomeno della jugonostalgia ha vissuto una notevole evoluzione dal crollo della Jugoslavia socialista sino ai giorni nostri.
Dopo la disgregazione iniziale della Jugoslavia all'inizio degli anni '90, Montenegro e Serbia hanno continuato a essere uniti come Repubblica Federale di Jugoslavia dall'aprile 1992 al febbraio 2003, per poi rimanere semplicemente sotto la denominazione Serbia e Montenegro fino alla sua dissoluzione nel giugno 2006. Il numero di cittadini che si definivano jugoslavi (in senso etnico) nella regione ha raggiunto il minimo storico dopo la disgregazione della Jugoslavia. La lingua franca dell'ex paese, il serbo-croato, non è più la lingua ufficiale di nessuna delle repubbliche costituenti l'ex stato. Sono poche le opere pubblicate sulla lingua e non esiste più un organismo di standardizzazione. Il nome di dominio Internet .yu, popolare tra i siti web jugo-nostalgici, è stato gradualmente eliminato nel 2010.
Tuttavia, all'inizio degli anni 2010, la jugonostalgia ha avuto una diffusione crescente in Slovenia. A Subotica, Vojvodina (la provincia settentrionale della Serbia), un uomo ha fondato Yugoland, un parco tematico dedicato a Tito e alla Jugoslavia. Persone provenienti da tutta l'ex Jugoslavia percorrono grandi distanze per celebrare l'eredità del paese scomparso. Nel Giorno della Gioventù della Jugoslavia, un giorno tradizionalmente noto come il compleanno di Tito, luoghi di ritrovo popolari per i jugonostalgici includono Kumrovec, il piccolo villaggio nello Zagorje croato dove nacque Tito, e il suo luogo di riposo presso la Casa dei Fiori. Questi siti attraggono diverse migliaia di visitatori ogni anno.
A Zagabria, capitale della Croazia, nel 2010 è stata fondata l'Alleanza degli Jugoslavi (), un'associazione che mira a unire gli jugoslavi della Croazia, indipendentemente dalla religione, dal genere, dalle opinioni politiche o da qualsiasi altra distinzione. Il suo obiettivo principale è il riconoscimento ufficiale della nazione jugoslava quale elemento fondante di ogni stato successore jugoslavo, cioè Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Slovenia.
Un'altra organizzazione, anch'essa croata, che difende l'identità jugoslava è "La nostra Jugoslavia" () fondata il 30 luglio 2009 ed avente sede a Pola. L'associazione ha la maggior parte dei membri nelle città di Fiume, Zagabria e Pola. Il suo scopo principale è la stabilizzazione delle relazioni tra gli stati successori della Jugoslavia. È attiva anche in Bosnia ed Erzegovina, dove però gli è stato negato il riconoscimento ufficiale come associazione.
L'organizzazione jugoslava probabilmente più nota in Montenegro è il "Consolato generale della RSFRY" con sede nella città costiera di Tivat. Nel 2011 il presidente dell'organizzazione, Marko Perković, ha invitato gli jugoslavi del Montenegro a dichiarare la propria identità nazionale come "jugoslava" nell'imminente censimento generale.
La jugo-nostalgia è ancora molto diffusa tra le popolazioni ex jugoslave che emigrarono dal paese prima della sua disgregazione, in particolare negli Stati Uniti, in Canada e in Australia. Sono stati descritti come "de-patriati", "sparsi in tutto il mondo, senza una patria" o "una speranza di tornare a casa un giorno".
Supporto popolare La proposta di riunificazione jugoslava gode di un'attrattiva popolare non indifferente, sebbene distribuita in modo tutt'altro che omogeneo sul territorio degli ex Stati federati. Diversi sondaggi condotti nei paesi ex-jugoslavi evidenziano infatti una netta spaccatura tra paesi in cui è forte la nostalgia per la Jugoslavia — come Serbia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina — e paesi con una forte componente nazionalista e anti-jugoslava, su tutti Croazia e Kosovo.
Secondo un sondaggio Gallup condotto tra 1.000 adulti in ciascuno dei sette paesi ex-jugoslavi e pubblicato nel 2017, l'opinione secondo cui la disgregazione della Jugoslavia abbia danneggiato il proprio Paese è condivisa dall'81% degli intervistati in Serbia, dal 77% in Bosnia ed Erzegovina, dal 65% in Montenegro e dal 61% in Macedonia del Nord. Specularmente, solo il 4% dei serbi, il 6% dei bosniaci e il 15% dei montenegrini esprime un'opinione positiva riguardo alla scissione.
La situazione si ribalta in Croazia, dove il 55% degli intervistati ha giudicato la disgregazione positiva e solo il 23% dannosa. Più equilibrate risultano le posizioni rilevate in Slovenia, dove il 41% degli intervistati ha opinioni favorevoli sulla dissoluzione, a fronte di un 45% di contrari. La percentuale più alta in assoluto di intervistati che ha accolto con favore la disgregazione si è registrata in Kosovo — regione autoproclamatasi indipendente dalla Serbia dal 2008 — dove il 75% l'ha ritenuta vantaggiosa e solo il 10% se ne è detto pentito, un dato verosimilmente legato al lungo percorso kosovaro verso l'indipendenza.
Uso dell'espressione
La denominazione di "jugonostalgia" o "jugonostalgico" è utilizzata variamente per riferirsi alle varie espressioni del fenomeno.
Accezione positiva In senso positivo, la jugonostalgia si riferisce a un attaccamento emotivo nostalgico agli aspetti sia soggettivamente che oggettivamente desiderabili della Jugoslavia. In particolare vengono citati maggiore sicurezza economica, senso di solidarietà, ideologia socialista, multiculturalismo, internazionalismo e non allineamento, storia, costumi e tradizioni e uno stile di vita più gratificante. Come sostiene Halligan, tale nostalgia "recupera" efficacemente artefatti culturali precedenti al 1989, persino film di propaganda. Gli esempi includono beni di consumo e marchi.
Questi aspetti positivi, tuttavia, si contrappongono ai difetti percepiti dai paesi successori, molti dei quali sono ancora gravati dalle conseguenze delle guerre jugoslave e si trovano in varie fasi di transizione economica e politica. I difetti sono variamente identificati come campanilismo, sciovinismo, corruzione in politica e negli affari, la scomparsa della rete di sicurezza sociale, difficoltà economiche, disuguaglianze di reddito e tassi di criminalità più elevati, nonché un generale disordine nelle istituzioni amministrative e statali.
Accezione negativa In senso negativo, l'epiteto è stato utilizzato dai sostenitori dei nuovi regimi post-dissoluzione per dipingere i loro critici come anacronistici, irrealistici, antipatriottici e potenziali traditori. In particolare, durante e dopo le guerre jugoslave, l'aggettivo è stato utilizzato da funzionari statali e media di alcuni paesi successori per screditare posizioni critiche del nuovo assetto politico. In effetti, è probabile che il termine jugonostalgia sia stato originariamente coniato proprio per questo scopo, venendo utilizzato come un'etichetta peggiorativa politicamente motivata nei media controllati dal governo, ad esempio in Croazia, subito dopo lo scioglimento della Jugoslavia.
Secondo Dubravka Ugrešić il termine jugo-nostalgico viene utilizzato per screditare una persona come nemico pubblico e "traditore".
Note
Voci correlate Nostalgia per l'Unione Sovietica Ostalgie
Collegamenti esterni
Categoria:Jugoslavia