Darkhoveyn (, romanizzato anche come Dārkhūīn) è un comune iraniano capoluogo del proprio distretto e in più centro amministrativo dell'omonimo distretto rurale (dehestan), sito all'estremità occidentale della provincia di Khūzestān, a pochi chilometri dal confine con l'Iraq.
La battaglia di Darkhoveyn Darkhoveyn (talvolta reso come "Darkhovin"), che secondo un racconto locale deve il suo nome (che letteramente significa "casa di Khūīn") al fatto che nell'area viveva un uomo chiamato Khūīn/خویّن che aveva costruito una stanzetta per i viandanti, si trova tra il corso del fiume Karun e la strada Abadan-Ahvaz, circa 40 km a est dal confine con l'Iraq. Proprio la sua vicinanza al confine fece sì che sin dai primi mesi della guerra Iran-Iraq, protrattasi dal 1980 al 1988, Darkhoveyn sia stata teatro di durissimi scontri, infatti già nell'autunno del 1980, dopo l'invasione, gli iracheni avevano occupato l'area per bloccare i rifornimenti iraniani e consolidare l'assedio di Abadan, in una posizione ritenuta cruciale, poiché chi controllava Darkhovin dominava l'accesso al Karun e alle strade che collegavano il sud del Khūzestān. Dopo le prime settimane segnate da una resistenza improvvisata, la zona fu per mesi contesa palmo a palmo con perdite altissime, tanto che i combattenti iraniani iniziarono a chiamare l'area "la terra del sangue". Nel giugno del 1981 l'Iran lanciò la cosiddetta Operazione Comandante in Capo (nota anche come Khomeini Ruhe-Khoda), che prese di mira proprio le linee nemiche a Darkhoveyn con un attacco condotto dai Guardiani della Rivoluzione che riuscì a sfondare le difese irachene e a respingerle di alcuni chilometri, infliggendo gravi perdite di uomini e mezzi e rafforzando il morale iraniano, dimostrando che l'esercito di Saddam Hussein non era invincibile.
La battaglia di Darkhoveyn segnò un punto di svolta: la lunga resistenza in quell'area permise di preservare Abadan dall'occupazione totale e preparò il terreno per le grandi offensive iraniane del 1982, culminate con la liberazione di Khorramshahr. Oggi, in Iran, Darkhoveyn è ricordata come una delle prime prove di forza e di sacrificio collettivo della guerra, un simbolo della resistenza che trasformò un piccolo villaggio del Khūzestān in un nome inciso nella memoria nazionale.
Demografia Negli anni 1970, prima della Rivoluzione islamica, i sondaggi avevano indicato Darkhoveyn, per la sua vicinanza sia a un importante corso d'acqua che a una fondamentale rete di trasporti e per il suo basso rischio sismico, come possibile sede di un futuro impianto nucleare. Per questo, quando l'Iran firmò un contratto con la compagnia francese Framatome per costruire due reattori ad acqua pressurizzata da ciascuno a Darkhoveyn, il villaggio si popolò di dipendenti dell'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran. Tuttavia, dopo la Rivoluzione islamica del 1979, i francesi abbandonarono il progetto, il cantiere venne sospeso e il villaggio per buona parte si spopolò. Negli anni 2000 l'Iran annunciò di voler riprendere la realizzazione della centrale, installando un reattore ad acqua leggera da , e negli anni si sono susseguite voci sulla riapertura dei cantieri, tuttavia, al 2025, nulla era ancora stato realizzato.
Secondo il censimento nazionale del 2006 la popolazione di Darkhoveyn, che faceva parte dell'ominimo distretto rurale, ammontava a persone divise in 523 famiglie, mentre in quello realizzato cinque anni più tardi gli abitanti erano saliti a , per un totale di famiglie, in virtù del fatto che il villaggio era stato fuso con quelli di Shakht ol Khan e di Yukhan, mantenendo l'attuale nome ed era stato elevato allo status di città. Nel censimento del 2016, gli abitanti erano scesi a , divisi in famiglie, perché la città nel frattempo era stata separata dal distretto rurale in vista dell'istituzione del Distretto di Darkhoveyn.
Note
Categoria:Centri abitati del Khuzestan