Le proteste in Kazakistan del 2022 sono iniziate il 2 gennaio sia nella principale metropoli kazaka, Almaty, sia in tutto il paese asiatico a causa dell'aumento dei prezzi sul consumo del gas energetico, degli alimentari e della benzina per il trasporto. Un gruppo di cittadini kazaki ha attaccato dei palazzi del governo. Secondo le fonti sono morte circa 26 persone, e ci sono stati numerosi arresti.
Il governo del primo ministro Asqar Mamın, su ordine del presidente Qasym-Jomart Toqaev, si dimette. L'OTSC, su richiesta del governo kazako, interviene con una forza di peacekeeping
Le proteste Cause Le cause sono diverse: l'aumento dei prezzi delle risorse come il metano e il cibo, un autoritarismo da parte del governo e la corruzione di esso, una crisi economica in tutto il paese e una brutalità poliziesca, accompagnata anche da una violazione dei diritti umani da parte delle forze dell'ordine. L'insieme di queste cause ha portato ad un clima di tensione che poi è sfociato in proteste più o meno violente.
Proteste Le proteste sono cominciate il 2 gennaio 2022 e sono tuttora in corso, anche se in maniera meno intensa. La protesta, inizialmente pacifica, è diventata sempre più violenta, con i manifestanti che hanno preso d'assalto i palazzi governativi, le stazioni di polizia e l'aeroporto.
La risposta delle forze dell'ordine In un primo momento le forze di polizia, non preparate ad una manifestazione di queste dimensioni, si sono trovate in difficoltà, con i manifestanti che guadagnavano terreno. Successivamente però, anche grazie all'intervento dei peacekeeper dell'OTSC, provenienti soprattutto dalla Russia, le forze dell'ordine sono riuscite a stabilizzare la situazione.
Aiuti esteri In conformità agli accordi dell'OTSC, il presidente kazako ha richiesto il 6 gennaio all'organizzazione l'invio di una forza di peacekeeping. La missione è guidata dall'Armenia e vede la partecipazione della Rapid Response Force dell'organizzazione, con i contingenti di Russia (circa 3000 soldati, il contingente militare più consistente), Bielorussia e Kyrgyzstan per aiutare il governo kazako nella messa in sicurezza di aree chiave del paese.
Conseguenze Per tranquillizzare la popolazione e riuscire a sedare la rivolta, il presidente kazako ha deciso di abbassare il prezzo del metano. Inoltre si sono dimessi il primo ministro Mamın e il presidente del consiglio di sicurezza Nazarbaev.
Reazioni internazionali : "I diritti e la sicurezza dei civili devono essere garantiti", l'ha scritto tramite il tweet l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell. : il portavoce della Casa Bianca Jen Psaki: "Gli Stati Uniti stanno seguendo la situazione e supportano gli inviti alla pace e alle manifestazioni non violente". : Il Segretario del Partito Comunista cinese, Xi Jinping, ha criticato le proteste in Kazakistan definendole una "rivoluzione colorata" e condannando le "forze intente a minare il rapporto tra Cina e Kazakistan e ad interferire nella cooperazione tra le due nazioni". : il presidente di turno del Consiglio turco Recep Tayyip Erdoğan ha comunicato telefonicamente l'augurio per la fine della crisi e per la ripresa dei lavori dell'Organizzazione degli Stati Turchi. Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE): il presidente in esercizio dell'OSCE Zbigniew Rau ha chiesto un ritorno pacifico all'ordine e il rispetto per i processi democratici, auspicando che vengano protetti diritti e libertà, incluse le libertà di assemblea e di espressione.
Galleria d'immagini
Note
Voci correlate Operazione OTSC in Kazakistan
Altri progetti
Categoria:Proteste in Asia Categoria:Eventi del 2022 Categoria:Storia del Kazakistan