Michele prese il potere in Valacchia, con l'appoggio dell'Impero ottomano, al volgere del XVI secolo. Deciso a garantirsi l'indipendenza dalla Sublime porta, il voivoda si schierò al fianco di Rodolfo II d'Asburgo nella Lunga Guerra (1593-1606) che vide gli Asburgo tornare a contendere il dominio sui Balcani agli Ottomani. Nella Battaglia di Călugăreni (23 agosto 1595) fu proprio Michele ad infliggere una pesante sconfitta alle forze del sultano Murad III, fermando poi, con azioni di guerriglia dirette congiuntamente al condottiero transilvano István Bocskai, la dilagante avanzata ottomana sul fronte orientale della guerra. Il conflitto divenne però ben presto ristagnante, riaccendendosi solo nel 1598, anche a causa degli intrighi tra i potentati cristiani sapientemente giostrati dai turchi.

Nel 1599, il voivoda Michele si sbarazzò dei suoi pericolosi vicini, i Báthory sovrani di Transilvania, contesi tra gli Asburgo e la potente Confederazione polacco-lituana, nella Battaglia di Șelimbăr ed il 1º novembre entrò trionfalmente nella capitale transilvana di Alba Iulia, unificando formalmente le due Valacchie (Valacchia e Transilvania). Pochi mesi dopo conquistò Suceava, capitale della Moldavia, strappandola al voivoda Ieremia Movilă, alleato dei polacco-lituani e dei Bathory. Formalmente signore dei Principati Danubiani, Michele dovette ricorrere agli Asburgo per resistere alla rivolta congiunta dei boiari valacco-transilvani, fomentata dai polacco-lituani, che sconfisse nella Battaglia di Gurăslău (3 agosto 1601) grazie all'appoggio del condottiero italiano Giorgio Basta. Divenuto però ormai troppo potente per il sospettoso imperatore Rodolfo II, Michele venne fatto assassinare da alcuni suoi mercenari sul campo di battaglia presso la città di Turda il 9 agosto 1601. Mandante "fisico" dell'omicidio fu proprio il generale Basta.

Biografia Le origini e la scalata al potere

Michele nacque in data non precisata nella seconda metà degli anni '50 del XVI secolo. Si ipotizza oggi come anno effettivo il 1558 e come luogo di nascita la cittadina di Orașul de Floci. Figlio di Teodora Cantacuzino, si dichiarò illegittimo del voivoda Pătrașcu cel Bun, morto in circostanze poco chiare nel 1557.... Questa paternità, fondamentale per giustificare le pretese sul trono valacco, non venne mai confermata ma Michele viene comunque fatto rientrare nella stirpe dei Drăculești cui apparteneva Pătrașcu.

Le notizie relative ai primi anni di vita di Michele sono a dir poco scarse. La buona conoscenza delle lingue (turco, greco, etc.) dimostrata dal voivoda nei suoi anni maturi lascia quantomeno supporre una sua formazione presso gli ambienti della mercatura, solitamente frequentati dai Fanarioti come i Cantacuzini, stirpe cui certamente apparteneva la madre Teodora. Del tutto assenti invece dati che aiutino a comprendere l'indubbio valore dimostrato da Michele sul campo di battaglia.

Michele iniziò la sua scalata del potere all'epoca del voivoda Mihnea Turcitul (regno 1585-1591), svolgendo nell'ordine le mansioni di grande Stolnic, Postelnic, Grande Aga e, infine (1588), Ban di Mehedinți. Il successivo voivoda (1591), Ștefan I Surdul, confermò il potere ed i privilegi di Michele e quando questi venne rimosso dai turchi (luglio 1592), il nuovo principe, Alexandru cel Rău, nominò Michele Ban di Craiova, la più alta carica politico-militare del principato (1593). Già nel maggio del 1593 però, Alexandru iniziò a guardare con sospetto il capace Ban, signore della Valacchia Cesarea (Oltenia)Lo storico rumeno del XVIII secolo Radu Popescu riporta un curioso episodio secondo il quale il voivoda Alexandru, onde cautelarsi da una eventuale usurpazione da parte di Michele, lo avrebbe costretto a giurare davanti ai boiari di corte di non avere ascendenze nobili, con l'intento di vanificare in modo quanto meno formale ogni sua possibile mira sul trono. La semplice discendenza da un voivoda, anche in casi di paternità non riconosciuta o di status non nobile della madre, era infatti sufficiente per permettere ad un uomo di ambire ad entrare nella schiera dei Principi di Valacchia o di Moldavia.. Quando le tensioni tra il voivoda valacco e il bano Michele si acuirono, questi si portò in Transilvania, alla corte di Sigismondo Bathory, accompagnato da un seguito numeroso, tra cui spiccavano le figure del fratellastro di Michele, Radu Florescu, e Radu Buzescu, capo di un potente clan nobiliare della Valacchia occidentale, i Frații Buzești.

Rimasto per due settimane ospite di Báthory ad Alba Iulia, durante le quali aveva negoziato l'appoggio del transilvano contro il voivoda Alexandru, Michele si portò a Costantinopoli. Sfruttando i suoi appoggi presso la Sublime porta (lo zio bano Iane Cantacuzino e il cugino Andronico Cantacuzino, il patriarca Geremia II Tranos e l'ambasciatore del Regno d'Inghilterra Edward Burton) Michele entrò nelle grazie del vecchio sultano Murad III che lo nominò voivoda al posto di Alexandru cel Rău in settembre e gli riconobbe un prestito di 200.000 fiorini per finanziare la sua conquista del potere.. Forte dell'appoggio ottomano, Michele aprì ufficialmente il suo regno l'11 ottobre..

La lotta per il controllo della Valacchia

Michele tra Sigismondo Báthory ed i boiari valacchi Nel corso del 1594 il voivoda di Transilvania Sigismondo Báthory, appoggiato dai messi di papa Clemente VIII, convinse il voivoda di Moldavia Aron Tiranul e Michele a stringere un'alleanza anti-turca. Già alleato dell'imperatore Rodolfo II contro il sultano, Báthory intendeva sfruttare la guerra per estendere i suoi domini. I Principati danubiani vennero così invischiati nella Lunga Guerra che riaccese il conflitto ottomano-asburgico. Stretto da presso dalla minaccia turca, Michele accettò le profferte del voivoda transilvano: Báthory inviò 2.000 armati in Valacchia in supporto alle truppe di Michele ed il valacco accettò il sovra-regno (suzerain) transilvano sui suoi domini. Cogliendo il pretesto di alcune violenze compiute a Bucarest da una folla di creditori turchi, Michele dette ordine di annientare la guarnigione ottomana della città. ed attaccò nel contempo Giurgiu che però riuscì a resistere. Nel corso del mese di dicembre furono attaccate numerose piazzeforti turche lungo il Danubio (Brăila, Hârșova e Silistra), mentre le truppe moldave, guidate dal generale valacco Ștefan Răzvan, occupavano altre fortezze nella parte settentrionale della Dobruja.. Le truppe tatare alleate degli ottomani furono annientate a Serpătesti e, infine, il 25 gennaio 1595 le truppe ottomane furono sconfitte a Rustchuk. Michele aveva occupato Nicopoli, Ribnic ed il porto fortificato di Chilia, giungendo a meno di 25 km da Costantinopoli e guadagnando un importante sbocco sul Mar Nero.

La posizione di iniziale vantaggio guadagnata dai potentati cristiani sul fronte orientale della Lunga Guerra venne rapidamente compromessa dall'intrigo politico. Mentre Michele cercava di ottenere rinforzi dalla potente Confederazione polacco-lituana e negoziava un'alleanza diretta con l'imperatore Rodolfo II per respingere la prevista controffensiva ottomana (1595), in Moldavia il voivoda Aron fu destituito nel mese di aprile a seguito dell'accusa mossagli dal principe di Transilvania di aver ricercato un accordo con il nemico. (un'operazione coordinata dal cancelliere rumeno di Bathory, István Jósika). Sigismondo sostituì Aron con il generale Răzvan, incamerò il tesoro del voivoda moldavo e lo fece avvelenare. Signore di Transilvania e, de facto, di Moldavia, Sigismondo spostò la sua attenzione sulla Valacchia. Facendo pesare il suo accordo con Michele del 1593, Báthory convocò i boiari valacchi ad Alba Iulia, iniziando ad intavolare trattative ai danni del Drăculești. Il Trattato di Alba Iulia siglato dai boiari valacchi e da Sigismondo minò profondamente le basi di potere del voivoda Michele che si vide costretto ad accettare l'intromissione dei boiari firmatari nella gestione del potere, pagando lo scotto di questo tradimento per molti anni a venire. Onde garantirsi una più stabile base politica, Michele si legò sempre più strettamente al clan dei Frații Buzești (es. approvando una legge in cui legava gli schiavi alle terre di proprietà dei loro padroni).. e ai parenti materni, i Cantacuzini.. Il trattato ebbe anche risvolti religiosi, poiché pose l'intera chiesa ortodossa transilvana sotto l'egida del Metropolita di Târgoviște.

I successi di Michele contro i turchi

L'esercito ottomano si era radunato a Ruse (Bulgaria). Al comando diretto del Gran Visir Koca Sinan Pasha, le truppe del sultano si portarono in giugno sul Danubio. Il 14 agosto gli ottomani conquistarono la sponda cristiana del fiume a Rahova ed il 17 agosto occuparono Giurgiu. Michele, pur in forte svantaggio numerico, sconfisse i turchi nella Battaglia di Călugăreni il 23 agosto.. Sconfitto a Călugăreni, Sinan Pasha conquistò comunque Bucarest e Târgoviște... Michele si ritirò a Stoenești, mentre una feroce guerriglia dei contadini rumeni rendeva la vita difficile all'occupante turco. Alla fine di settembre, Michele venne raggiunto dal consigliere di Sigismondo, István Bocskai, a capo di un potente esercito (20.000, forse 40.000 uomini) composto tra gli altri anche da moldavi, tedeschi inviati dall'arciduca Massimiliano III d'Austria, cavalieri e artiglieri inviati da Silvio Piccolomini (fratello di Ottavio Piccolomini). Sinan Pasha preferì a questo punto ritirare l'armata turca dalla Valacchia. Una dopo l'altra, i cristiani rioccuparono Târgoviște, Bucarest e Giurgiu. In dicembre, a causa dell'intromissione polacca, Raznav perse la vita ed il trono di Moldavia. Il nuovo voivoda, Ieremia Movilă, negoziò la pace con Istanbul e chiuse la partecipazione moldava al conflitto.

All'aprirsi del 1596, Michele si trovò praticamente da solo a coordinare le operazioni anti-ottomane lungo il Danubio. I valacchi compirono diverse incursioni sulla costa turca del Danubio, a Vidin, Pleven, Nicopoli (il 21 luglio venne sconfitto il pascià ed eunuco Hafiz Mohammed) e Babadag, fomentando contemporaneamente la rivolta nelle popolazioni bulgare.. Baba Novac, comandante degli incursori hajduki di Michele, tornò ad oltrepassare il Danubio a capo di un'eterogenea armata di ribelli serbi e bulgari e sorprese i rifornimenti ottomani diretti in Ungheria. Apertosi positivamente per le truppe cristiane, l'anno si chiuse però malamente. I tartari assalirono la Valacchia, devastando Bucarest e Buzău, ritirandosi prima del contrattacco del voivoda Michele. Il 25 ottobre, nella Battaglia di Keresztes, le truppe di Sigismondo Bathory e degli Asburgo vennero pesantemente sconfitte dagli ottomani. A corto di uomini e di mezzi, Michele avviò una serrata campagna diplomatica sia con Istanbul che con i centri di potere degli Asburgo (i dissidi interni alla famiglia tra l'imperatore Rodolfo II e l'arciduca Massimiliano avevano reso Vienna un'arena di lotta politica importante quanto la stessa Praga).