Guidò l'espansione turcomanna nella Transoxiana e nel Khorasan, contribuendo a garantire l'affermazione della sua dinastia, l'abbandono delle tradizioni tribali tipiche delle comunità turche e la costituzione di un assetto statale più stabile. Tale processo venne proseguito con oculatezza da suo figlio Alp Arslan, che unì i domini posseduti da Tughrıl Beg e da Čaḡrī consacrando la nascita di un grande impero. Il nome "Chaghri" deriva dal turco (Çağrı nel turco moderno) e vuol dire letteralmente "piccolo falco" o "smeriglio".

Contesto storico

I Selgiuchidi erano una tribù turca affine agli Oghuz che, nel X secolo, viveva nelle steppe del Turkestan, sottoposta al dominio dei Cazari.. Come si desume dai più antichi riferimenti disponibili, pare che il nome della popolazione fosse legato a un signore della guerra di nome Seljuq, figlio di un certo capotribù di nome Duqāq o Tuqāq.. Si trattava di una popolazione dedita principalmente all'allevamento, motivo per cui ogni loro esigenza era giustificata dalla necessità di disporre di ampie terre di pascolo.. Stando alla versione rielaborata del Maliknama da Mirkhond,Rielaborando e adattando le vicende ai gusti letterari della sua epoca, Mirkhond, vissuto nell'epoca dell'impero timuride, si ispira a contenuti tratti dal Maliknama ("Libro del Re"), un'opera probabilmente realizzata, almeno in parte, basandosi su fonti orali turche e incentrata perlopiù sulle origini dei Selgiuchidi: . a un certo punto del tardo X secolo ebbe luogo un dissidio tra i Cazari e i Selgiuchidi fomentato da Seljuq o da suo padre che frammentò le due comunità in maniera insanabile... Costretto a trovare una nuova casa, un centinaio di persone circa si stabilì a Jand, a poca distanza dalla moderna Kyzylorda, nel Kazakistan occidentale.. Soppiantando gli Oghuz precedentemente presenti, fu lì che poco dopo il 1000 Seljuq, in passato fedele al giudaismo, si convertì al sunnismo, sia pur per motivi oscuri..

Quanto situato immediatamente a sud di Jand stava vivendo un periodo particolarmente turbolento. L'autorità dei Samanidi, signori di etnia persiana del Khorasan e della Transoxiana, appariva infatti gravemente compromessa per via della crisi economica in corso.. Le cause scatenanti erano molteplici e legate perlopiù alla carenza di risorse minerarie e alla pressione costante di comunità turche che continuavano a migrare a ovest per via di raccolti insoddisfacenti e delle aggressive politiche della dinastia Liao, affermatasi in Cina dall'inizio del X secolo.. Questa situazione complessa favorì l'ascesa della dinastia turca dei Ghaznavidi, i quali si sostituirono con successo ai Samanidi nel Khorasan e a sud dell'Oxus, mentre la Transoxiana cadde in mano ai Qarakhanidi, di recente convertitisi all'Islam. Pare che l'eco della vittoria di Seljuq riportata a Jand favorì l'afflusso di vari popoli turchi in quella località, principalmente Turcomanni, benché questo termine venisse utilizzato in epoca medievale in maniera assai generica e indefinita.Gli Oghuz convertitisi all'Islam divennero noti come «Turcomanni» (Türkmen) già nel X secolo (). Gli autori musulmani, tuttavia, continuarono spesso ad applicare il termine "Oghuz" (o "Ghuzz") per descrivere anche i Turcomanni musulmani, di solito con un'accezione negativa. Non si può inoltre escludere che alcuni gruppi descritti come "Turcomanni" dalle fonti fossero ancora pagani (). Sebbene storicamente siano esistiti Oghuz/Turcomanni vissuti nelle città, entrambe le parole indicano sovente un individuo o un gruppo dedito al nomadismo. Nel corso di questo articolo, adattandosi a una scelta stilistica di alcuni autori moderni (), si ricorrerà a "Turcomanni" per riferirsi ai sudditi nomadi dei Selgiuchidi, salvo il caso in cui non siano le fonti primarie stesse a impiegare una differente terminologia. La crescita demografica spinse il capotribù ad accettare l'invito di Isma'il Muntasir, ultimo signore samanide, a fornire aiuto militare contro i Qarakhanidi... Fu grazie a questa decisione che venne concesso ai Selgiuchidi di disporre di aree di pascolo alle porte di Samarcanda in estate e nei pressi della capitale samanide di Bukhara in inverno.. Stando alle ricostruzioni storiografiche, sopravvisse un legame di lunga data anche con terre situate più a sud, tanto che i pastori selgiuchidi solevano recarsi nel Karakalpakstan, in Uzbekistan, anche dopo il 1030.

Quando Seljuq morì nel 1009, gli subentrò il primogenito Arslan Isra'il, che decise di invertire la politica del predecessore e si mise al servizio del principe qarakhanide 'Alī Tegin, il quale era mosso soprattutto dall'intenzione di insediarsi nella fiorente città di Bukhara, come dimostrato da un attacco che eseguì nel 1020-1021.. A scontrarsi con la coalizione qarakhanido-selgiuchide fu il sultano ghaznavide Maḥmūd, che annullò il contributo dei Selgiuchidi (al-saljuqiyya), di cui «ne ammirò la forza e la numerosità»,. imprigionando Arslan Isra'il ed estendendo la propria autorità nel Khorasan, dilaniato da alcune lotte su scala minore tra varie comunità tribali..

Biografia Primi anni

Nato tra il 990 e il 1000, Čaḡrī era uno dei figli di Mika'il, fratello minore di Arslan Isra'il. Prima del 1016 arrivò in Transoxiana assieme al fratello Tughrıl, e, nel 1025, entrò insieme allo zio Arslan Isra'il al servizio di 'Alī Tegin. Quando i Selgiuchidi furono sconfitti dal sultano Maḥmūd nel 1025, Čaḡrī e Tughrıl si rifugiarono in Corasmia (intorno all'estuario del fiume Oxus, a sud-est del mar d'Aral), mentre Arslan venne deportato nel Khorasan, corrispondente al moderno Iran nord-orientale. Nella speranza di tagliare i legami con il loro capotribù, Maḥmūd cercò di sparpagliare i Selgiuchidi inviandoli in regioni remote, tra cui la catena del Grande Balkhan, in Turkmenistan, ma alcuni preferirono sottrarsi al controllo ghaznavide e si recarono ben più a ovest, nell'Iraq persiano.I confini dell'Iraq medievale erano ben diversi dallo Stato attuale omonimo, poiché comprendevano anche l'Azerbaigian e l'Anatolia orientale: .. Gli Iraqiyya, come divennero da allora noti questi migranti, erano pochi e non superavano un totale di persone,. ma non tardarono ad adattarsi una volta individuate quali fossero le aree più fertili nella regione e maggiormente adatte ai pascoli. Un numero decisamente maggiore di Selgiuchidi rimase nel Khorasan, dove alcuni furono reclutati nell'esercito ghaznavide..

Gli ultimi e ulteriori gruppi selgiuchidi attivi nel Khorasan erano rimasti invece fedeli ai parenti dell'imprigionato Arslan Isra'il. Sebbene obbedissero formalmente ancora ad 'Alī Tegin, essi si ritenevano ormai abbastanza potenti da potersi amministrare in autonomia e presto iniziarono a contendersi il potere.. Fu per questo motivo che Čaḡrī e Tughrıl iniziarono a ingraziarsi e a stringere legami con i gruppi musulmani ortodossi di grandi città come Merv e Nishapur nel 1028 e nel 1029, dove si insediarono. Preoccupato dalle loro attività e speranzoso di ricondurli alla più rigida obbedienza, 'Alī Tegin volle imporre la propria supremazia sui Selgiuchidi tentando di sabotarli dall'interno. Per questo motivo, investì in maniera ufficiale a capo di tutti i nomadi il giovane Yusuf, cugino di Čaḡrī e Tughrıl e figlio di Musa Yabgu, nel tentativo di ingelosire i suoi parenti. Quando però divenne lampante che Yusuf non aveva intenzione di innescare delle faide familiari, 'Alī Tegin ordinò che fosse assassinato. L'omicidio indispettì Čaḡrī e Tughrıl, che si consacrarono lentamente come capi della resistenza contro 'Alī Tegin, benché la loro ascesa apparisse tutt'altro che universalmente accettata.. sostiene una versione alternativa, menzionando che lettera presumibilmente scritta dall'amministrazione selgiuchide in cui si afferma che i rapporti furono ottimi con 'Alī Tegin fino a quando non gli successero i due figli inesperti. Uno dei figli di Arslan Isra'il, Qutlumush,Fu lui a insediarsi altrove e a spingere i suoi seguaci a raggiungere la moderna Turchia, dove fu fondato il Sultanato di Rum. alla stessa maniera dei suoi discendenti, avrebbe messo costantemente in discussione il ruolo dei Mika'ilidi, e le discrepanze insite nelle diverse versioni del Maliknama suggeriscono che i suoi compilatori hanno faticato a fornire una narrazione convincente e idonea a giustificare la legittimità dell'ascesa di Čaḡrī e Tughrıl. Sia pur senza specificare grossi dettagli, le fonti di epoca successiva accennano anche al ruolo di un terzo selgiuchide, il già citato Musa Yabgu, che certamente occupava una posizione paritaria rispetto a Čaḡrī e Tughrıl, o forse addirittura superiore. Il funzionario e storico ghaznavide Bayhaqi, ad esempio, il principale testimone contemporaneo degli eventi, menziona tre capi e non due soli: Čaḡrī, Tughrıl e Yabgu..

I Selgiuchidi nel Khorasan e il collasso ghaznavide (1030-1040)

Nel 1030, Čaḡrī e Tughrıl attaccarono un certo Alp Qara, l'uccisore materiale di Yusuf, e sbaragliarono i rinforzi inviati contro di loro.. A quel punto, 'Alī Tegin radunò tutto il suo esercito e sbaragliò i Selgiuchidi in maniera netta, costringendoli ad abbandonare la Transoxiana.. «Spogliati delle proprie greggi e dei propri figli»,. essi vagarono probabilmente per qualche anno senza una vera e propria meta. Le fonti riferiscono che nel 1034 si rifugiarono in Corasmia, un luogo tradizionale di pascolo per i Selgiuchidi, dove furono avvicinati dall'ambizioso governatore ghaznavide Harun ibn Altuntash, che sperava di sfruttarli nel suo personale progetto di conquista del Khorasan.. Quando Harun fu assassinato da spie ghaznavidi nell'aprile del 1035, i Selgiuchidi furono nuovamente costretti a fuggire e si diressero verso sud, attraversando le brulle lande del deserto del Karakum. La località all'inizio prescelta concise con la grande città-oasi di Merv, ma forse perché eccessivamente ben difesa occorse deviare verso ovest alla volta di Nasa, situata alle pendici settentrionali delle montagne del Kopet Dag.. Questa serie di spostamenti li aveva condotti ai margini del Khorasan, la provincia che era considerata uno dei «gioielli della corona» del sultano ghaznavide Mas'ud I (al potere dal 1030 al 1041)..

Nel 1038, quando molte delle principali città del Khorasan avevano accettato la sovranità selgiuchide tramite abili negoziati, i loro capi continuavano a sostenere che le loro ambizioni erano limitate ai diritti di pascolo.. A giudizio di Andrew C.S. Peacock, non si trattava di un'affermazione del tutto falsa.. Assicurare il pascolo ai propri seguaci rientrava tra i compiti principali di un capo nomade, perché senza di esso il bestiame dei Turcomanni sarebbe perito, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza. Se le condizioni fossero peggiorate, i Turcomanni sarebbero di certo gravitati verso un nuovo capo; oltretutto, assicurando i propri diritti sui pascoli, la famiglia selgiuchide avrebbe potuto contare su una continuità al comando. Anche la promessa di combattere altri Turcomanni potrebbe essere stata sincera; dopotutto, l'afflusso di guerrieri stranieri poteva rappresentare una minaccia al predominio selgiuchide in questi nuovi pascoli, così come coloro che avevano deciso di rimanere fedeli ad Arslan Isra'il costituivano un ostacolo per i Mika'ilidi. Non si riscontrano molte prove che in quella fase Čaḡrī o Tughrıl, allo stesso modo di qualsiasi altro loro parente, avessero intenzione di polarizzare attorno a sé le comunità selgiuchidi.