Saturno () è un'antica divinità romana, dio dell'agricoltura e della semina.

Caratteristiche della divinità Saturno è l'equivalente latino del titano greco Crono. Era raffigurato come un anziano barbuto, vestito con un mantello e con in mano una piccola falce o ronchetto adunco. Si riteneva che, scacciato dall'Olimpo, per un periodo avesse regnato nel Lazio, nella cosiddetta età dell'oro, un'epoca pacifica e di progresso. Un giorno sarebbe improvvisamente scomparso, causando la decadenza progressiva dell'umanità.

Già in antichità lo si riteneva non indigeno ma proveniente dalla Grecia<ref>NellEneide di Virgilio (VIII, 319 e sgg.) Saturno altri non è che Kronos fuggito dopo la sua detronizzazione da parte del figlio Zeus.</ref> il che ne denuncia quanto meno una precocissima influenza ellenica. Particolare significativo è che i sacrifici a lui dedicati erano eseguiti nel modo "greco" (Graeco ritu)Festo, 106 L; 391, I, Lindsay; Servio Mario Onorato, Commentarii in Vergilii Aeneidos libros III, 407. Anche Ercole (Macrobio, Saturnalia III, 6,7) era celebrato a Roma secondo il Graeco ritu. ovvero a capo scoperto (capite aperto) e coronato«Lucem facere dicuntur Saturno sacrificantes, id est capita detegere.» (Festo, 106, L.); ma, nota Brelich (p.119) il lucem facere attiene solo al capita detegere dei Saturno sacrificantes, e non riguarda gli altri sacrificanti con capite aperto..

Altra caratteristica di questa divinità consiste nel fatto che la sua immagine culturale era rappresentata con i compedes (lacci) di lana ai piedi: da notare che la caratteristica dei compedes è propria degli schiavi. E questo spiega un'altra caratteristica che è invece legata alla festività del dio, i SaturnaliLa fondazione di questa festività viene attribuita dalla tradizione annalistica (Livio, II, 21, 2; Dionigi di Alicarnasso, VI, 1, 14) ai consoli Aulo Sempronio Atratino e Marco Minucio Augurino nel 497 a.C. , celebrati a partire dal giorno 17 del mese di December (dicembre): questo giornoDa tener presente che il vero dies festus era il 17, nel giorno 17 erano concentrati i riti di Saturno, gli altri erano non festi, ma feriati. era un giorno di totale libertà per gli schiavi«Saturnalibus tota servis licentia permittitur», Macrobio, Saturnalia, I, 7, 26. i quali potevano banchettare con i loro padroni, da cui venivano anche serviti«vel Saturnalia dicam festaque servorum, cum famulantur eri», Ausonio De feriis romanis, 15.

Tali caratteristiche indicano in Saturno una divinità, e quindi una festività, che promuove la trasgressione dell'ordine vigente allo scopo di generare una mancanza di regole, condizione grazie alla quale si può, con l'anno nuovo alle porte, rigenerare l'ordine appena perduto che procede sotto la dignitas di Giove.

In tal senso Mircea Eliade ricorda:

Dal che il dio Saturno e le sue feste, i Saturnalia, rievocano l'era aurea (aurea aetas), priva di conflittiDurante tali festività i tribunali venivano chiusi e si evitava di provocare una guerra. e di differenze sociali, quando regnava la prosperità e l'abbondanza e queste non erano frutto della fatica o della sofferenza. Il ricondurre il periodo posto alla fine dell'anno a quell'epoca aurea, consente alla tradizione religiosa romana di rigenerare il tempo sacro, di avviare l'anno nuovo che inizia per l'appunto con Ianuarius (gennaio), il mese del dio dell'inizio: Giano.

Ma Saturno non è solo il dio della rigenerazione, a lui non si fa riferimento solo per il periodo aureo dell'abbondanza, Saturno è il dio che ha insegnato agli uomini la tecnica dell'agricoltura e con essa la civiltà, da qui una possibile lettura dell'accensione dei ceri durante i suoi riti, celebrati in occasione anche dell'apertura dei granai e della conseguente distribuzione del farro alla cittadinanza.

Significativo è il fatto che uno degli appellativi di Saturno fosse Stercutus (anche Stercutius, Sterculius, Sterces) ovvero la divinità del concime questo inteso anche come fertilità, ricchezzaMacrobio, Saturnalia, I, 7, 25.Brelich, p. 125, nota come tutt'oggi in Europa sopravvivano delle superstizioni che legano gli escrementi alla ricchezza e alla fortuna..

Il nome di Saturno è stato volentieri accostato, da antichi e moderniPer gli antichi: Festo, 432 Lindsay, 202; Varrone, De lingua latina, V, 64, lo intende diversamente: «Per cui, poiché il Cielo è la fonte della vita, Saturno fu chiamato così da satus (semina), e poiché la causa della vita è nel fuoco del cielo, nel periodo dei Saturnali si offrono delle candele di cera ai propri padroni.»; Macrobio, I, 10, 20 "dalla semina che trae origine dal cielo". Per i moderni:: Preller, Wissowa, Fowler, Thulin/ 122, per la sua etimologia alla seminaSaturnus da sator ("colui che semina"). ma questa etimologia è del tutto indimostrabilePer una breve disamina cfr. Brelich, pp. 122 e sgg..

Saturno, in qualità di rex è considerato anche il fondatore di una comunità situata sul Mons Saturnus prima che questi venisse indicato come CapitoliumFesto, 430 Lindsay, così anche Roma«a patre dicta meo quondam Saturnia Roma est» Ovidio, Fasti, VI, 31. come anche l'Italia«Saturnia Italia et mons qui nunc est Capitolium, Saturnus appellabatur», Festo l.c.; «Salve, magna parens frugum, Saturnia tellus, magna virum», Virgilio, Georgiche II, 173., fu indicata con il nome di Saturnia.

Quindi come Giano ha la sua sede sovrana sul Mons Ianiculus, Saturno possiede il Mons Saturnus, ovvero il successivamente denominato Capitolium (Campidoglio)«Hanc Ianus pater, hanc Saturnus conditit arcem:/ Ianiculum huic, illi fuerat Saturnia nomen.» Virgilio, Eneide, VIII, 357-358., questo dopo essere giunto esule, via mareMacrobio, Saturnalia, I,7, scacciato dal suo regno, vivendo nascosto in quella regione che per questo motivo volle chiamare Latium (Lazio)«composuit legesque dedit Latiumque vocari/maluit, his quoniam latuisset tutus in oris.» Virgilio, Eneide, VIII 322-323; anche Ovidio, Fasti I, 238: «Dicta quoque est Latium terra, latente deo»; ma l'etimologia è popolare, cfr. in tal senso Dario Sabbatucci, p. 437..

Il suo "esilio" ci porta al suo accostamento, e quindi alla sua identificazione, con il dio greco Crono, identificazione operata dagli antichisti romani già nel I secolo a.C.Sabbatucci, p. 434., per via, ad esempio, delle festività Saturnalia collegate alle Kronia di Atene, come ricorda il poeta romano Lucio Accio (II secolo a.C.) negli Annales riportato da Macrobio:

Eppure, ricorda lo studioso italiano Dario Sabbatucci dietro a questa identificazione si cela una differenza fondamentale tra il latino Saturno e il greco Crono:

Come alcune altre personalità divine ed eroiche delle fabulae romane, anche Saturno scompareMa a differenza di queste che dopo la scomparsa e la divinizzazione cambiano nome, come Enea che diviene il dio Indiges, Latino che diviene Latiaris (Iupiter Latiaris) e Romolo che diviene il dio Quirino, Saturno non muta il suo nome. (non comparuit):

Note

Bibliografia Dionigi di Alicarnasso, Le antichità romane. Macrobio, Saturnalia. Virgilio, Eneide. Ovidio, Fasti. Livio, Storie. Angelo Brelich, Tre variazioni romane sul tema delle origini. Roma, Editori Riuniti university press, 2010. Dario Sabbatucci, La religione di Roma antica. Milano, Seam, 1988. Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni. Torino, Boringhieri.

Voci correlate Crono Saturnia tellus Saturno (astronomia)

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