La sindrome polmonare da Hantavirus, detta anche sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HPS o HCPS), è una febbre emorragica virale rara, caratterizzata da un aumento della permeabilità microvascolare indotto da virus della famiglia Hantaviridae, che esita rapidamente in una malattia grave caratterizzata da edema polmonare diffuso e insufficienza respiratoria.

Si tratta dell'infezione da hantavirus più comune e letale.

Epidemiologia e storia Numerosi casi isolati e piccoli focolai sono stati segnalati in Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador, Paraguay, Panama, Stati Uniti, Uruguay e Venezuela. I grandi focolai sono rari e di solito sono associati a disturbi causati dall’uomo, come modifiche nell’uso del suolo, oppure a eventi ambientali insoliti, come piogge intense o fioriture periodiche del bambù, che favoriscono l’aumento della popolazione di roditori portatori del virus. Negli Stati Uniti presenta un tasso di mortalità che può arrivare fino al 35%.

Patogenesi Negli Stati Uniti è causata più frequentemente dal virus Sin Nombre (SNV). Il topo cervino (P. maniculatus) è il principale serbatoio del virus, anche se altri roditori possono ospitarlo. L’infezione avviene principalmente per inalazione di particelle provenienti da escrementi, urina o saliva di topi infetti, oppure per contatto diretto con un roditore infetto. Sono stati segnalati casi anche a seguito di morsi, mentre non sono mai stati documentati casi di trasmissione da uomo a uomo negli Stati Uniti. Il periodo di incubazione varia da 7 a 42 giorni.

Anatomia patologica L’esame clinico e radiografico somiglia alla sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), con accumulo di liquidi nei polmoni.

Clinica

Segni e sintomi I sintomi iniziali includono stanchezza, febbre e dolori muscolari, soprattutto nei gruppi muscolari più grandi (cosce, fianchi, schiena e talvolta spalle). Altri sintomi precoci possono essere mal di testa, brividi, vertigini e disturbi gastrointestinali. Dopo 4–10 giorni dall’inizio della malattia compaiono tosse e difficoltà respiratorie, con la sensazione, come ha descritto un sopravvissuto, di avere “una fascia stretta intorno al torace e un cuscino sul viso”, mentre i polmoni si riempiono di liquido. La malattia progredisce rapidamente, richiedendo spesso ricovero urgente e ventilazione entro 24 ore.

Esami di laboratorio e strumentali La diagnosi può avvenire mediante:

test sierologico specifico presenza di antigene virale nei tessuti rilevata attraverso esami immunoistochimici presenza di sequenze di RNA virale amplificabili nel sangue o nei tessuti

Diagnosi La diagnosi, soprattutto nei bambini, è difficile a causa della sua rarità e della somiglianza dei sintomi con altre infezioni virali comuni. Inoltre i bambini richiedono particolare attenzione, perché il tempo tra l'insorgenza dei sintomi e il decesso può essere molto breve.

Diagnosi differenziale sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) polmonite peste febbre Q antrace COVID-19

Trattamento Non esiste un vaccino, né un trattamento specifico per questa malattia.

Note

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