La strage nazista di Canicattì avvenne il 12 luglio 1943 e vide l'uccisione di sei civili a opera dei nazisti durante le fasi concitate che seguirono lo sbarco in Sicilia degli Alleati. Si trattò della prima strage nazista su suolo italiano.

Eventi

Il 12 luglio 1943, dato l'imminente arrivo via terra delle truppe americane, le divisioni tedesche di stanza a Canicattì cominciarono la ritirata. L'evento fu salutato con gioia dagli abitanti, che con l'arrivo degli americani speravano nella fine della guerra e delle privazioni. Intorno alle 16, alcuni abitanti che avevano trovato riparo presso un rifugio in via Capitano Ippolito furono visti esultare da un gruppo di soldati tedeschi; nonostante nessuno di loro fosse stato aggredito, i militari reagirono con violenza, aprendo il fuoco sulle persone disarmate.. Vi furono sei vittime civili, uomini adulti di età compresa tra i 18 e i 66 anni..

La responsabilità della strage fu presumibilmente della 15ª divisione Panzergrenatier Sizilien, comandata da Eberhard Rodt, ma a causa dei grandi movimenti di quei giorni non è possibile stabilire con certezza quale reparto commise il crimine.

Oblio e riscoperta storica Secondo l'Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, si tratta della prima strage commessa in Italia dai nazisti di cui si ha notizia, se si eccettua l'uccisione dei coniugi Carmelo Lombardo e Carmela Sapuppo a Lentini, il 1º luglio 1943. Ciononostante, l'evento rimase nell'oblio per molti anni, probabilmente a causa della censura imposta sulla strage che gli Alleati commisero solo due giorni dopo. Si cominciò a parlarne nuovamente solo nel 1995, a seguito della pubblicazione delle memorie dell'ufficiale americano Norris H. Perkins, che scriveva: «[...] gli abitanti [di Canicattì] non erano nostri nemici. Infatti apprendemmo più tardi che a Canicattì, poiché un gruppo di civili avevano dimostrato la loro gioia nel sentire che gli americani stavano per arrivare, erano stati presi a fucilate dai nazisti».

Vittime Le vittime della strage del 12 luglio 1943 furono sei civili: Carmelo Di Bella, 39 anni, contadino; Pietro Frangiamone, 66 anni, contadino; Giuseppe Iacolini, 18 anni, bracciante; Calogero Lauricella, 56 anni, bracciante; Salvatore Lo Sardo, 19 anni, contadino; Giuseppe Piccolo, 54 anni, bracciante.

Note

Bibliografia

Voci correlate Strage di Canicattì (14 luglio 1943) Strage di Forno

Collegamenti esterni

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