La musica sasanide, o sassanide, comprende la musica suonata durante l'impero sasanide, esistito dal 224 al 651 d.C. Considerato uno dei periodi più importanti e floridi della storia della Persia, questo periodo influenzò moltissimo anche la musica e le arti figurative.

Contesto storico Le testimonianze relative alla musica sasanide, in particolare nel contesto dei rituali zoroastriani, sono più consistenti rispetto a quelle relative alla musica delle epoche precedenti. Lo zoroastrismo era già stato adottato come religione di Stato dagli Achemenidi e i Sasanidi ne ripristinarono lo status dopo una breve parentesi ellenistica sotto i Parti.Le prime tracce di musica classica persiana risalgono al VI secolo a.C. durante l'impero achemenide. In questo periodo, la musica svolgeva un ruolo fondamentale, non solo nella preghiera, bensì anche negli eventi reali e nazionali. Nonostante non ci siano pervenuti molti resoconti sulla musica achemenide, essa ha giocato un ruolo fondamentale per lo sviluppo della musica sasanide.

L'impero sasanide è considerato il periodo storico un cui la musica persiana raggiunge il suo apice, soprattutto dal 224 al 651 d.C. In questo periodo, infatti, furono inventati molti generi musicali innovativi (detti dastgah), la maggior parte dei quali attribuibili al musicista Barbad. Secondo il resoconto del poeta persiano Nizami, Barbad componeva trenta arie al giorno, testimonianza emblematica della straordinaria prolificità musicale di quell’epoca.

Musica nell'Iran sasanide La storia dell'esecuzione musicale nell'Iran sasanide è molto meglio documentata rispetto ai periodi precedenti. Il motivo principale deriva dall'importanza della musica nei vari rituali zoroastriani, principale religione nell'Iran dell'epoca sasanide. La storia e lo sviluppo della musica sasanide è ampiamente rappresentata nelle arti figurative e descritta da numerosi poeti e filosofi dell'epoca. Molteplici testi storici e letterari descrivono il panorama musicale dell'impero sasanide, come ad esempio al-Mas'udi, Khosroqbadan e Reedak. Secondo lo scrittore arabo al-Mas'udi, infatti, la musica era molto apprezzata a corte fin a Ardašir I, fondatore della dinastia sasanide. Due secoli dopo, Bahram V eleva musicisti, cantanti e menestrelli al rango più alto della corte. La musica assume un ruolo ancora più importante sotto il regno di Cosroe II, il cui regno viene descritto come un'età dell'oro della musica iraniana. A riprova del suo ruolo fondamentale, viene raffigurato in un grande rilievo a Taq-e Bostan in mezzo ai suoi musicisti mentre impugna arco e frecce.

Secondo le testimonianze dell'epoca la danza e le canzoni erano diffusi durante i banchetti di corte. Un altro ruolo importante della musica era anche quello di accogliere diplomatici stranieri e re confinanti, come quelli bizantini o eftaliti. Altre testimonianze dell'epoca menzionano anche l'esistenza di menestrelli (chiamati heniag, hinvaz, navagar o rameshgar) durante il periodo sasanide. Al contrario dei menestrelli feudali itineranti, quelli impiegati nell'impero sasanide erano membri della corte a tutti gli effetti.

Il musicista Sirazi menziona sette generi musicali riconosciuti durante l'era sasanide, tra cui sakāf, mādārusnān, sāykād, sisum e jubarān. Successivamente, il musicista Barbad ne inventò altri trentasette, includendo 360 arie (dette daghstan). Cinque secoli dopo la morte di Barbad, il filosofo persiano Farabi registrò tutti i brani musicali del suo repertorio e descrisse i vari metodi di registrazione delle note dell'epoca.

Strumenti Gli strumenti musicali che compaiono distintamente nelle sculture sassanidi sono l'arpa, il corno, il daf, il tamburo e il flauto.L'arpa tradizionalmente usata è triangolare con sette corde. Viene tenuta in grembo e suonata apparentemente con entrambe le mani. Il tamburello è generalmente di piccole dimensioni. I corni e i flauti sono rappresentati in modo troppo approssimativo perché se ne possa cogliere l'esatto carattere. Sembra che i concerti fossero talvolta eseguiti solo da una decina di arpisti. Le orchestre miste erano invece più numerose.

In un caso il numero degli esecutori ammonta a ventisei, di cui sette suonano l'arpa, altrettanti il flauto o la pipa, tre il corno, uno il tamburo, mentre otto sono resi in modo troppo superficiale perché i loro strumenti siano riconoscibili. Una parte dei musicisti occupa un'orchestra sopraelevata, a cui si accede tramite una scalinata.

Note

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