Il calice spezzato è un romanzo fantasy di Mariangela Cerrino scritto nel 2010 ed edito per la prima volta dalla Susalibri, ed è il quarto e ultimo volume del ciclo dell'anno Mille.

Trama

Da oltre quarant'anni, l'anziano eremita Jean Baptiste Nansél vive in una grotta tra i monti del Queyras, presso Eygliers. Un giorno, viene visitato da un uomo, l'esperto cacciatore Risoul: costui gli parla di un lupo bianco solitario intorno alla Peyre Haute, un luogo dove pare vivano ancora gli dei antichi; nonostante i timori di Risoul, Nansél gli consiglia di uccidere il lupo, in quanto lo ritiene animato da uno scopo malvagio. Inoltre, Risoul afferma che l'eremita sarebbe in possesso di una reliquia, che sospetta l'abbia usata per curare un braccio a Jean Ricol; la reliquia si rivela essere un Calice, offertogli da una donna che egli scambia per la Maddalena e che si rivela essere Maude de Belley, incontrata dai protagonisti nel secondo capitolo del ciclo, e che ora si serve di Nansél per contrastarli. A Embrun, infatti, si trovano Colin Bois, Illait e Artemisia, i quali fanno la conoscenza del cacciatore di lupi dopo che il giovane druido salva sua figlia Soinette da due delinquenti.

Il loro mentore Amboise si trova invece al cospetto del suo amico Aymon, principe-vescovo d'Embrun, il quale da adesso tiene segregato Nansél in quanto sarebbe custode del segreto della reliquia. Aymon racconta che Gervais de Lus, vassallo di Bertrand de Forcalquier (vicino di Aymon e signore di Sisteron), stava accompagnando a Torino una sua parente in pellegrinaggio a Roma: il problema è che la donna è stata portata alla casaforte d'Eygliers perché ha manifestato i sintomi di una malattia simile alla peste, una malattia che, pur non uccidendo direttamente, porta alla graduale distruzione degli organi interni; inoltre, anche lo stesso Aymon presenta gli stessi sintomi, avendo egli avuto contatto fisico con la donna, la quale tra l'altro ha fatto voto di silenzio e si copre il volto. Con riluttanza, Aymon accetta che Amboise e compagni parlino con Nansél, in cambio dell'aiuto per la malattia; interrogato, l'eremita afferma la storia del calice, ovvero quello dell'Ultima Cena di Cristo, il Santo Graal: con esso, egli infatti guariva i malati dopo che lo riempiva con semplice acqua, e adesso la reliquia si trova al sicuro nella grotta di Nansél.

Così, Colin, Illait e Artemisia si mettono in viaggio in compagnia di Nansél e del capitano Fayard verso due mete: prima alla grotta alta dove si trova la Reliquia, e poi a Eygliers. All'improvviso, vengono attaccati e presi in ostaggio dai cacciatori di Risoul, che li portano al villaggio di Bramou. Risoul, come Aymon e molti altri, è alla ricerca della Reliquia che Nansél custodisce gelosamente, e inoltre, considerando Illait una minaccia in quanto mago, promette di ucciderlo dopo aver fatto fuori il lupo bianco, che si aggira di tanto in tanto nel corso del romanzo. Il giorno dopo i quattro vengono mandati a caccia di cinghiali in compagnia di Soinette, e quest'ultima arriva ad allacciare un rapporto con Illait; saputo del fatto, Risoul aggredisce il giovane, ma lo lascia stare dopo essere stato vittima dei suoi poteri, alimentati da una rabbia insolita. Quando alla fine Risoul vede il lupo e accetta di dargli la caccia, Colin lo segue e riesce a farlo desistere dal suo intento e abbandonare la sua ossessione. Alla fine, Nansél accetta di portare il gruppo dove si trova la Reliquia. Ma quella stessa notte, i soldati di Grimot, capitano di Odon de La Rame, giungono sul posto: Risoul accetta di liberare i quattro ostaggi e Soinette dando loro tempo di scappare verso la torbiera; nel tentativo di cogliere di sorpresa gli assalitori, lui e i suoi cacciatori falliscono però miseramente, con la casaforte di Bramou che viene data alle fiamme, mentre la fuga dei protagonisti ha più fortuna, nonostante Illait cada in uno stato d’incoscienza. Risoul, unico sopravvissuto rimasto tramortito durante la battaglia, si riprende e si ricongiunge ai protagonisti, seguendoli alla ricerca del Sacro Calice, e alla fine il gruppo raggiunge la Grotta Alta, dove Nansél inizia a propinare a Illait l'acqua nella Reliquia.

Quando gli uomini di Odon si avvicinano, Artemisia si offre di sorvegliare Illait e Nansél, mentre Colin guiderà Risoul e Soinette verso Eygliers. Il gruppo di Colin viene però circondato da Grimot, che li porta nella sua casaforte ove Risoul viene fatto impiccare. Colin e Soinette vengono trattenuti nella casaforte, e qui la giovane rivela di essere stata la prima donna di Illait. Durante il viaggio verso la Grotta Alta, Illait ha infatti ricevuto sporadicamente visioni riguardo al suo passato, descritte però in modo che appartengano a un'altra realtà dove il tempo scorre in modo diverso: dopo che egli sconfisse in duello un campione locale di nome Duncan, egli incontrò la giovane Soinette; il derwydd venne poi accoltellato da un'ombra sconosciuta, probabilmente lo stesso Duncan venuto a vendicarsi dello smacco subito, e il suo maestro Echbell lo curò per poi affidarlo alle cure di Soinette, con la quale egli si innamorò. In quel momento, però, Soinette inizia a parlare con Colin con un'altra voce, quella di Maude, e il capitano capisce subito che la donna è scappata dal suo monastero e si sta servendo della giovane tramite la sua magia. Nel frattempo, Artemisia nota che la Reliquia in mano a Nansél presenta un fregio che cancella i suoi poteri curativi, e mentre parla con l'eremita capisce subito che la donna che costui chiama la Maddalena è in realtà Maude de Belley, la badessa del monastero di Saint-Madeleine di Vézelay: come Illait, Maude detiene il Potere, ovvero la magia, ma lo ha ottenuto tramite l'inganno, dimostrato dal fatto che si è avvinghiata all'anima di Illait fin dai giorni a Vézelay per accrescere i propri poteri, e di come stia usando sia Nansél che Soinette per attirare Illait a sé. Ricordando di come Nansél propinava erbe a Soinette, e di come egli conobbe Maude, si scopre che le erbe erano imbevute della magia nera di quest'ultima per corromperla e prendere possesso del corpo della giovane, che era destinata a portare nell'anima il patto della Dea Madre con le sue figlie. Dunque, dato che Maude, nel corpo di Soinette, si trova in compagnia di Colin a Eygliers, ora intende usare il capitano mercenario per scambiarlo con Illait. Avendo ormai compreso di essere stato ingannato, Nansél decide di distruggere il calice, perdendo subito la vita.

Illait ha invece un'altra visione: Soinette gli chiede di uccidere un lupo bianco per farne una pelliccia, ma in quel momento gli uomini di Duncan e del sacerdote Waltheof attaccano il loro rifugio. Dopo aver fatto fuggire via Soinette, Illait si lascia catturare dagli uomini di Waltheof e chiede di farsi uccidere per salvare la vita della sua spasimante. In quel momento, il derwydd si risveglia nel mondo reale al fianco di Artemisia, la quale ha intanto toccato il lupo bianco e ora anche lei, per merito della sua purezza d'anima, ha stretto il patto con la Dea Madre, di cui il lupo è in realtà un intermediario. Conscio che Maude intende scambiarlo con Colin a Eygliers, il giovane druido ricompone il calice spezzato, che lo riconosce come lo stesso che ha scambiato nel secondo libro, durante il suo incontro con la maga nera, e propone di andare con Artemisia in un luogo molto antico chiamato Milleaures, il posto dei Milleventi, nei diretti pressi di Eygliers, dove progettano un piano per sconfiggere Maude e liberare Soinette e Colin.

Il giorno successivo, Illait si presenta a Eygliers, al cospetto di Odon, e Maude lascia andare Colin e Soinette; ingannandola, Illait fa improvvisamente sprofondare Maude nella propria psiche temporale, dove è costretta a rivivere il proprio passato così come lei ha fatto con lui; il druido porta quindi Maude in una cella, ove quest'ultima, nei brevi momenti di ritorno alla realtà, rifiuta ogni occasione di abbandonare la strada del male. Viene fuori che Maude è la figlia di un vassallo del re di Borgogna, temuta dalla propria famiglia in quanto considerata una strega, e con il "benestare" del vescovo di Chambery, fu costretta a sposare lo zio che pure era in punto di morte, avvelenato per mano della nipote; quando rimase incinta, il ventre le fu marchiato da una croce perché non nascesse un'altra strega. Chaffre di Chambery, cugino di Maude (lo stesso personaggio che si è visto nei primi due libri del ciclo), la fece portare infine al monastero di Saint-Ugine ad Annecy, dove rimase per quattro anni prima di venire trasferita a Saint-Madelaine di Vézelay; lì, ben presto prese il posto della badessa precedente dopo aver posto fine alle sue sofferenze avvelenandola. Nel frattempo, Colin, dopo aver riportato Soinette da Artemisia, decide di intrufolarsi a Eygliers ove, liberato Fayard che era tenuto prigioniero, invia un messaggero a Embrun per avvertire Amyon e Amboise; in poco tempo arriva a duellare con Grimot, finendo per ucciderlo. Entra poi nella cella dove Illait ha portato Maude e uccide Odon per punirlo delle sue malefatte. Maude ne approfitta per scappare, ma, bloccata da alcune visioni, alla fine accetta la sconfitta e sceglie di suicidarsi gettandosi di sotto, liberandosi tuttavia infine dal dolore che aveva provato per tutta la sua vita. In segno di compassione, Illait la fa sprofondare nella terra dove è morta, che da ghiacciata diventa fiorita in tutte le terre di Eygliers.

Finito tutto, Illait, Colin, Artemisia e Soinette si ricongiungono con Amboise e gli raccontano tutta la storia, che l'anziano medico condivide a sua volta con il vescovo Aymon. Quest'ultimo convince Illait a rendere "sacro" il calice spezzato perché il popolo creda che sia veramente la Reliquia, in modo che Embrun diventi luogo di pellegrinaggio. Colin, nonostante non dimentichi mai di essere stato anche solo per pochi giorni marito di Ela, sorella di Illait, consolida definitivamente la sua unione con Artemisia sposandola in via ufficiale. Mentre infine Amboise, Artemisia, Colin e Illait si preparano a tornare a Montsalvy, Soinette decide di restare in una capanna nei pressi del Ceillac, in compagnia del lupo bianco e del bambino che ora tiene in grembo grazie all'unione con Illait.

Personaggi Amboise de Montsalvy: uno dei protagonisti del ciclo, è un anziano studioso e medico d'indiscussa fama, stimato da molti monarchi in Europa e dal suo mentore Papa Silvestro III. Colin Bois: giovane capitano mercenario, è accompagnato dal suo secondo, il giovane Aurac. Artemisia: allieva di Amboise, si scopre essere figlia di Alix di Vion. Ha una relazione con il giovane druido Illait. Illait di Isley: altro membro del gruppo di Amboise, è un giovane derwydd, ossia un druido, che ha imparato il sapere antico grazie al maestro Echbell. Figlio di Udard di Isley, uno dei nobili sotto Malcom di Scozia, è noto per le sue abilità con la spada. Jean Baptiste Nansél: un vecchio eremita che da oltre quarant'anni vive in una grotta tra gli alti e selvaggi monti del Queyras allo scopo di diventare un santo, ed è il custode del Sacro Calice, una santa reliquia. Risoul il Lupo: capo di una banda di cacciatori di lupi al servizio del vescovo Aymon. Conobbe Nansél quando era bambino. Dopo aver perso il suo figlio maggiore, gli rimane una figlia, Soinette. Soinette: figlia superstite di Risoul il Lupo, fu conoscente di Illait mentre si trovava in Scozia, e lo rivede nel presente in questo libro, dove intrattiene un nuovo rapporto con lui. Odon de La Rame: vassallo del vescovo Amyon d'Embrun, amministra una serie di miniere d'argento, dove gli operai vivono in condizioni disumane. Come molti altri, desidera la Reliquia, nello specifico per sottomettere Amyon. Grimot: capitano al servizio di Odon de La Rame. Aymon: principe-vescovo d'Embrun e amico d'Amboise. Fayard: un capitano mercenario che accompagna Illait, Artemisia e Colin nel loro viaggio.