Era cugino di Franco Delli Colli, anch'egli direttore della fotografia e suo assistente.

Biografia Nel 1937, l'anno del kolossal mussoliniano Scipione l'africano, il quattordicenne Tonino dopo aver abbandonato gli studi trovò lavoro a Cinecittà.

Alla domanda del funzionario su cosa preferisse fare, fonico o operatore di macchina, pur essendo completamente a digiuno di conoscenze tecniche scelse il secondo.Lorenzo Codelli, Tonino Delli Colli. Grande autore della fotografia, in Cinemazeronotizie, marzo 2017, p. 6 Fu così che nel 1938 Tonino Delli Colli esordì nel cinema, iniziando come assistente di Ubaldo Arata e Mario Albertelli. Nel 1943 fu direttore della fotografia in Finalmente sì (1943), diretto da László Kish, una commedia del filone dei "telefoni bianchi", cui seguì nel 1946 Il paese senza pace, diretto da Leo Menardi. Dopo queste esperienze tuttavia, a causa della sua giovane età, tornò a lavorare come operatore alla macchina per Ubaldo Arata e per Anchise Brizzi.

Grazie a Dino De Laurentiis fu nuovamente promosso a direttore della fotografia: il produttore lo considerava adatto a commedie, peplum, melodrammi musicali e film d'avventura, oltre ai film creati su misura per Totò; pertanto fu lui a occuparsi del primo film italiano a colori: Totò a colori di Mario Monicelli e Steno, del 1952. In questo film, Delli Colli sperimentò soluzioni di illuminazione insolite.

Successivamente fu coinvolto in produzioni via via più rilevanti della Scalera Film e Titanus, tra le quali Piccola posta di Steno (1955), Donatella di Mario Monicelli (1956) e la trilogia di Poveri ma belli di Dino Risi (1957-59), in cui poté esprimere tutta la sua perizia nell'uso del bianco e nero. Tornò al colore in due film d'avventura distribuiti nel 1961, Il ladro di Bagdad, di Arthur Lubin e Bruno Vailati, e Le meraviglie di Aladino di Mario Bava.

Nel 1961, il produttore Alfredo Bini lo ingaggiò per Accattone, il film d'esordio di Pier Paolo Pasolini. Delli Colli insegnò all'esordiente regista le differenze fra gli obiettivi da montare sulla macchina da presa e le basi essenziali della tecnica di ripresa.

Pasolini mostrò a Delli Colli due pellicole alle quali avrebbe voluto ispirarsi: Luci della ribalta di Chaplin e La passione di Giovanna d'Arco di Dreyer. Pasolini desiderava una fotografia che sottolineasse "l'arcaicità" delle borgate romane e Delli Colli si procurò pellicole Ferrania a grana grossa, sfruttandone espressivamente le imperfezioni causate dal fatto che i negativi erano scaduti; con un procedimento detto controtipo, in fase di stampa ne accentuò il già spiccato contrasto. Alcune sequenze furono girate con filtri arancione, che rendevano ancora più crudo l'effetto visivo.

Lo straordinario risultato ottenuto dal film, uno dei pochi a venire considerato un'opera d'arte (nonostante la regìa poco più che dilettantesca di un ancora acerbo Pasolini) diede lustro a Delli Colli, che divenne in pochi anni un direttore della fotografia di rinomanza internazionale e guadagnò la stima anche di altri registi italiani dell'epoca, come Ugo Gregoretti, Mario Missiroli, Valerio Zurlini, Nelo Risi, Marco Bellocchio e Giuseppe Patroni Griffi.

La collaborazione con Pasolini continuò quasi per l'intera produzione del regista.

Nel 1966 avvenne l'incontro con Sergio Leone, per il quale curò la fotografia di Il buono, il brutto, il cattivo, applicando al colore un uso delle luci già sperimentato nel bianco e nero, e successivamente di C'era una volta il West (1968) e C'era una volta in America (1984).

Negli esterni di C'era una volta il West ripropose, anche se in forma diversa rispetto al trascorso pasoliniano, l'utilizzo privilegiato del controluce, strumento importantissimo nel coinvolgimento dello spettatore.

Negli anni seguenti l'abilità di Tonino Delli Colli nell'uso del colore viene sfruttata ancora, oltre che nella Trilogia della vita di Pasolini, in Cognome e nome: Lacombe Lucien (Lacombe Lucien, 1974) di Louis Malle - per il quale aveva già lavorato nell'episodio William Wilson del film collettivo Tre passi nel delirio del 1968.

Nei decenni successivi lo troviamo ancora all'opera in titoli come Casotto (1977) di Sergio Citti; Pasqualino Settebellezze (1975) di Lina Wertmüller; nel film di Marco Ferreri Il futuro è donna (1984); nel film di Jean-Jacques Annaud Il nome della rosa (Der Name der Rose, 1986), tratto dall'omonimo romanzo di Umberto Eco; Luna di fiele (Bitter Moon, 1992) e La morte e la fanciulla (Death and the maiden, 1994) di Roman Polański; Marianna Ucrìa (1997) di Roberto Faenza; La vita è bella (1997) di Roberto Benigni.

Senza dimenticare che dopo il "divorzio" di Federico Fellini da Giuseppe Rotunno, diventerà collaboratore fisso del maestro riminese, firmando la fotografia dei suoi ultimi tre film.

Tra gli altri registi con cui ha lavorato, vanno inoltre ricordati i nomi di Roberto Rossellini, Jean Delannoy, Luis García Berlanga, Renato Castellani, Alessandro Blasetti, Jean-Luc Godard, Salvatore Samperi, Yves Boisset e Alberto Lattuada.

È stato attivo anche in televisione per la quale ha curato fra l'altro la fotografia dello sceneggiato televisivo del 1965 Resurrezione.

Nel 2017, il figlio Stefano Delli Colli ha pubblicato il volume Tonino Delli Colli, mio padre: Tra cinema e ricordi (prefazione di Vittorio Storaro) in cui vengono raccolte testimonianze e dichiarazioni di numerosi personaggi, evocando i 135 titoli della filmografia, da Finalmente sì del 1943 a La vita è bella del 1997.

Filmografia parziale

Cinema Il paese senza pace, regia di Leo Menardi (1943) Finalmente sì, regia di László Kish (1944) Trepidazione, regia di Toni Frenguelli (1946) Felicità perduta, regia di Filippo Walter Ratti (1946) O sole mio, regia di Giacomo Gentilomo (1946) Voragine (Nada), regia di Edgar Neville (1947) L'isola di Montecristo, regia di Mario Sequi (1948) La città dolente, regia di Mario Bonnard (1948) La strada buia, regia di Sidney Salkow (1950) Nerone e Messalina, regia di Primo Zeglio (1949) La mano della morta, regia di Carlo Campogalliani (1949) Al diavolo la celebrità, regia di Mario Monicelli e Steno (1949) Il voto, regia di Mario Bonnard (1950) Alina, regia di Giorgio Pàstina (1950) Io sono il Capataz, regia di Giorgio Simonelli (1951) Totò terzo uomo, regia di Mario Mattoli (1951) Il padrone del vapore, regia di Mario Mattoli (1951) Milano miliardaria, regia di Marcello Marchesi e Vittorio Metz (1951) Accidenti alle tasse!!, regia di Mario Mattoli (1951) Era lui, si, si!, regia di Marino Girolami e Marcello Marchesi (1951) Gli 11 moschettieri, regia di Ennio De Concini e Fausto Saraceni (1952) I tre corsari, regia di Mario Soldati (1952) Totò e le donne, regia di Mario Monicelli e Steno (1952) Totò a colori, regia di Steno (1952) Jolanda la figlia del corsaro nero, regia di Mario Soldati (1953) Gioventù alla sbarra, regia di Ferruccio Cerio (1952) Ti ho sempre amato!, regia di Mario Costa (1953) Nerone e Messalina, regia di Primo Zeglio (1953) Il sacco di Roma, regia di Ferruccio Cerio (1953) Amori di mezzo secolo, regia di Mario Chiari, Pietro Germi, Glauco Pellegrini, Antonio Pietrangeli, Roberto Rossellini (1954) Tradita, regia di Mario Bonnard (1954) Donatella, regia di Mario Monicelli (1956) Una voce, una chitarra, un po' di luna, regia di Giacomo Gentilomo (1956) Femmine tre volte, regia di Steno (1957) Poveri ma belli, regia di Dino Risi (1957) Belle ma povere, regia di Dino Risi (1957) Poveri milionari, regia di Dino Risi (1958) Marinai, donne e guai, regia di Giorgio Simonelli (1958) L'amico del giaguaro di Giuseppe Bennati (1958) Il mondo di notte, regia di Luigi Vanzi (1959) Morgan il pirata, regia di André De Toth e Primo Zeglio (1960) Accattone, regia di Pier Paolo Pasolini (1961) Mamma Roma, regia di Pier Paolo Pasolini (1962) Ro.Go.Pa.G., episodio La ricotta, regia di Pier Paolo Pasolini (1962) I nuovi angeli, regia di Ugo Gregoretti (1962) La bella di Lodi, regia di Mario Missiroli (1963) La ballata del boia, regia di Luis García Berlanga (1963) Il Vangelo secondo Matteo, regia di Pier Paolo Pasolini (1964) Comizi d'amore, regia di Pier Paolo Pasolini (1964) Racconti a due piazze (Lit à deux places) (1965) Uccellacci e uccellini, regia di Pier Paolo Pasolini (1966) Andremo in città, regia di Nelo Risi (1966) Il buono, il brutto, il cattivo, regia di Sergio Leone (1966) Tiro a segno per uccidere (Das Geheimnis der gelben Mönche), regia di Manfred R. Köhler (1966) Capriccio all'italiana, episodio Che cosa sono le nuvole?, regia di Pier Paolo Pasolini (1967) La Cina è vicina, regia di Marco Bellocchio (1967) C'era una volta il West, regia di Sergio Leone (1968) Porcile, regia di Pier Paolo Pasolini (1969) (primo episodio) Metti, una sera a cena, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1969) Il Decameron, regia di Pier Paolo Pasolini (1971) Rapporto a tre (Cometogether), regia di Saul Swimmer (1971) I racconti di Canterbury, regia di Pier Paolo Pasolini (1972) Los amigos, regia di Paolo Cavara (1972) Storie scellerate, regia di Sergio Citti (1974) Pasqualino Settebellezze, regia di Lina Wertmüller (1975) Salò o le 120 giornate di Sodoma, regia di Pier Paolo Pasolini (1975) Caro Michele, regia di Mario Monicelli (1976) Anima persa, regia di Dino Risi (1977) Viaggio con Anita, regia di Mario Monicelli (1978) Primo amore, regia di Dino Risi (1978) Temporale Rosy (Rosy Bourrasque), regia di Mario Monicelli (1979) Caro papà, regia di Dino Risi (1979) Sono fotogenico, regia di Dino Risi (1980) Storie di ordinaria follia, regia di Marco Ferreri (1981) Il futuro è donna, regia di Marco Ferreri (1984) C'era una volta in America, regia di Sergio Leone (1984) Ginger e Fred, regia di Federico Fellini (1986) Il nome della rosa, regia di Jean-Jacques Annaud (1986) Intervista, regia di Federico Fellini (1987) Stradivari, regia di Giacomo Battiato (1988) La voce della Luna, regia di Federico Fellini (1990) L'africana, regia di Margarethe Von Trotta (1990) La domenica specialmente, regia di Giuseppe Bertolucci (1991) Luna di fiele (Bitter Moon), regia di Roman Polanski (1992) La morte e la fanciulla (Death and the Maiden), regia di Roman Polanski (1994) Facciamo paradiso, regia di Mario Monicelli (1995) Marianna Ucrìa, regia di Roberto Faenza (1997) La vita è bella, regia di Roberto Benigni (1997)

Televisione Resurrezione, regia di Franco Enriquez (1965) - miniserie TV Notti e nebbie, regia di Marco Tullio Giordana (1984) - miniserie TV

Riconoscimenti

American Society of Cinematographers 2005 - Premio speciale alla carriera

BAFTA 1985 - candidatura alla Migliore fotografia per C'era una volta in America

Ciak d'oro 1986 - Candidatura alla migliore fotografia per Ginger e Fred 1990 - Migliore fotografia per La voce della Luna 1992 - Candidatura alla migliore fotografia per Una storia semplice

David di Donatello 1981 - Candidatura al migliore autore della fotografia per Camera d'albergo 1982 - Migliore autore della fotografia per Storie di ordinaria follia 1986 - Candidatura al migliore autore della fotografia per Ginger e Fred 1987 - Migliore autore della fotografia per Il nome della rosa 1988 - Candidatura al migliore autore della fotografia per Intervista 1990 - Candidatura al migliore autore della fotografia per La voce della Luna 1997 - Migliore autore della fotografia per Marianna Ucrìa 1998 - Migliore autore della fotografia per La vita è bella

Nastro d'argento 1961 - Candidatura alla migliore fotografia a colori per Il mondo di notte 1965 - Migliore fotografia in bianco e nero per Il Vangelo secondo Matteo 1968 - Migliore fotografia in bianco e nero per La Cina è vicina 1972 - Candidatura alla migliore fotografia per Il Decameron 1982 - Migliore fotografia per Storie di ordinaria follia 1985 - Migliore fotografia per C'era una volta in America 1986 - Candidatura alla migliore fotografia per Ginger e Fred