I cognomi da trovatelli sono i cognomi che hanno la loro origine nel fatto di essere stati assegnati ai bambini abbandonati.

Origine Sin dall'antichità era usanza avere un cognome. Questa usanza cadde in disuso con le invasioni barbariche, poiché la costumanza germanica prevedeva l'uso esclusivamente del nome..

A partire dal basso medioevo il cognome fu nuovamente adottato in tutta Italia, prima fra tutti dalla nobiltà e mano a mano anche dalle classi sociali più basse. Questo divenne poi obbligatorio a partire dal 1563 con il Concilio di Trento. Giunse dunque la necessità di assegnare dei cognomi anche ai trovatelli, i bambini che venivano abbandonati dai genitori naturali e solitamente accolti da brefotrofi e istituti religiosi. Questi erano solitamente cognomi convenzionali, con numerose varianti nelle varie città.

Poiché, tuttavia, alcuni di questi cognomi rendevano palese l'ignota parentela, si è progressivamente visto in Italia la promulgazione di leggi che impongono che i cognomi dati ai figli di genitori ignoti non possano palesarne l'origine; nel Sud Italia, questo accadde con il decreto 985 del 3 giugno 1811 di Gioacchino Murat, ponendo fine a due secoli di tradizionale uso del cognome Esposito.

Caratteristiche I cognomi assegnati ai trovatelli variavano in base alla zona e al periodo storico, dando origine a centinaia di cognomi diversi. Cognomi con significato religioso: data la numerosa presenza di istituti religiosi che si occupavano degli esposti, era molto comune dare cognomi dal significato religioso a tali bimbi, in segno di buon auspicio, con numerose varianti in tutta Italia. Del Papa fa riferimento alla consuetudine di chiamare i trovatelli dello Stato della Chiesa "figli del Papa". Ha ceppi in Toscana, Lazio e Abruzzo-Molise. Di Dio è tipico della Sicilia, presente sin dal 1400; le varianti Didio e Di Deo sono rispettivamente comuni nel teatino e nel materano. Diodati, e le sue varianti Diodato e Deodato, è molto diffuso in Puglia, in Campania e nel Lazio. Diolaiuti è frequente vicino a Pistoia; è presente anche con le varianti Diomaiuti, Diotaiuti, Diotaiuta e Diolaiti (quest'ultima probabilmente dovuta ad errori di trascrizione). Diotallevi deriva dal prenome medievale Diotallevio, già utilizzato principalmente per i bambini abbandonati, portato tra gli altri dal pittore Diotallevio D'Antonio. Una famiglia Diotallevi fu marchese a Rimini, con possedimenti di alcuni territori in Istria. Il cognome è tipicamente marchigiano, con presenze anche in Umbria e nel Lazio. Diotisalvi, ormai quasi scomparso, ha origini lucane. Dioguardi, cognome presente in Sicilia, in Irpinia, in Puglia, nel Lazio ed in Piemonte. Donadio, molto diffuso in Campania e in Basilicata. Cognomi che indicano lo stato di abbandono: sono molti i cognomi che venivano utilizzati dagli orfanotrofi per indicare lo stato originario di abbandono del portatore, a volte indicando in modo preciso l'orfanotrofio dal quale erano stati accolti. Esposito, di origine napoletana, è probabilmente il cognome italiano da trovatelli più diffuso e deriva dalla ruota degli esposti, una struttura pubblica girevole nella quale i bambini venivano lasciati per affidarli alla carità pubblica. Con numerose varianti (Espositi, Esposto, Esposti, D'Esposito, Degli Espositi, Degli Esposti, Sposito, Spositi, Sposto, Sposti, Spisto, Spista, Spisti) presenti in tutta Italia, è in assoluto il quarto cognome italiano per diffusione. Proietti, panitaliano ma di maggiore frequenza nel centro-nord, in particolare a Roma, deriva dal latino proiectus che significa "proiettato, gettato", quindi abbandonato sul sagrato della Chiesa o nella ruota di un orfanotrofio. Sue varianti sono Proietta, Proietto, Projetti, Projetto, Proitti, Proitto. Tra i portatori famosi si ricorda l'attore e showman Gigi Proietti. Trovato è diffuso principalmente nella Sicilia orientale. Sue varianti sono Trovatelli, Trovatello (tarantino e messinese), Trovatelli (pisano), Trovati, Trovatori (veneto) e Trovatore (milanese). Colombo, sebbene in alcuni casi derivi dal nome tardo latino Columbus, è principalmente noto per il suo utilizzo per i trovatelli accolti nell'Istituto di Santa Caterina della Ruota di Milano, conosciuto anche come Pia Casa degli Esposti e delle Partorienti, che aveva per simbolo una colomba; per questo motivo è ampiamente diffuso nella città metropolitana di Milano, risultando il primo per diffusione in Lombardia ed il ventiduesimo in Italia. È presente anche nelle varianti Columbo, Colombi, Colombelli, Colombetti, Colombina, Colombino, Colombini, Colomboni e Colombin. Innocenti deriva principalmente dallo Spedale degli Innocenti di Firenze. Il cognome è secondo tra i cognomi più diffusi in Toscana ed è presente anche nelle forme, diffuse in diverse parti d'Italia, Innocente, Innocentini, Innocenza, Innocenzo, Innocenzi, Degli Innocenti, Nocenti, Nocentino e Nocentini. Della Scala veniva dato ai bambini abbandonati a Siena, prché venivano accolti, battezzati e allevati nel celebre Spedale di Santa Maria della Scala, uno dei più antichi d'Europa. Giorgi veniva dato a Pavia, fino alla fine del 1825, a molti bambini accolti nel Pio Luogo degli Esposti di Pavia. Usanza introdotta, senza espressa disposizione, da qualche testatore o benefattore dell'istituto. Incerti è un chiaro riferimento alla frase latina Incerti Patris, che indica la non conoscenza del padre del portante. È maggiormente presente nel reggiano e nel modenese. Ignoti, presente anche nella forma Ignoto, ha la stessa derivazione del precedente ed è tipicamente siciliano. Casadei fa riferimento agli orfanotrofi religiosi. È presente, in Lazio, nella variante Casadidio. È storicamente molto diffuso in Romagna, in particolare nel forlivese e nel cesenate. Conforti indica un augurio di salute e fortuna ai trovatelli. Confuorti è la variante napoletana. Regalato, ad indicare l'abbandono come un dono. Fortunati, ad indicare la fortuna del trovatello ad essere stato trovato. Sperandio e Dellasanta, ad indicare l'affidamento ai santi in assenza della madre biologica. Cognomi riferiti ad oggetti di uso comune, frequenti per esempio nell'Istituto delle Laste di Trento. Bottiglia fa riferimento ai recipienti. Posata fa riferimento alle stoviglie. Salvietta fa riferimento agli asciugamani. Sala fa riferimento alla stanza. Sedili fa riferimento ai sedili, posti in cui sedersi. Tavola fa riferimento alla tavola. Tazza fa riferimento alle tazze. Terraglia fa riferimento al tipo di ceramica. Tovaglia fa riferimento alla tovaglia. Cognomi riferiti al nome del trovatello, tipici allo stesso modo dell'Istituto delle Laste di Trento. Cognomi in riferimento a luoghi geografici, utilizzati nel medesimo istituto. Padovani, in riferimento al toponimo Padova. Dalpiaz. Fornace, dal nome di un centro abitato locale. Cognomi con riferimenti temporali al momento in cui il bambino è stato ritrovato. Martedi, in riferimento al martedì, giorno della settimana. Marzini, in riferimento al mese di marzo. Ottavo, assegnato l'8 dicembre. Pasquali, in riferimento a Pasqua. Silvestrini, attribuito il 1º gennaio in riferimento alla festa di San Silvestro. Primo, assegnato il primo del mese. Cognomi in riferimento ad aspetti della vita religiosa o a figure ecclesiastiche, tipici degli istituti religiosi. Preti, in riferimento ai sacerdoti cattolici. Cognomi che indicano qualità morali, dal fine beneaugurale. Modesti, in riferimento alla modestia. Cognomi che indicano aspetti caratteriali o caratteristiche fisiche. Briosi. Bassi. Cognomi indicanti condizioni di salute precarie. Giali, in riferimento all'itterizia. Cognomi indicanti mestieri. Tagliaferro, indicante il mestiere del fabbro. Cognomi che indicano accessori. Zaini, in riferimento agli zaini. Cognomi che indicano la condizione gemellare. Isidi, dal greco isos, "uguale".

Note

Voci correlate Cognomi italiani Trovatello

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