Il Sei Nazioni 2025 (; ; ) fu la 26ª edizione del torneo annuale di rugby a 15 tra le squadre nazionali di , , , , e , nonché la 131ª in assoluto considerando anche le edizioni dell'Home Nations Championship e del Cinque Nazioni.

Noto per motivi di sponsorizzazione come 2025 Men's Guinness Six Nations a seguito di accordo di partnership commerciale con il birrificio irlandese Guinness, si tenne dal al . Terminati i vincoli olimpici, lo Stade de France, dopo la parentesi del , tornò alle funzioni di impianto interno della nazionale francese.

Per la seconda edizione consecutiva Andrea Piardi, primo italiano di sempre ad arbitrare nel torneo, fu designato come direttore, in occasione dell'incontro della quarta giornata tra Scozia e Galles a Edimburgo.

La vittoria finale andò alla , al suo ventisettesimo successo. A contendere il titolo ai Bleus furono e : le tre contendenti giunsero all'ultima giornata con tre vittorie e una sconfitta a testa (maturata negli incontri diretti: l'Irlanda batté l'Inghilterra e quest'ultima la Francia la quale fu poi corsara a Dublino). Ciascuna di esse rispettò i pronostici: gli irlandesi battendo l'Italia a Roma seppure a fatica (22-17, che permise agli Azzurri il punto di bonus difensivo), gli inglesi in maniera prorompente, infliggendo ai gallesi a Cardiff la più pesante sconfitta interna della loro storia (14-68)), mentre i francesi, dopo avere concesso qualcosa alla Scozia e averla lasciata in partita per quasi tutto il primo tempo, chiusero la pratica nella ripresa e tornarono al titolo dopo tre anni.

L'ultima giornata del torneo registrò anche ritiri internazionali di prestigio: a Roma disputarono il loro ultimo incontro gli irlandesi Cian Healy, Conor Murray and Peter O’Mahony (dopo rispettivamente 137, 125 e 114 match per il loro Paese più altre presenze per i ) mentre, a livello statistico, la registrò il record di 30 mete realizzate in una singola edizione di torneo, battendo il precedente primato inglese del . Il citato Galles, infine, oltre ad avere subito la sua peggiore sconfitta interna di sempre, non solo nel torneo, chiuse il suo secondo Sei Nazioni consecutivo senza vittorie, circostanza mai verificatasi in precedenza e, più in generale, terminò la competizione conseguendo il record negativo di diciassette sconfitte internazionali consecutive: nella sconfitta a Roma contro l'Italia i Dragoni ritoccarono al ribasso il record detenuto in precedenza proprio dagli Azzurri con 13.

Nazionali partecipanti e sedi

Risultati 1ª giornata

2ª giornata

3ª giornata

4ª giornata

5ª giornata

Classifica

Note

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