Levasione fiscale, nell'ambito della scienza delle finanze, è un comportamento illegittimo con cui un cittadino o un'azienda mira a sottrarsi al prelievo tributario da parte di uno Stato. Questa violazione legislativa costituisce un fenomeno deleterio all'interno della politica fiscale attuata da un governo, che contribuisce a far perdere allo Stato una parte non trascurabile delle entrate. Da non confondere con l'elusione fiscale che persegue lo stesso fine, ma con strategie legali o non normate.
Descrizione Per fornire una misura quantitativa sull'entità del fenomeno dell'evasione fiscale, sia a livello individuale sia a livello collettivo, oltre a fornire direttamente il totale dei fondi evasi si può definire e calcolare l'indice o tasso di evasione definito come il rapporto tra fondi evasi e totale dei fondi dovuti allo Stato per tassazione. Altro indice macroeconomico è il rapporto tra fondi totali evasi e il PIL.
Esiste anche una variante molto più grave dell'evasione, la frode fiscale, che avviene con sofisticati meccanismi che creano un'apparenza di regolarità, al di sotto della quale si cela però l'evasione, rendendo così più difficoltosa l'opera di accertamento dell'amministrazione finanziaria. Tipico strumento di frode fiscale è l'inserimento in contabilità di fatture di acquisto false per ridurre l'imponibile fiscale. I redditi da evasione, frode fiscale rientrano nella cosiddetta economia sommersa.
L'evasione fiscale è punita con sanzioni pecuniarie e oltre una certa soglia di sottrazione di imponibile anche penalmente. La frode fiscale è invece punita molto più severamente della semplice evasione e sempre anche con sanzioni penali dato il suo livello di estrema pericolosità tale da poter compromettere gravemente l'efficienza dell'attività di accertamento tributario.
In Italia la "frode fiscale" direttamente collegata al reato di falso in bilancio è stata parzialmente depenalizzata tramite esclusioni, eccezioni e introduzione di franchige con una serie di provvedimenti del governo Berlusconi IV, ultimo dei quali il .
Tipologia Premessa importante: quando si intende trattare adeguatamente il tema evasione fiscale occorre definire accuratamente il perimetro di discussione: area geografica, periodo temporale, specifica imposta o tributo, presunto soggetto evasore, presento soggetto collusivo. Ad esempio: Lazio, 2014, IVA, autoriparatori, persone fisiche/consumatori (l'ultima precisazione è rilevante perché le ditte di autoriparazione hanno come clienti anche le imprese, gli enti pubblici, i lavoratori autonomi). Parlare, genericamente, di "evasione fiscale", senza entrare nel merito, può essere non solo approssimativo ma anche fuorviante.
L'evasione fiscale è attuabile mediante alcuni comportamenti svolti in situazioni molto diverse. Ad esempio:
effettuare operazioni di vendita/somministrazione o prestazione di servizi al cittadino/consumatore senza emissione di regolare fattura, ricevuta fiscale o scontrino fiscale (le cosiddette vendite "in nero"); effettuare operazioni di vendita/somministrazione o prestazione di servizi al cittadino/consumatore con emissione di documento fiscale ma per un importo parzialeSpesso, si sceglie di non operare una mancata emissione integrale ma di documentare solo un importo parziale. Questo ha il vantaggio di mantenere un minimo di contabilità tenendo nel contempo basso l'imponibile. Un classico esempio di esposizione parziale è quando il servizio o la fornitura ha un tetto massimo di deducibilità o detraibilità per il cliente (occorre il consenso attivo del pagatore). rispetto a quello effettivamente sostenuto (mentre nel caso precedente l'evasione è totale, non essendo emesso alcun documento); redigere false dichiarazioni dei redditi con conseguente mancata o infedele dichiarazione fiscale e successivo mancato versamento dell'imposta realmente dovuta; svolgere un'attività economica all'infuori di qualsiasi regolarizzazione: ad esempio, il "doppio lavoro in nero" da parte dei lavoratori dipendenti (pubblici o privati); pur nell'ambito di un rapporto di lavoro regolare, ricevere parte dello stipendio in forma non documentata (e quindi non gravante sull'imponibile) attraverso denaro contante (tipica forma di integrazione o ricompensa diffusa nella micro e piccola impresa); previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore dipendente, alterare la natura delle voci che compongono il cedolino paga, ad esempio alimentando false trasferte (che sono non imponibili) al fine di liquidare voci tassate (ad esempio gli straordinari o i premi); colludere con il cliente azienda o lavoratore autonomo per ridurre o evitare totalmente l'esposizione in fattura del dovuto oppure alterare la natura delle voci; girare documenti fiscali, pur emessi ma non nominativi (scontrini o ricevute), a soggetti che non sarebbero i reali destinatari in modo che questi ultimi possano contabilizzare costi (in modo da ridurre fraudolentemente l'imponibile); non pagare imposte o tributi per il godimento di servizi o non eseguire adempimenti obbligatori; ad esempio, in Italia: l'evasione del canone Rai, la mancata apposizione di marca da bollo, il non pagamento del bollo auto oppure la non sottoscrizione di polizza RCA, ecc.
In ambito puramente professionale ovvero quando i rapporti cliente-fornitore sono tra imprese o tra imprese e lavoratori autonomi (rapporti B2B), le classifiche configurazioni di evasione fiscale sono:
ricevimento di fatture per false prestazioni o false vendite da parte delle cosiddette "società cartiere", aperte al solo scopo di emettere carta ovvero generare fatture false. Queste società non presentano dichiarazioni di reddito né pagano l'IVA, sono intestate a prestanome e vengono chiuse appena se ne ha la convenienza o per evitare conseguenze penali. Il vantaggio è che chi riceve e registra in contabilità le false fatture, può abbassare l'imponibile; una variante della falsa fatturazione è quella in cui il fornitore non è una vera e propria società cartiera ma un'impresa reale che si presta a effettuare false cessioni o prestazioni; questa, però, per tipo di attività (settori nei quali i pagatori-come le persone fisiche o le piccole aziende-saldano in contante) o per comportamenti illeciti (sponsorizzazioni sovrastimate, false donazioni a società sportive o onlus, ecc.) ha parecchio contante: pertanto, può girare parte di questo contante al cliente (solitamente decurtato di una percentuale per coprire il rischio e avere un profitto) che, invece, non ne ha (precedentemente la fattura è stata regolarmente pagata). Questo procedimento ha la finalità di poter ricavare contante liquido quando, per settore di attività, non se ne avrebbe la possibilità; questa, in pratica, è una modalità per creare un fondo nero; medesimo meccanismo può avvenire tra imprese riconducibili a uno stesso socio; sottostimare, a fine esercizio, le rimanenze di magazzino o i lavori in corso di lavorazione (dichiarandone meno oppure svalutandoli) in modo da ridurre il reddito imponibileQuesto tipo di illecito fiscale, piuttosto diffuso, non richiede alcun rapporto tra soggetti, dato che è possibile agire internamente all'impresa.; sovrastimare gli importi documentati in modo che il cliente possa dedurre un maggior importo di costi o possa documentare spese in realtà inesistenti o falsamente gonfiate (cioè la sovrafatturazione che è un'altra variante di falsa fatturazione); sovrastimare, a fine esercizio, le rimanenze di magazzino o i lavori in corso di lavorazione in modo da migliorare la propria posizione di bilancio nei confronti di potenziali creditori (ad esempio banche), acquisitori di quote o clientiA rigori, questa operazione più che evasione fiscale, si configura come falso in bilancio.; a tale risultato si arriva anche con la sovrafatturazione (punto precedente).
Non è sempre pacifico, tra gli studiosi o per le sentenze, se l'esterovestizione è da considerarsi evasione tributaria o pratica elusiva o ambo, anche perché dipende da numerosi fattori (natura giuridica, dimensione e struttura di chi la attua) a cominciare dal diritto del sistema fiscale degli stati interessati.
Complicità nell'evasione L'evasione fiscale, anche se pubblicamente o ufficialmente condannata, è in realtà un fenomeno che spesso non è subito ma è accettato se non esplicitamente richiesto perché estremamente conveniente anche per il soggetto pagatore (impresa, consumatore o lavoratore a seconda dei casi). In altri casi è stato anche definita, da sociologi ed economisti, come una forma di ammortizzatore sociale, diffuso e normale nelle zone povere e depresse.
Evasione IVA. Riguardo al primo tipo di evasione elencato nella tipologia, ovvero la mancata emissione di fatture/ricevute/scontrini, occorre fare delle osservazioni. L'entità del fenomeno nel commercio, ovvero in tutti i casi in cui l'IVA è compresa nel prezzo di vendita o somministrazione e quindi il consumatore è "costretto" a ragionare in questi termini, è ridotta, praticamente assente nella GDO anche per motivi organizzativi interni (grandi aziende). Oltretutto in questo caso, il cittadino non ha alcuna convenienza a non farsi rilasciare lo scontrino, anzi ci rimette nel caso debba far valere la garanzia e dimostrare l'acquisto.
Invece, nel mondo dell'artigianato e dei liberi professionisti ove l'IVA è di fatto "non compresa" per prassi, l'entità dell'evasione è molto maggiore. Inoltre, in questi casi è anche il consumatore/utente che spesso non vuole il documento fiscale, dato che in questo modo non deve pagare l'IVA (a parte i casi in cui l'acquisto è professionale ma allora l'IVA la si scarica). Infatti, succede spesso che il fornitore pratichi uno sconto sul dovuto e, con il consenso del cliente, non emetta fattura/ricevuta (infatti, oltre a non dover versare l'IVA avrà anche un risparmio di imposte e contributi considerato che la prestazione in nero non impatta sull'imponibile del fornitore).
In alcuni casi (prestazioni mediche, ristrutturazioni edilizie, manutenzione degli impianti di riscaldamento, ecc.) l'entità di tale fenomeno è ridotta, rispetto agli altri settori, in quanto sono spese parzialmente deducibili o detraibili nella dichiarazione dei redditi oppure che devono essere dimostrate per obblighi di legge.
È anche vero che l'evasione fiscale gode di una certa collusione visto che il consumatore ha dei notevoli vantaggi economici a non pretendere la fattura. Infatti, in quelle nazioni ove storicamente vigono regole fiscali che permettono a tutti di risparmiare sulle imposte da pagare in ragione dei consumi e degli acquisti effettuati e documentati, l'evasione è fortemente ridotta: il cosiddetto contrasto di interessi. "Il pagamento in nero" è anche grandemente avvantaggiato dal fatto che in alcune nazioni, Italia in testa, c'è molta disponibilità di contante (non solo tra gli autonomi e le imprese ma anche tra i dipendenti perché molti di loro sono essi stessi pagati parzialmente in nero) nonché poca abitudine a usare la "plastica" per acquistare, specie i servizi.