I rettili marini sono specie di rettili che si sono adattati alla vita in ambiente marino nel corso dell'evoluzione.
Si sono evoluti dai loro antenati terrestri e sviluppando adattamenti e caratteristiche mirate alla vita marina, come la presenza di arti modificati in pinne e di ghiandole del sale per l'espulsione del sale in eccesso. A differenza dei vertebrati comparsi in ambiente marino come i pesci, i rettili marini presentano respirazione polmonare e non branchiale, quindi devono risalire periodicamente in superficie per respirare aria atmosferica.
Attualmente i rettili marini comprendono i seguenti taxa:
tartarughe di mare (Chelonioidea); serpenti di mare (Hydrophiinae); iguana marina (Amblyrhynchus cristatus); coccodrillo marino (Crocodylus porosus).
Nel passato geologico, in particolare nel Mesozoico, sono note diverse specie di rettili completamente adattati alla vita in ambiente marino, principalmente ascritte ai seguenti taxa:
ittiosauri (Ichthyosauria); saurotterigi (Sauropterygia); mosasauri (Mosasauroidea).
Tartarughe di mare
Le tartarughe di mare (Chelonioidea) sono rettili perfettamente adattati alla vita marina, grazie alla forma allungata del corpo, ricoperto da un robusto guscio o carapace, ed alla presenza di arti trasformati in pinne, che favoriscono il nuoto.
In generale, le tartarughe marine hanno un piano corporeo più fusiforme rispetto alle loro controparti terrestri o d'acqua dolce. Questa assottigliamento a entrambe le estremità riduce il volume e significa che le tartarughe marine non possono ritrarre la testa e gli arti nei loro gusci per protezione, a differenza di molte altre tartarughe. Tuttavia, il piano corporeo aerodinamico riduce l'attrito e la resistenza nell'acqua e consente alle tartarughe marine di nuotare più facilmente e rapidamente. Un altro adattamento all'ambiente marino è la presenza di una ghiandola del sale che espelle il sale in eccesso.Nel Mediterraneo è diffusa la tartaruga caretta (Caretta caretta). La tartaruga verde (Chelonia mydas) è per lo più erbivora e mangia soprattutto alghe, mentre la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata) si nutre di invertebrati bentonici sessili, in particolare coralli e spugne. Studi sulla dieta di una popolazione caraibica di tartaruga marina embricata (Eretmochelys imbricata) hanno dimostrato che essa è costituita per il 70-95% da spugne. Le tartarughe marine si nutrono anche di meduse, essendo immuni alla loro puntura, grazie alla robusta pelle di cui sono dotate. La specie più grande di tartaruga marina attualmente esistente è la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea).
Serpenti di mare
I serpenti di mare (Hydrophiinae) Sono diffusi principalmente nelle zone tropicali dell'Oceano Pacifico e dell'Oceano Indiano. Molte specie frequentano le barriere coralline perché sono ambienti molto ricchi delle loro prede, i pesci. Alcune specie sono pelagiche, frequentano il mare aperto.
Il loro corpo dimostra l'adattamento all'ambiente acquatico: le narici si possono chiudere ermeticamente, la testa è allungata e larga come il collo per fendere l'acqua, la coda è alta e stretta come una pinna, è compressa e conformata come una paletta che favorisce il nuoto. A causa delle loro caratteristiche fisiche, non possono muoversi agilmente sulla terraferma, ma sono ottimi nuotatori. La maggior parte delle specie partorisce piccoli vivi, vicino alla costa; i piccoli sono attivi subito dopo la nascita. Hanno un veleno estremamente potente, a cui i pesci sono particolarmente sensibili; il veleno è estremamente potente e pericoloso anche per l'uomo, un morso di un serpente di mare può uccidere un uomo adulto, ma è da segnalare che raramente i serpenti di mare si dimostrano aggressivi nei confronti dell'uomo, e i casi di morsi sono rarissimi; per evitare morsi è sufficiente non infastidire l'animale ma limitarsi ad osservarlo nel proprio ambiente.
Il serpente di mare più diffuso nelle barriere coralline tropicali è Laticauda colubrina, caratterizzato da strisce grigie e nere di pari larghezza che si alternano tra loro; si tratta di una colorazione aposematica di avvertimento. Una specie simile è Laticauda laticaudata. Un serpente di mare pelagico, grande nuotatore del mare aperto, è Hydrophis platurus.
Iguana marina
Liguana marina (Amblyrhynchus cristatus), endemica delle isole Galápagos, è l'unica specie di lucertola adattata alla vita in ambiente marino. Presenta ghiandole del sale Quando la marea scende, le iguane marine si portano in acqua e mangiano le alghe rimaste allo scoperto sulla spiaggia e sulla scogliera. Si avvinghiano alle rocce con i loro unghioni affilati, in modo da non esser trascinate via dalla risacca. Mangiano poi sulle rocce strappando i filamenti di alghe, tenendoli saldamente ai lati della bocca e agitandosi per tirarli via. Ogni tanto, si fermano per inghiottire e riposarsi. Alcune iguane marine nuotano al largo oltre la risacca e si tuffano per cibarsi sul fondo marino. Vi sono segnalazioni di iguane che si sono cibate a profondità di 10,5 m, ma di solito si soffermano a circa 4,5 m. Ciascun tuffo si prolunga per circa 10 minuti, ma esse sono in grado di rimanere immerse molto più a lungo.
Coccodrilli marini
Solo poche specie di coccodrilli possono tollerare l'acqua salata e vivere in ambiente marino, grazie alla presenza di ghiandole saline linguali che permettono di espellere il cloruro di sodio in eccesso. Questo è un adattamento fondamentale per sopravvivere in ambienti con salinità elevata come quello dell'acqua di mare.
Il coccodrillo marino (Crocodylus porosus), presente nel subcontinente indiano, nel sud-est asiatico e nell'Australia settentrionale, è il rettile più grande del mondo ed è la specie di coccodrillo più adattata all'ambiente marino: vive abitualmente in acque salmastre, tra le mangrovie e in acque marine costiere, ed è in grado di percorrere lunghe distanze anche in mare aperto, sfruttando le correnti oceaniche. Dispone da 28 a 40 ghiandole del sale, ognuna con il suo poro di apertura sulla lingua, per smaltire efficacemente l'eccesso di sali ingeriti attraverso il cibo e l'acqua.
Un altro coccodrillo che può vivere in acqua salata è il coccodrillo americano (Crocodylus acutus), presente in ambienti costieri, mangrovie, foci di fiumi e perfino in laghi ipersalini; tollera anche livelli elevati di salinità sebbene i giovani abbiano bisogno di acqua meno salina per crescere bene.
Nel passato geologico
Nel passato geologico, in particolare nel Mesozoico, sono note diverse specie di rettili completamente adattati alla vita in ambiente marino, principalmente ascritte ai seguenti taxa:
ittiosauri (Ichthyosauria); saurotterigi (Sauropterygia); mosasauri (Mosasauroidea).
Note
Bibliografia Cognetti G,. Sarà M., Magazzù G. Biologia marina. Calderini. 2008 Danovaro R. Biologia marina. Biodiversità e funzionamento degli ecosistemi marini. Utet. 2022
Voci correlate Uccelli marini Mammiferi marini Tartarughe di mare Serpenti di mare Iguana marina Coccodrillo marino Ittiosauri Saurotterigi Mosasauri
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