Mentoulles è una frazione del comune di Fenestrelle nella città metropolitana di Torino, situata a 1.050 metri s.l.m., già comune a sé stante fino al 1º gennaio 1928.

Geografia L'abitato di Mentoulles è ubicato in Val Chisone a circa all'indritto della valle (il versante esposto al sole)dal latino DIRECTUS ‘esposto a mezzogiorno’. Terreno a solatìo. - Toponomys Chambradoc. Immediatamente al di sopra vi è la borgata di Villecloze (). Più a monte sorge la borgata di Fondufaux () e salendo ancora le piccole borgate di La Latta () e Larà (). Di fronte, sul lato opposto della valle (all'inverso) vi è la borgata di Granges. Sempre nell'inverso e a qualche chilometro a ovest verso Fenestrelle, si trova la frazione di Chambons, che faceva parte del disciolto comune di Mentoulles. L'origine del nome é controversa, nella credenza popolare appare legata a antiche coltivazioni di menta di cui peraltro oggi non esistono tracce, mentre interpretazioni legate allo studio di lingue pre-celiche e liguri avvalorerebbero la derivazione dal tema "ment-t" o "ment" significante "roccia" che potrebbe riferirsi alle formazioni sovrastanti l'abitato (nei pressi della borgata Villecloze) e a valle: il dirupo denominato "La Rocche d'Ebourn" (la roccia del maggiociondolo).

Storia Medioevo

Le prime attestazioni di Mentoulles risalgono alla metà dell'XI secolo. In quel periodo il territorio della Val Chisone apparteneva alla Marca di Torino, governata dalla dinastia Arduinica. Nel 1064 la marchesa Adelaide di Torino e la sorella fecero una cospicua donazione al nuovo monastero benedettino di Santa Maria di Pinerolo, fra cui una serie di beni nell'alta valle: nel documento di donazione è riportato per la prima volta il toponimo di Mentole e di altri paesi della valle.P. Pazé, Chiesa cattolica, movimento valdese e inquisitori nella Val Chisone del 1300, in Vicende religiose dell'alta Val Chisone, a cura di R. Genre, Associazione culturale La Valaddo, Villaretto, Roure, 2001

Dal punto di vista religioso, la valle faceva parte del vasto territorio della diocesi di Torino. La fondazione della Chiesa di Mentoulles è fatta risalire al 1078 per opera di Adelaide.P. Caffaro, Notizie e documenti della Chiesa Pinerolese, Vol. I, Attilio Zanetti Tipografo-Editore, Pinerolo, 1893, pag. 418 Intorno al 1042 fu istituita la prevostura dei canonici regolari di San Lorenzo di OulxL. Gatto Monticone, Susa - Il Priorato di Santa Maria organizzazione signorile e gestione del patrimonio fondiario (sec XIII), in Segusium, Società di ricerche e studi valsusini, Susa, Luglio 1990 - anno XXVII - n. 29, pag. 30 a cui nella seconda metà dell'XI secolo furono affidate le parrocchie dell'alta Val Chisone. L'inquadramento ecclesiastico ricevette forma in due atti. Il primo è la conferma che il papa Urbano II il 20 marzo 1095 rilasciò alla prevostura di San Lorenzo del possesso di molte chiese fra cui quelle poste nelle valli del Chisone e della Dora Riparia. Tre anni dopo, il 21 settembre 1098, una bolla di Guiberto vescovo di Torino confermò il possesso alla prevostura delle chiese di Pragelato, Usseaux, Fenestrelle e Mentoulles (ecclesiam de Mentulis), elencate per la prima volta specificamente, con le loro proprietà e decime.

Nel XII secolo intervenne un mutamento politico destinato a modificare profondamente la storia della valle. I Conti di Albon, da cui prese origine la casata del Delfinato, erano i signori del Brianzonese e già nella seconda metà dell'XI secolo possedevano dei beni al di qua del Colle del Monginevro a Cesana. Dopo la morte di Adelaide nel 1091, la marca torinese si disgregò e i Delfini estesero progressivamente la loro influenza al di qua delle Alpi, ponendosi come protettori della prevostura di Oulx per mezzo di donazioni e quindi come signori dei territori ove la prevostura aveva le sue chiese, ossia nelle alti valli della Dora e del Chisone. Alla fine del XII secolo la penetrazione politica dei Delfini in alta Val Chisone era ormai completa.P. Pazé, Castel del Bosco terra di confine, in AA.VV., Un paese di confine - ROURE - La sua lingua e la sua storia, LAReditore, Perosa Argentina, 2009 Si ruppe in questo modo l'unità politica-amministrativa della Val Chisone e anche Mentoulles divenne territorio del Delfinato, situazione che permase per diversi secoli fino al 1713.

Nel Duecento Mentoulles assume un ruolo preminente fra le comunità dell'alta Val Chisone.

In campo ecclesiastico all'inizio del 1200, procedendo a una riorganizzazione delle chiese dipendenti, la prevostura di San Lorenzo d'Oulx eresse la chiesa di Mentoulles in priorato (intitolato a S. Giusto di Novalesa), a cui vennero soggette le altre tre chiese dell'alta Val Chisone. Il priorato di Mentoulles, che obbediva direttamente alla prevostura, era retto da un priore con la residenza di un piccolo gruppo di monaci.Le carte della Prevostura di Oulx raccolte e riordinate cronologicamente, a cura di G. COLLINO, Pinerolo 1908, pag. 282) Un documento del 1228 ci tramanda il nominativo del primo priore, Guigo.P. Caffaro, Notizie e documenti della Chiesa Pinerolese, Vol. I, Attilio Zanetti Tipografo-Editore, Pinerolo, 1893, pag. 230 Tale presenza monacale durò probabilmente meno di un secolo, e dopo l'allontanamento di essi, la chiesa di Mentoulles continuava a essere affidata a un «priore», cioè a un religioso di Oulx che ne era titolare, ma si perdeva ogni traccia di forme di vita religiosa di tipo abbaziale.B. Pazé Beda, P. Pazé, Riforma e Cattolicesimo in val Pragelato: 1855-1685, Editrice Alzani Pinerolo, 1975

Sotto l'aspetto politico-amministrativo, dopo il 1260 fu intrapresa da parte del delfino Guigo VII la costruzione del castello di Mentoulles, che divenne quindi la sede della castellania della Val Chisone. Il castello sorse sulla sommità della rupe sovrastante il villaggio, in posizione agevolmente difendibile, con due lati a picco o ripidissimi verso il rio di Mentoulles a costituire una difesa naturale.

Seconda metà del 1500: guerre di religione in Francia e del Marchesato di Saluzzo

Nella seconda metà del Cinquecento la Francia fu attraversata da un periodo di guerre civili di origine religiosa: fra il 1562 e il 1598 si svolsero otto guerre fra i sostenitori del cattolicesimo e della riforma protestante. Anche il Delfinato fu coinvolto e le valli degli Escarton furono teatro di scontro: da un lato l'escarton di Pragelato valdese si contrappose agli escarton di Oulx e di Briançon cattolici. Qui a capo delle forze cattoliche fu il capitano La Cazette. Nelle nostre valli gli scontri si svolsero prevalentemente nell'alta Val Dora, dove i Riformati portarono più volte i loro attacchi, e in Val Chisone solo nel territorio di Pragelato. Le lotte nel Delfinato alla fine videro il prevalere del partito protestante, capeggiato dal Duca di Lesdiguières, che nel 1590 farà uccidere il capitano La Cazette a Oulx, sospettato di tramare con il cattolico Carlo Emanuele I di Savoia, il quale era intenzionato ad approfittare delle dispute interne al Regno di Francia per estendere i propri domini territoriali.

Quest'ultimo infatti nel 1588 aveva occupato il Marchesato di Saluzzo, che nel 1548 era passato sotto il controllo della corona francese dopo l'estinzione del casato locale, con il pretesto di voler impedire il diffondersi del protestantesimo in Piemonte per opera del Lesdiguières. Aveva inoltre cercato di occupare Ginevra. A partire dal 1590, dopo l'uccisione di La Cazette e la sottomissione dell'Escarton di Oulx e di Briançon a Lesdiguières, i combattimenti coinvolgono anche la Val Chisone e la Val di Susa. Per contrastare eventuali attacchi sabaudi su per la Val Chisone, vengono erette le cosiddette Barricate della Balma, nella comunità di Roure. Gli assalti sabaudi lungo questa direttrice vengono portati nel 1590, 1595 e 1597, con attacchi a tenaglia che prevedevano contemporaneamente l'assalto di truppe attraverso i colli di collegamento con le valli limitrofe controllate dai Savoia (di volta in volta i colli delle Finestre, della Roussa, del Pis e dell'Albergian). Nell'assalto di fine agosto 1597, le truppe che agiscono sul fondovalle riescono a sfondare le barricate e invece di fermarsi sul posto fortificandosi per aspettare le altre colonne provenienti dai colli, proseguono andando a trincerarsi sopra Mentoulles, a Villecloze e fra i resti del suo castello, ormai abbandonato e in rovina. Il contrattacco dei valligiani è però estremamente vigoroso e nonostante la buona difesa le truppe sabaude, non soccorse dalle truppe che dovevano scendere dal colle della Roussa, sono costrette a ritirarsi, lasciando sul terreno un buon numero di perdite e di prigionieri. La guerra per il Marchesato di Saluzzo trovò poi soluzione con il trattato di Lione del 1601.E. Peyronel, Roure 1555-1601, da terra di confine a terra di frontiera, in AA.VV., Un paese di confine - ROURE - La sua lingua e la sua storia, LAReditore, Perosa Argentina, 2009

1600

Dal 1642 al 1669 fu la sede delle assemblee annuali dell'Escarton du Val Pragella o Cluson, composto dalla comunità di Pragelato, Usseaux, Fenestrelle, Mentoulles, Roure e Meano.B. Usseglio, Notizie storiche dell’alta Val Chisone, 2010 Ed. Parco Naturale della Val Troncea, Quaderni del Parco – 8

Dalla revoca dell'Editto di Nantes al trattato di Utrecht (1685-1713)

A cavallo fra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, in meno di 30 anni si consumarono avvenimenti di portata europea, la revoca ufficiale della tolleranza religiosa in Francia e due guerre, che cambieranno per sempre le sorti della Val Chisone più in generale e di Mentoulles in particolare.

Il 18 ottobre 1685 Luigi XIV di Francia emise l'Editto di Fontainebleau con il quale revocò l'Editto di Nantes di Enrico IV, che aveva confermato ai protestanti la libertà di culto e aveva concesso loro diritti politici, militari e territoriali. A seguito dei provvedimenti restrittivi introdotti contro i Valdesi, fra la fine del 1685 e l'estate del 1687 più di abitanti (un terzo della popolazione) fu indotto a lasciare le comunità della Val Pragelato per emigrare verso Ginevra e i cantoni protestanti svizzeri. Mentoulles fu abbandonata da 488 abitanti, quasi la metà della popolazione.

Nel 1688 scoppia la guerra della Lega di Augusta, combattuta dalla Francia contro una coalizione degli altri Stati europei. Inizialmente Vittorio Amedeo II si mantiene neutrale, poi il 4 giugno 1690 firma a Torino il trattato di alleanza con l'imperatore d'Austria Leopoldo II contro la Francia e la Val Pragelato diventa per parecchi anni zona di guerra, anche se non di prima linea: da un lato una vera e propria occupazione da parte delle truppe francesi e dall'altra un'infinita serie di azioni militari, di scorrerie, di colpi di mano da parte delle truppe sabaude e alleate, in particolare valdesi.

Nel luglio 1693 Vittorio Amedeo II e i suoi alleati conducono un attacco lungo la Val Pragelato, ma vengono bloccati all'altezza di Fenestrelle, e ritirandosi fanno terra bruciata, incendiando e demolendo i villaggi attraversati, da Chambons e Mentoulles a Meano. Di conseguenza da questi paesi la popolazione fugge verso le vicine valli Germanasca e val Pellice.E. Peyronel, La Val Pragelato dalla revoca dell'editto di Nantes alla fine della dominazione francese (1685-1708), in AA.VV., a cura di R. Genre, Ricattolicizzazione dell'alta Val Chisone ed emigrazione per causa di religione (1685-1748), Associazione culturale La Valaddo, Villaretto, Roure, 2007 A fine di agosto-inizio settembre inoltre, oltre abitanti della Val Chisone che erano rimasti nelle loro comunità e si erano convertiti solo formalmente, approfittando dello stato di guerra vennero a stabilirsi nelle valli valdesi del Piemonte su invito del duca e ritornarono apertamente alla religione riformata.

Per Mentoulles significò l'abbandono pressoché totale, come testimoniato dai documenti amministrativi dell'epoca.