Dogna (ladino/veneto: La Dogna o anticamente La Duogna) è una frazione del comune di Longarone, in provincia di Belluno, posta sulla sinistra orografica del Piave, di fronte al capoluogo e poco a nord di Provagna. In età medievale costituì, assieme a Provagna, una comunità regoliera (Regola di Dogna e Provagna) documentata dal XIII secolo.

Geografia fisica Dogna sorge a circa 640 m s.l.m. su un terrazzo fluviale che domina il Piave, con accessi locali verso Provagna e Longarone. L'assetto vegetazionale ricalca quello della fascia sinistra del Piave: in basso boschi misti di latifoglie (frassino, carpino nero, aceri) con conifere di alto fusto (abete rosso, abete bianco, larice, pino silvestre); in fascia intermedia faggete ad alto fusto; più in alto conifere montane (abete rosso e larice, localmente abete bianco).

Storia Origini e atto del 1281 La più antica attestazione risale al giugno 1281, quando gli uomini di Dogna, Provagna e Soverzene acquistarono il Monte Embulon/Embulone dai fratelli Saraceno e Pandolfino Paoloitti di Belluno, per 400 ducati veneti; l'atto è considerato il fondamento dei successivi diritti d'uso collettivo della Regola.

Liti con Soverzene: Memmo 1499 e arbitraggi 1635-1636 La Regola di Dogna e Provagna esercitava diritti di uso civico su un territorio compreso fra Vajont, Gallina e Piave, con vertenze plurisecolari contro Soverzene. La sentenza Memmo del 1499 fissò confini e usi promiscui; gli arbitrati del 13 aprile 1635 e del 4 aprile 1636 divisero le utilità del monte Gallina e del Toc attribuendone i tre quarti a Dogna e Provagna e un quarto a Soverzene, mantenendo l'uso comune in alcune località come la Budizza.

Governo regoliero e riparti a sorte (29 anni) Dogna appartenne alla pieve di Lavazzo e al suo sistema di comunità regoliere. La gestione avveniva tramite assemblee dei regolieri; i boschi e i prati erano ripartiti periodicamente "a sorte" tra i capifamiglia, secondo una turnazione ventinovennale (29 anni) attestata per l'area bellunese, a tutela dell'equità e della sostenibilità d'uso.

In età veneziana la gestione delle risorse (pascoli, boschi, acque) era regolata da consuetudini e arbitraggi more veneto.

Viabilità e Settecento L'economia del legname si collegava alla Strada d'Alemagna, alla Muda di Maè e al cidolo del Vajont. Nel 1739 la Regola di Dogna-Provagna promosse un progetto di ponte sul Vajont per carri e pedoni, poco a monte del cidolo.

Età contemporanea In età napoleonica Dogna e Provagna furono aggregate al comune di Longarone; gli assetti d'uso civico continuarono nelle forme regolierie locali.

Il 9 ottobre 1963 il disastro del Vajont colpì duramente la valle, pur senza distruggere l’abitato di Dogna.

Note

Bibliografia R. Bragaggia, Comunità e arbitri sulla "sommità de' monti". Territorio, società e istituzioni in Val Belluna nel XVII secolo, in Acta Histriae, 22/2 (2014), pp. 361-378. Confini litigiosi. I governi del territorio nell'Italia di antico regime, Cierre, Verona 2012. Comune di Longarone, Frazione Dogna (scheda storica). Comune di Longarone, Brevi cenni storici (PDF). ISPRA, Carta della Natura del Veneto (per inquadramento vegetazionale).

Voci correlate Longarone Provagna Soverzene Disastro del Vajont

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