La trombosi della vena giugulare consiste nello sviluppo di un trombo nella vena giugulare.
I casi di trombosi della vena giugulare derivanti da infezione furono descritti per la prima volta nel 1936.
Il 7,5% degli individui con contemporaneità di catetere venoso centrale e cancro sono colpiti dalla trombosi della vena giugulare.
Le cause più comuni sono lo sviluppo di un cancro o l'uso di un catetere venoso centrale. Il fattore V di Leiden, la presenza di lesioni al collo, la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) e l'assunzione di farmaci per via endovenosa sono altri fattori di rischio. I casi dovuti a un'infezione sono noti come sindrome di Lemierre.
Mentre molti individui presentano pochi o nessun sintomo, altri sviluppano gonfiore, dolorabilità e arrossamento del collo, e alcuni possono anche percepire un indurimento dell'area in corrispondenza della vena. In caso di infezione possono manifestarsi altri sintomi, tra cui febbre e mal di testa.
L'embolia polmonare è una delle possibili complicanze. Il rischio di morte negli individui affetti è del 44% circa, ed è maggiore in coloro che hanno altri problemi di salute.
La diagnosi, sospettabile sulla base del D-dimero, può essere confermata tramite ecografia o TAC.
Per i pazienti a basso rischio di emorragia, in genere, il trattamento prevede l'assunzione di anticoagulanti per un periodo compreso tra le 4 e le 12 settimane. I farmaci utilizzati possono includere l'eparina e il warfarin, o un inibitore del fattore Xa. Se possibile, il catetere venoso centrale andrebbe rimosso. Raramente si consiglia di effettuare una trombolisi o un intervento chirurgico. Nel caso di individui asintomatici, può non essere possibile ricorrere a trattamenti specifici.
Note
Categoria:Coagulopatie Categoria:Malattie dei vasi linfatici e venosi