La Porsche 911 è un'autovettura sportiva di tipo granturismo prodotta dalla casa automobilistica tedesca Porsche a partire dal 1963.

È tuttora in produzione e, nel corso degli anni, ha avuto molti cambiamenti. Si possono tuttavia distinguere due serie fondamentali: le 911 con motore raffreddato ad aria (1963-1997Gli ultimi esemplari della 993 GT2 raffreddati ad aria sono stati prodotti nel 2008), e le 911 "moderne", raffreddate a liquido (dal 1998 in poi).

Storia ed evoluzione La "T7", la "Carrera Abarth" e la "901"

Nel 1956 la Porsche 356 iniziava a sentire il peso degli anni. Il motore 4 cilindri boxer raffreddato ad aria era nato nel 1948 con cilindrata di 1131 cm³ e una potenza di 40 CV. Era derivato, come altre componenti dell'auto, dalla Volkswagen Maggiolino.

Il vecchio 4 cilindri aveva raggiunto il massimo del suo potenziale di sviluppo con la versione 2.0 Carrera GS da 130 CV.

Per la progettazione della nuova vettura, Ferry Porsche si occupò della parte tecnica, affidando l'innovazione stilistica al figlio Ferdinand Alexander Porsche soprannominato "Butzi" dai suoi familiari. Le linee guida stabilite in partenza prevedevano il mantenimento dell'impostazione tecnico-stilistica della 356: con il motore boxer raffreddato ad aria, montato posteriormente, ma con un'abitabilità sufficiente a ospitare 4 persone.

La costruzione in serie di una tale vettura avrebbe consentito alla Porsche di entrare nel mercato delle Gran turismo "due litri", con un prezzo concorrenziale rispetto ai modelli artigianali prodotti da numerosi carrozzieri italiani su meccaniche Alfa Romeo, Fiat e Lancia.

Lo sviluppo tecnico non incontrò gravi difficoltà e la nuova meccanica, incluso l'inedito 6 cilindri boxer, era pronta già nel 1961.

Problemi maggiori derivarono dalla definizione della carrozzeria. Non convinceva la soluzione ideata da Butzi alla fine del 1959, il prototipo "T7" (in seguito anche denominato "754"), e le varie modifiche non riuscirono a trovare il giusta compromesso tra l'eleganza dell'aspetto e la necessità di ottenere lo spazio richiesto per i passeggeri dei sedili posteriori.

Un lungo lavoro di affinamento portò alle soluzioni più disparate e bizzarre, finché Butzi si vide costretto ad abbandonare l'iniziale punto programmatico dei quattro posti e ripiegare sulla configurazione 2+2, che consentiva di mantenere la linea di cintura iniziale, raccordando il padiglione con il cofano motore in una sola curva.

Identica soluzione stilistica era stata adottata, nel 1960, da Franco Scaglione per la "356 Carrera Abarth" che, insieme alla "T7", può essere considerata la progenitrice della futura "911".

L'aspetto estetico risultò subito molto equilibrato e, ancor più la parentela stilistica con il modello "356". Per la nuova vettura fu scelta la sigla commerciale "901" e il primo esemplare costruito, di colore giallo, fu presentato al Salone dell'Automobile di Francoforte del 1963, dove ottenne buoni apprezzamenti dal pubblico e dalla stampa specializzata.

La commercializzazione della nuova "901", avviata all'inizio del 1964, fu subito ostacolata dalla diffida della Peugeot a non usare quella sigla, essendo la casa automobilistica francese depositaria di tutti i numeri a tre cifre con lo zero al centro da usare per i suoi modelli. La Porsche fu quindi costretta a modificare la sigla in "911" a partire dal 10 novembre 1964. Marchiati "901" rimasero soltanto i primi 82 esemplari già venduti, quasi tutti allestiti in maniera artigianale, dato che la produzione di serie ebbe inizio il 14 settembre di quell'anno.

La 911 prima serie

La prima generazione della 911, costruita in serie a partire dal settembre 1964, riprendeva in toto il modello originale 901 presentato nel 1963 e dotato del motore boxer a sei cilindri da 2 litri che erogava 130 CV. A differenza della Porsche 356, con carrozzeria e telaio basati ancora sul Maggiolino, la 911 introduceva un inedito telaio monoscocca con carrozzeria autoportante, lo sterzo a pignone e cremagliera, sospensioni anteriori con bracci trasversali e posteriori a bracci longitudinali.

912

L'anno successivo arrivò una versione più economica della 911, dotata del precedente quattro cilindri della Porsche 356 e venduta come Porsche 912.

911 S, L, T e E

Nell'estate del 1966 venne aggiunta alla gamma la 911 S, che conservava la medesima cilindrata ma era più potente grazie ad un rapporto di compressione più elevato, che erogava 118 kW (160 CV). Allo stesso tempo, alla Coupé si aggiunse la Targa. Nel 1968 il modello base 911 con motore da 130 CV venne rinominato 911 L (Lusso); allo stesso tempo, venne introdotta la 911 T (Touring) che era disponibile come modello più economico con un motore depotenziato da 110 CV e cambio a quattro marce (sulle altre era a 5 marce). La 911 L con motore a carburatore fu sostituita nel 1969 dalla 911 E, con potenza di 140 CV (103 kW) e iniezione meccanica indiretta; lo stesso motore venne poi utilizzato anche nella 911 S da 170 CV (125 kW). Oltre che per la potenza del motore, i modelli T, E ed S differivano anche per l'equipaggiamento.

Porsche 911 RS e RSR

Nell'ottobre 1972, al salone di Parigi fu presentata una versione sportiva della 911, la Carrera RS 2.7. Sviluppata per soddisfare i requisiti di omologazione per l'impiego nell'automobilismo, la Carrera 2.7 RS aveva un motore più grande (2687 cm³) che sviluppava 210 CV ed era dotata di iniezione meccanica, sospensioni irrigidite, spoiler posteriore "a coda d'anatra", freni e ruote e parafanghi posteriori più grandi.Vennero proposte 2 versioni, ossia la RS Touring con allestimento di carrozzeria di serie e la Sport Lightweight alleggerita di circa 100kg mediante parti in lamiera meno spesse e varie semplificazioni. In totale furono prodotte 1.580 unità per omologazione nel FIA Gruppo 4 e 49 Carrera RSR con motori da 2.808 cc da 300 CV. Nel 1974 arrivò la Carrera RS 3.0 con motore da 230 CV. Inoltre un prototipo di Carrera RSR Turbo (con motore da 2,1 litri) arrivò secondo alla 24 Ore di Le Mans nel 1974.

Porsche 911 "G" (1973–1989) Nel 1974 la 911 venne radicalmente rivista. La caratteristica identificativa esterna più evidente erano i paraurti più alti e massicci, che si inglobavano con la carrozzeria tramite soffietti in plastica nera, necessari per soddisfare le normative della NHTSA. Per soddisfare ciò, i paraurti delle auto destinate agli USA erano collegati alla carrozzeria tramite ammortizzatori idraulici. Al lancio era disponibile solo nelle versioni 911, 911 S e 911 Carrera. Anche nelle versioni meno potenti la cilindrata del motore venne aumentata a 2,7 litri: la 911 erogava 110 kW (150 CV), la 911 S 128 kW (175 CV) e la Carrera 154 kW (210 CV). Dal 1975 la 911 serie G viene aggiornata principalmente nella gamma, dei motori la Carrera 2.7 modello fino ad allora versione apicale viene sostituita dalla Carrera 3.0 (200 cv) aspirata e dalla Turbo Carrera 3.0 mentre la 911 S 2.7 rimane la versione base del periodo. Nel 1977 viene nuovamente aggiornata la gamma tutte le 911 aspirate montano un motore 3.0 da 177cv, con sigla SC 3.0. Motore che verrà negli anni potenziato fino a 204 cv, nell’ultima versione. La SC 3.0 è la prima versione cabriolet della 911, con tetto interamente il tela, che affianca nella gamma le coupe e le versioni targa.

Con una estetica pressoché quasi immutata la SC 3.0 viene sostituita dalla Carrera con motore 3.2 e 241 cv. Prodotta nelle tre versioni coupe, targa e cabriolet.

Porsche 911 Turbo (1974–1989)

Dopo la BMW 2002 turbo presentata nel 1973, l'anno successivo Porsche divenne il secondo costruttore di serie a utilizzare un turbocompressore su un veicolo stradale. All'inizio degli anni '70 Porsche ottenne grande successo nelle competizioni con vetture sovralimentate come la Porsche 917/10 e 917/30 e acquisì esperienza che fu poi utilizzata nella produzione in serie. La nuova Porsche 911 Turbo, sviluppata con il numero 930, fu presentata al salone di Parigi nel 1974. Caratteristiche tipiche della 911 Turbo sono i parafanghi anteriori e posteriori notevolmente allargati e il grande alettone posteriore. L'auto con una cilindrata di 3 litri aveva inizialmente una potenza di 191 kW (260 CV). La potenza fu aumentata a 220 kW (300 CV) nel 1978 attraverso una maggior rapporto di compressione, incrementando la cilindrata a 3,3 litri e usando un intercooler.

Serie 964

Nel giugno 1989 la Porsche introduce la 911 serie 964, un approfondito aggiornamento della 911. Presentata inizialmente con numerosi aggiornamenti in gran parte derivati dalla Porsche 959 nella versione Carrera 4 (dove il 4 sta ad indicare la trazione integrale sulle quattro ruote permanente) e dotata di un motore da 3600 cm³ con doppia accensione e 250 CV. La 911 Carrera 4 era dotata di ABS di serie.

Esteticamente rinnovata nei paraurti più avvolgenti ed integrati, cerchi dal design più moderno a 5 razze, la fanaleria posteriore ora è come un'unica fascia avvolgente in colore rosso, mentre risulta innovativo l'alettone posteriore a completa scomparsa e comando elettrico (esce automaticamente oltre 90 km/h oppure a comando manuale del conducente). Vengono rinnovati anche gli interni, ma sempre nel rispetto della tradizione.

Nel 1990 viene presentata anche la 911 Carrera 2 o semplicemente Carrera, con la stessa dotazione ad eccezione della trazione che è esclusivamente posteriore come da tradizione. Oltre alla Carrera 2, lo stesso anno debutta anche la versione “corsaiola” 911 Carrera 2 3.6 RS, una versione più performante, essenziale e alleggerita grazie ad un allestimento semplificato, irrigidita nell'assetto e con motore in grado di erogare 260 CV con una maggior coppia. Dopo quasi 20 anni ricompare la dicitura RS Renn Sport su una 911.

Sempre nel 1990 viene presentata la 911 Turbo 3.3, dopo un anno di assenza la Turbo ricompare nel listino di produzione della 911. Esteticamente rinnovata e raffinata acquisisce tutte le novità della serie 964, con i classici parafanghi maggiorati per ospitare ruote più grandi, ad esclusione dell'ala posteriore dimensionalmente più grande e fissa. La 964 Turbo a trazione posteriore come da tradizione, viene inizialmente presentata con un motore 3.3 derivato, rivisto e potenziato della serie precedente, ora con 320 CV, mentre nel 1994 viene sviluppato un motore Turbo derivato dalle Carrera da 3600 cm³ dotato di ben 360 CV. Questa serie di 911 Turbo 3.6 è prodotta solo per alcuni mesi in pochi esemplari, molto rara, più potente e dotata di cerchi in lega di tipo scomponibile, al retro riporta la scritta cromata con dicitura “Turbo 3.6”, alcuni erroneamente considerano tipo 965 questa versione.

Nel 1993 fu prodotta in 80 esemplari la Turbo S, motore 3.6 da 381 CV, riconoscibile per le prese d'aria sui parafanghi posteriori.

Nel 1993 viene presentata la 911 Carrera 2 Speedster (una cabriolet con parabrezza di ampiezza ridotta) e la 911 Carrera 2 3.8 RS (con motore di 3,8 litri da 300 CV) una nuova versione corsaiola, più aggressiva potente ed essenziale. La 911 serie 964 è stata prodotta con carrozzeria coupé, targa, cabriolet e speedster fino al 1994.

Serie 993

L'ultima 911 con motore raffreddato ad aria fu la serie 993 lanciata nel settembre 1993.