Culto Il culto di questi martiri, che morirono ad Alessandria d'Egitto durante la persecuzione ariana del IV secolo, è antichissimo, poiché è già menzionato al 14 febbraio nel martirologio geronimiano assieme a molti altri martiri. L'attenzione ai dettagli nella tipologia di martirio subíto fa pensare che all'epoca della redazione di questo martirologio esistesse una passio, oggi andata perduta.

La memoria di questi martiri passò poi nei martirologi altomedievali, quali il martirologio lionese, quello di Floro di Lione e il martirologio di Usuardo. Jacques Dubois, Le martyrologe d'Usuard. Texte et commentaire, (Subsidia hagiographica, N°40), Bruxelles, Société des bollandistes, 1965, p. 180.

Nel XVI secolo furono inseriti nel martirologio romano da Cesare Baronio al 14 febbraio. Seguendo la tradizione dei martirologi precedenti, vennero create tre memorie distinte a seconda del martirio subíto dai santi: Cirione, Bassiano, Agatone e Mosé che morirono "arsi dal fuoco"; Basso, Antonio e ProtolicoProtolico è frutto di un errore dovuto al martirologio lionese, che fuse assieme i nomi di Proto e Lucio. ., che "furono sommersi in mare"; Dionigi e Ammonio, che subirono la decapitazione.

Nella revisione del martirologio romano dopo il Concilio Vaticano II, i tre gruppi sono stati uniti in un'unica commemorazione, e nello stesso tempo sono stati modificati alcuni nomi e la tipologia di martirio del terzo gruppo:

Note

Bibliografia

Categoria:Gruppi di santi cristiani