Specialista del salto ostacoli, fu tra i maggiori protagonisti della scena equestre internazionale del dopoguerra con i fratelli Piero e Raimondo D'Inzeo.
Biografia Conosciuto come "Il Cavaliere" per antonomasia, di famiglia modesta, muove i primi passi a Roma, presso la Società Ippica Romana, dove il padre si era trasferito per lavorare come istruttore.
Fin da bambino venne impiegato per i lavori di scuderia più umili, montando cavalli problematici da recuperare. Questo non impedì che il suo talento venisse notato dall'allora istruttore della Farnesina, il Colonnello Chiantìa; costui intuì le doti eccezionali di quel ragazzino che, non potendo permettersi cavalli di proprietà, doveva portare in gara i cavalli della scuola, con i quali iniziò a vincere le prime gare.
Le vittorie iniziarono a moltiplicarsi, tanto che la "società bene" romana iniziava a vedere di cattivo occhio questo ragazzino sconosciuto che con cavalli inferiori si "permetteva il lusso" di battere binomi ben più blasonati.
Ad ogni buon conto in quel periodo la squadra della Farnesina mieteva vittorie su vittorie; all'età di 15 anni Graziano Mancinelli era già leader fra gli under 18 europei (2 medaglie d'argento a squadre nel 1952 e nel 1953, oro a squadre nel 1954).
All'età di 17 anni abbandona la scuola della Farnesina e, dopo un periodo difficile, avviene l'incontro con Osvaldo Rivolta, milanese, grande commerciante e uomo di cavalli, che intravede con Mancinelli l'opportunità di valorizzare i suoi cavalli e quindi i suoi affari; offre a Mancinelli una sistemazione, un buon rapporto economico ma soprattutto cavalli qualitativi da montare. Il circolo ippico Vigentino iniziò a riempirsi dei trofei conquistati da Mancinelli, aumentavano i clienti che volevano montare sotto la direzione tecnica di Mancinelli e aumentavano gli acquirenti dei cavalli che egli portava alla vittoria.
Ormai, nel mondo equestre italiano il nome di Mancinelli si era inserito di prepotenza a fianco dei due mostri sacri della nostra equitazione, i fratelli Piero e Raimondo D'Inzeo.
Nel 1960 venne escluso dalla squadra che partecipò alle olimpiadi di Roma perché ritenuto un "professionista"
Nel 1962 Osvaldo Rivolta muore e i fratelli decidono di vendere il circolo ippico Vigentino; su iniziativa di Donna Beatrice Binelli, proprietaria di una tenuta a Castellazzo di Bollate, alcuni ex soci del Vigentino iniziarono a costruire un centro ippico, di cui Mancinelli divenne il direttore tecnico. Il "Castellazzo" rimarrà il suo quartier generale fino alla fine; tutt'oggi la struttura è operativa.
Ottiene il primo grande successo internazionale a Roma nel 1963, dove si aggiudica l'oro individuale ai Campionati Europei. La consacrazione definitiva arriva però agli inizi degli anni settanta: vince l'argento individuale ai Campionati del Mondo di La Baule cui fanno seguito nel 1972 l'oro individuale e il bronzo a squadre alle Olimpiadi del 1972 a Monaco.
Nel 1980 viene eletto Presidente del Comitato Regionale Lombardo della FISE, carica che verrà rinnovata per altri due mandati consecutivi.
Nel 1985 ebbe la soddisfazione di vincere a 48 anni, la Coppa delle Nazioni a Squadre con l'Italia a Piazza di Siena.
Nel 1989 è stato c.t. della Nazionale di Equitazione, portando la squadra italiana alla vittoria dei Giochi del Mediterraneo ad Atene nel 1991, e al bronzo individuale (G. Nuti).
È scomparso nel 1992 all'età di 55 anni.
Professionismo e Dilettantismo Come detto a Mancinelli non fu permesso di partecipare alle Olimpiadi di Roma 1960 in quanto ritenuto "professionista". L'assenza di Mancinelli iniziava però a farsi sentire in quanto risultava difficile riuscire a comporre una squadra che fosse assolutamente competitiva a livello internazionale. L'allora presidente della FISE, Gen. Tommaso Lequio di Assaba, riconoscendo l'indiscusso valore di Mancinelli e ritenendo la sua figura fondamentale all'interno della squadra, si adoperò molto per far iscrivere Mancinelli nel ruolo di dilettante, probabilmente aiutato anche da uno "stratagemma" di Rivolta che adottò Mancinelli, facendolo così portacolori della famiglia e liberandolo dal suffisso di professionista.
I Cavalli In uno sport come l'equitazione, dove il risultato agonistico è figlio del binomio cavallo/cavaliere, sarebbe ingrato non ricordare i "compagni d'avventura" di Mancinelli; è impossibile citare tutti i cavalli montati dal Cavaliere ma fra i tanti si ricordano: Ussaro - primo cavallo importante - sauro imponente e dal carattere difficile, che in tutta la sua vita obbedì solo Mancinelli Elke - grigia tedesca con la quale debuttò in Coppa delle Nazioni a Lucerna Mirtillo - sauro sardo - nel 1960 vince 42 Gran Premi su 44 disputati Rockette - grigia irlandese - con lei Mancinelli nel 1960 ottenne il titolo di Miglior Sportivo dell'Anno e nel 1963 vince il Campionato Europeo The Rock - grigio irlandese fratello di Rockette e a lei affiancato nell'Europeo del 1963 Fidux - baio tedesco - affidato a Mancinelli pochi giorni prima del Mondiale di La Baule del 1970 vince l'argento individuale Ambassador - grigio irlandese con il quale vince la Medaglia d'Oro Individuale di Monaco nel 1972
Palmarès Ai Campionati Italiani 1967 - Montelibretti - con Petter Patter - 1972 - Salice Terme - con The Lodger - 1974 - Sanremo - con Lydican - 1976 - Merano - con Lydican - 1977 - Punta Ala - con Ursus del Lasco - 1981 - Salice Terme - con St. Parnou
Quella del 1967 fu la prima edizione dei Campionati Italiani di Salto Ostacoli, in precedenza Mancinelli fu comunque primo nella Classifica dei Cavalieri - in base alle vittorie riportate nell'anno nei concorsi ippici - negli anni 1960-1961-1962-1963-1964-1965-1966-1967
Ai Campionati Europei Roma 1963 - Medaglia d'oro individuale - con Rockette
Ai Campionati del Mondo La Baule 1970 - Medaglia d'argento individuale - con Fidux
Alle Olimpiadi Tokyo 1964 - Medaglia di bronzo a squadre - con Rockette Monaco 1972 - Medaglia di bronzo a squadre - con Ambassador Monaco 1972 - Medaglia d'oro individuale - con Ambassador
Partecipazioni e Risultati Piazza di Siena - oltre 100 presenze Coppa delle Nazioni - 108 presenze - 30 vittorie Gran Premi - oltre 250 presenze - 11 vittorieil numero di vittorie nei gran premi, e successivamente riportati in tabella, è riferito unicamente ai concorsi ippici internazionali. In squadra nazionale - oltre 200 presenze
Coppa delle Nazioni Gran Premio anno 1958 Lucerna: 4° --- anno 1960 Nizza:1° Torino: 1° --- anno 1961 Roma: 1° Londra: 1° Madrid: 2° Aquisgrana: 2° Dublino: 2° Ginevra: 2° Madrid: 1° anno 1962 Nizza: 1° Roma: 1° Londra: 2° Dublino: 1° --- anno 1963 Nizza: 1° Roma: 3° Madrid: 2° Aquisgrana: 2° Londra: 3° Dublino: 4° Nizza: 1° Madrid: 1° anno 1964 Nizza: 2° Roma: 1° Aquisgrana: 1° Londra: 2° Nizza: 1° anno 1965 Nizza: 1° Roma: 1° Aquisgrana: 1° Londra: 1° Dublino: 5° Ginevra: 2° Ginevra: 1° anno 1966 Parigi: 5° Roma: 1° Lucerna: rit. Aquisgrana: 1° --- anno 1967 Nizza: 4° Roma: 5° Aquisgrana: 2° Londra: 2° Dublino: 3° Ginevra: 2° Berlino: 1° anno 1968 Roma: 1° Aquisgrana: 1° Londra: 4° Dublino: 5° Berlino: 1° anno 1969 Nizza: 3° Roma: 3° Aquisgrana: 4° Dublino: 3° Ginevra: 2° ---
Coppa delle Nazioni Gran Premio anno 1970 Roma: 3° Aquisgrana: 4° La Baule: 2° Dublino: 2° --- anno 1971 Roma: 4° Fontainebleau: 2° Aquisgrana: 5° Dublino: 3° Ginevra: 5° --- anno 1972 Madrid: 3° Roma: 1° Dublino: 3° Roma: 1° anno 1973 Nizza: 2° Roma: 2° Ginevra: 6° --- anno 1974 Roma: 1° Barcellona: 1° --- anno 1975 Roma: 1° Fontainebleau: 1° Barcellona: 1° Aquisgrana: 6° Madrid: 1° anno 1976 Roma: 1° Madrid: 1° Aquisgrana: 1° Dublino: 4° Parigi: 2° Madrid: 1° Vienna: 1° anno 1977 Roma: 1° Barcellona: 1° --- anno 1978 Nizza: 7° --- anno 1979 Roma: 5° Parigi: 7° --- anno 1980 Lucerna: 7° --- anno 1985 Roma: 1° ---
Onorificenze
Riconoscimenti Medaglia d'Oro al Valore Atletico nel 1973 Nel maggio 2015, una targa a lui dedicata fu inserita nella Walk of Fame dello sport italiano a Roma, riservata agli ex-atleti italiani che si sono distinti in campo internazionale.
Note
Bibliografia Paolo Manili - Graziano Mancinelli - La leggenda di un cavaliere - Ed. Cavallo Magazine
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Collegamenti esterni
Categoria:Vincitori di medaglia d'oro olimpica per l'Italia Categoria:Vincitori di medaglia di bronzo olimpica per l'Italia