Leconomia sommersa può essere definita come l'insieme di tutte le attività economiche che ufficialmente non contribuiscono al prodotto interno lordo osservato, ma che non sono registrate e dunque non regolarmente oggetto di imposta.
Generalità Rientrano nel calcolo dell'economia sommersa tutta una serie di attività produttive che pur essendo (di norma) legali sfuggono per svariati motivi alla conoscenza da parte della pubblica amministrazione preposta al controllo ai fini della tassazione.
Poiché la tassazione per uno Stato serve per alimentare la spesa pubblica e quindi erogare servizi pubblici i soggetti dell'economia sommersa si prefiggono di essere utenti senza partecipare ai costi.
Spesso i proventi non dichiarati dell'economia sommersa rientrano mascherati all'interno del sistema economico attraverso fenomeni tipici di riciclaggio di denaro.
Classificazione Tale modello economico può essere scomposto nelle seguenti categorie:
Domestica Informale Irregolare Criminale
La seguente tabella riassume in modo schematicoTabelle nach: Dominik Enste: Schattenwirtschaft und institutioneller Wandel. Mohr Siebeck, Tübingen, 2002, S. 11.
Economia sommersa in senso ampioEconomia di sussistenza (legale)Economia sommersa in senso stretto (illegale)SettoreDomesticaInformaleIrregolareCriminaleOccupazionelegalelegalelegale(Servizio-/Capacità)illegale(Reato)EsecuzionelegalelegaleillegaleillegaleEsempio/descrizioneLavoro comune AutosufficienzaEconomia informaleLavoro neroMercato nero
Ancora più specifica è la classificazione desumibile dalla revisione dei manuali di contabilità nazionale, operata congiuntamente dalle Nazioni Unite e dell'Eurostat rispettivamente con l'SNA 93, il SEC 95 e il SEC 2010 che distingue le varie componenti dell'economia non direttamente osservata in:
Sommerso economico: economia legale che sfugge al controllo e alle rilevazioni della pubblica amministrazione per motivi legati all'evasione fiscale e contributiva e alla mancata osservanza della normativa sul lavoro; Economia illegale o criminale: attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione e possesso sono proibite dalle norme penali (es. commercio di stupefacenti), ma anche attività di per sé legali, ma illegali se esercitate senza l'adeguata autorizzazione o competenza (es. contrabbando, traffico di armi, ecc.); Economia informale: attività legali svolte su piccola scala da unità produttive caratterizzate da bassi livelli organizzativi, rapporti di lavoro basati su relazioni familiari o personali e scarsa divisione dei fattori produttivi, capitale e lavoro (es. lavoro domestico e volontariato); Sommerso statistico: attività produttive legali non registrate per deficienze proprie del sistema di raccolta delle informazioni statistiche (es. mancato aggiornamento degli archivi delle imprese, ecc.); Carenza di prodotti: in tempi difficili (quasi sempre in tempo di guerra) lo Stato istituisce un tetto dei prezzi e, essendo gli stipendi abbassati per ovvi motivi, istituisce l'uso di carte annonarie, per mezzo delle quali in linea teorica il cittadino dovrebbe ricavare l'adeguato "rifornimento". Essendo tuttavia molto spesso questo metodo non completamente efficiente, chi ne avesse bisogno può comprare degli alimenti (coltivati o importati segretamente), pagandoli però più di quanto ritenuto opportuno in tempi migliori.
Dal punto di vista teorico tutte le componenti dell'economia non direttamente osservata dovrebbero essere incluse negli aggregati di contabilità nazionale.
Si può, inoltre, distinguere tra sommerso di lavoro, quando manca del tutto un formale rapporto di impiego oppure vi è una regolarità formale ma non sostanziale, e sommerso d'impresa quando è la stessa impresa ad essere sconosciuta ai soggetti istituzionali. D'altro canto, anche l'impresa può essere solo parzialmente sommersa se fa ricorso al mercato del lavoro irregolare o occulta parte del suo reddito (riducendo i ricavi o gonfiando i costi).
Conseguenze e impatto su economia e società La sotto-dichiarazione del valore aggiunto secondo Eurostat e Istat
La sotto-dichiarazione del valore aggiunto è connessa al deliberato occultamento di una parte del reddito da parte delle imprese, attraverso dichiarazioni volutamente errate del fatturato e/o dei costi alle autorità fiscali (con un analogo comportamento riscontrato nelle rilevazioni statistiche ufficiali).
Lo sviluppo di nuovi metodi e la possibilità di effettuare le stime su un insieme informativo molto più ricco ha consentito di superare molte di queste limitazioni. In particolare, dal lato delle fonti ha avuto un ruolo centrale il Frame-SBS che è una base di dati di tipo censuario sui conti economici delle imprese italiane attive che operano per il mercato, il cui insieme di informazioni è il risultato di una complessa procedura di integrazione di dati d’indagine ed amministrativi. La popolazione è stata estesa a tutte le imprese attive operanti sul mercato che occupano meno di 100 addetti e non rientrano in particolari condizioni di non trattabilità ed esclusione. Per tali unità produttive è stato definito uno schema di stratificazione basato su criteri di omogeneità economico-organizzativa, che ha consentito di definire modelli di stima diversificati, mantenendo più netta possibile la separazione fra la fase di identificazione e quella di correzione dei comportamenti fraudolenti da parte delle imprese. Infine, potendo effettuare le analisi a livello micro-economico, i risultati delle stime sono caratterizzati da un alto livello di affidabilità e robustezza anche per livelli di disaggregazione settoriale e territoriale molto fini.
Il valore aggiunto sommerso generato dall’impiego di lavoro irregolare secondo Eurostat e Istat
Il valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare rappresenta un’altra rilevante componente del sommerso economico. La procedura di misurazione si basa su due fasi distinte. Da un lato si determina l’input di lavoro irregolare, in termini di occupati, posizioni lavorative, unità di lavoro equivalenti a tempo pieno ed ore effettivamente lavorate. Dall’altra, si definisce il contributo in termini di valore aggiunto generato da ciascuna posizione lavorativa irregolare. La procedura è stata sviluppata in modo da assicurare l’additività della stima tra la componente generata dal lavoro irregolare e la componente di rivalutazione dell’utile dell’imprenditore regolare. Sulla base di ipotesi semplificatrici le due componenti sono state valutate separatamente, cercando di individuare la parte di reddito che l’imprenditore occulta per remunerare il lavoro irregolare impiegato nel processo produttivo. Differentemente da quanto accade per la componente di sotto-dichiarazione del sommerso economico, le informazioni disponibili nelle fonti non consentono di definire i profili d’impresa che utilizza il lavoro irregolare e la caratterizzazione degli input effettivamente impiegati nel processo produttivo. L’analisi è dunque effettuata per dominio e non a livello di unità produttiva, e i risultati non sono dunque riconducibili all’attività della singola unità.
Altre componenti del sommerso economico secondo Eurostat e Istat
La stima del sommerso economico viene completata con l’individuazione di altre componenti che, per la loro stessa natura, non possono essere valutate attraverso le procedure fin qui descritte. Una componente è rappresentata dalla quantificazione dell’attività delle famiglie proprietarie di immobili che li concedono in affitto (ad uso residenziale e non residenziale) senza un regolare contratto di locazione. Per individuare questa componente del sommerso, si confronta il livello complessivo degli affitti (residenziali e non), stimato in modo esaustivo secondo le procedure di contabilità nazionale, con la parte emersa, ossia gli affitti riscossi sia dalle imprese (come rilevati dalle indagini sui conti delle imprese), sia dalle persone fisiche (come rilevati dall’Agenzia delle Entrate). Per alcuni settori specifici dell’economia (alberghi, ristoranti, servizi alla persona) nel valore aggiunto del datore di lavoro devono essere incluse le mance al personale, che nella fase distributiva vengono trasferite ai dipendenti sotto forma di redditi da lavoro. Il valore delle mance viene stimato come percentuale del valore dei consumi dei relativi servizi. Un'ulteriore integrazione alla stima del valore aggiunto emerge al momento della riconciliazione fra le stime indipendenti degli aggregati dell’offerta e della domanda che porta alla definizione del livello del Prodotto interno lordo. Tale integrazione include, in proporzione non identificabile, sia effetti di carattere puramente statistico, sia componenti ascrivibili all’esistenza di una quota di economia sommersa non colta attraverso le procedure di correzione sin qui descritte.
Attività illegali secondo Eurostat e Istat
L’economia illegale include le attività economiche il cui oggetto (o soggetto) è collocato al di fuori della legge. Essa comprende dunque le transazioni di beni e servizi illegali e le attività che, seppure legali, sono svolte da soggetti non aventi opportuno titolo. Eurostat e Istat sviluppano una procedura di stima dell’economia illegale tenendo conto di tre attività: il traffico di stupefacenti, la prostituzione ed contrabbando di tabacco.
Da una parte, occorre stimare e classificare adeguatamente gli aggregati economici coinvolti (produzione, importazioni, consumi finali esportazioni, margini distributivi e costi intermedi). Dall’altra, la rappresentazione dell’interazione fra economia legale ed illegale all’interno del sistema dei conti nazionali (definizione dell’indotto) comporta la possibilità che si producano distorsioni nelle stime complessive.
Traffico di stupefacenti I dati sul numero di consumatori (e sulle loro abitudini di consumo) sono considerati più affidabili delle informazioni sulle componenti dell’offerta, che necessitano una ricostruzione a partire dai dati sui sequestri, per loro natura più volatili. L’approccio dal lato della domanda presuppone che, a partire dalla misurazione dei consumi finali sia possibile ricostruire il processo produttivo attraverso il quale i beni o servizi illegali sono stati messi a disposizione dei consumatori e, conseguentemente, misurarne le grandezze economiche.
In particolare, la procedura sviluppata consente di stimare la quantità di stupefacenti che, nel corso dell’anno, viene consumata sul territorio nazionale sulla base delle informazioni sul numero di consumatori per tipologia di sostanza e sulle abitudini di consumo (per tipologia di consumatore).
Successivamente, la quantità di sostanze stupefacenti importate (una volta assunto che la produzione interna sia nulla o trascurabile), viene determinata tenendo conto anche della quantità esportata (come quota di quella utilizzata sul mercato interno) e del differente grado di purezza degli stupefacenti lungo la filiera. Una volta determinate le quantità consumate, importate ed esportate, la stima in valore dei corrispondenti aggregati avviene tenendo conto dei prezzi di riferimento pubblicati dall’UNODC16 (prezzi internazionali) e dal Ministero degli Interni (prezzi all’ingrosso e al dettaglio). La stima degli altri aggregati relativi ai processi di produzione (margini commerciali, costi intermedi e valore aggiunto) è effettuata tenendo conto di tre differenti livelli di attività lungo la filiera: commercio internazionale all'ingrosso, commercio nazionale all’ingrosso e vendita al dettaglio.
I servizi di prostituzione Per la stima dei servizi di prostituzione, Eurostat suggerisce l’utilizzo di un approccio basato sull’offerta. La procedura di stima sviluppata tiene conto di diverse tipologie di prostituzione (strada, appartamento, night-club) e distingue fra prostituzione legale, parzialmente visibile (in appartamento privato), e quella completamente sommersa (in strada).