Loffensiva Lublino-Brest, in russo Люблин‐Брестская наступательная операция, fu un'operazione strategica sferrata dalle armate del fianco sinistro del 1º Fronte Bielorusso del maresciallo Konstantin Rokossovskij, subito dopo la grande vittoria dell'operazione Bagration, nell'estate 1944 sul Fronte orientale della seconda guerra mondiale.

L'offensiva, condotta con il rinforzo di potenti forze corazzate, sfondò le deboli linee tedesche e permise alle forze sovietiche di avanzare in profondità verso la Polonia liberando in pochi giorni la città di Lublino, mentre più a nord altre armate del maresciallo Rokossovskij accerchiavano l'importante piazzaforte di Brėst. Dopo questi brillanti successi iniziali, i sovietici dovettero combattere aspramente nel settore di Brėst che venne difesa accanitamente dalle riserve mobili tedesche e sulla linea della Vistola dove le armate sovietiche riuscirono alla fine di luglio a conquistare due preziose teste di ponte strategiche a Puławy e soprattutto a Magnuszew.

Alla fine di luglio con la liberazione di Brėst il giorno 28, in pratica venne completata con pieno successo l'operazione che permise di infliggere una nuova pesante sconfitta ai tedeschi, raggiungendo posizioni di partenza per ulteriori offensive a ovest della Vistola; inoltre Stalin poté costituire nella città polacca liberata di Lublino una struttura di potere politico a lui strettamente legata con cui opporsi al governo polacco filo-occidentale e anti-sovietico in esilio a Londra.

Dal punto di vista militare, i carri armati della 2ª Armata corazzata che avevano liberato Lublino, a partire dal 27 luglio ripresero ad avanzare in direzione di Varsavia e giunsero a pochi chilometri dai quartieri orientali della capitale polacca prima di essere bloccati nella battaglia di Radzymin-Wolomin dal contrattacco delle riserve corazzate tedesche.

Pianificazione e preparazione

All'inizio del mese di luglio 1944 la situazione del fronte tedesco all'est appariva veramente critica; il 3 luglio i carri armati sovietici erano entrati a Minsk e avevano completato l'accerchiamento di gran parte del Gruppo d'armate Centro concludendo con uno straordinario successo la prima fase dell'operazione Bagration. Nell'ampio varco aperto nelle linee della Wehrmacht, le armate sovietiche dei generali Ivan Černjachovskij e Ivan Bagramjan avanzavano in direzione di Kaunas e Vilnius e contemporaneamente mettevano in pericolo le liee di comunicazione del Gruppo d'armate Nord schierato a difesa dei paesi Baltici, a sud il maresciallo Konstantin Rokossovskij avanzava con le sue armate del fianco destro verso Baranovici, Brėst e il Bug occidentale: l'8 luglio cadde Baranovici..

Il 7 luglio 1944 Stalin e lo Stavka presero nuove e importanti decisioni operative strategiche nel corso di una riunione a cui parteciparono anche i marescialli Georgij Žukov e Aleksandr Vasilevskij, i due "rappresentanti dello Stavka" al fronte; il capo sovietico approvò le due nuove operazioni in corso di preparazione e pianificazione a sud dell'area dello sfondamento in Bielorussia. Secondo il programma stabilito dall'alto comando sovietico il 13 luglio il maresciallo Ivan Konev avrebbe attaccato in Volinia con le imponenti forze del 1º Fronte Ucraino che costituiva numericamente il raggruppamento più potente dell'Armata Rossa; queste armate sarebbero avanzate verso Leopoli e la linea del fiume Vistola, sfruttando l'indebolimento del Gruppo d'armate Nord Ucraina tedesco che aveva dovuto trasferire buona parte delle sue riserve a nord per cercare di chiudere il varco aperto dal crollo bielorusso.. Nel corso della riunione venne anche autorizzata e stabilita a partire dal 18 luglio un'altra grande offensiva a partire dall'area di Kovel', a sud delle paludi del Pryp"jat', da parte delle armate del fianco sinistro del 1º Fronte Bielorusso del maresciallo Rokossovskij; questo raggruppamento, dopo aver sfondato le linee tedesche, avrebbe manovrato verso ovest e nord-ovest con l'obiettivo di entrare nella Polonia orientale, liberare al più presto Lublino e cooperare con le armate del fianco destro del maresciallo Rokossovskij per accerchiare Brest.

Durante la conferenza del 7 luglio il maresciallo Žukov manifestò, sostenuto in parte dal maresciallo Vasilevskij, i suoi dubbi sulla doppia offensiva di Leopoli e di Lublino e propose invece di potenziare lo schieramento settentrionale per sviluppare una audace offensiva in direzione di Danzica, tagliando fuori completamente gli stati Baltici e l'intera Prussia orientale.. Stalin era scettico su questi grandiosi piani offensivi e respinse le proposte del maresciallo Žukov; egli affermò che un'offensiva diretta in Prussia orientale sarebbe stata difficile e avrebbe incontrato la strenua opposizione dei tedeschi.; è verosimile inoltre che Stalin, concentrato sugli obiettivi politici oltre che militari della sua strategia, ritenesse essenziale arrivare al più presto in Polonia e liberare una grande città polacca come Lublino per costituire un centro di potere filo-sovietico sul territorio in antagonismo con il movimento di resistenza polacco collegato al governo in esilio a Londra.

Di conseguenza furono confermati i piani dello Stavka e proseguirono rapidamente i preparativi e la concentrazione delle forze per l'offensiva del fianco sinistro del 1° Fronte Bielorusso. Il maresciallo Rokossovskij raggruppò uno schieramento di forze poderoso per l'attacco su Kovel' e l'avanzata su Lublino; egli aveva a disposizione in totale nove armate di fanteria, tra cui la 1ª Armata polacca di cui Stalin sollecitò l'impiego il prima possibile per esaltare la presenza sul campo di un esercito polacco filo-sovietico., la 2ª Armata corazzata, due corpi corazzati, un corpo meccanizzato e un corpo di cavalleria; due armate aeree avrebbero fornito il supporto dal cielo. Il primo scaglione d'attacco sarebbe stato costituito da quattro armate di fanteria: la 70ª Armata, la 47ª Armata, la 69ª Armata e soprattutto la famosa 8ª Armata della Guardia.; la 1ª Armata polacca sarebbe avanzata subito dietro le forze di prima linea.

Mentre le armate del fianco sinistro del maresciallo Rokossovskij completavano i preparativi e il raggruppamento per lo sfondamento su Kovel', le forze del fianco destro del 1° Fronte Bielorusso erano già in movimento, raggiungevano Pružany e Pinsk e iniziavano la manovra di aggiramento di Brest da nord-ovest. La pianificazione operativa del maresciallo Rokossovskij quindi prevedeva di accerchiare Brest da nord con le forze provenienti da Baranovici-Pinsk e da sud con le armate che avrebbero sfondato sull'asse Kovel'-Lublino, si prevedeva di distruggere in questo modo l'intera 2ª Armata tedesca che stava ripiegando su Brest e una parte della 4. Panzerarmee che difendeva il settore di Kovel'; dopo questo primo risultato la massa del 1° Fronte Bielorusso avrebbe proseguito lungo la direttrice di Varsavia e avrebbe raggiunto la linea della Vistola.. L'attacco principale sarebbe stato sferrato da tre armate di fanteria, la 47ª Armata del generale Nikolaj Gusev, la 69ª Armata del generale Vladimir Kolpakci e la 8ª Armata della Guardia del generale Vasilij Čujkov che avrebbero sfondato le linee tedesche a est di Kovel'; nel varco sarebbero penetrate le forti riserve meccanizzate disponibili che sarebbero avanzate in due direzioni, la 2ª Armata corazzata del generale Semën Bogdanov, equipaggiata con 756 carri armati, tra cui 448 T-34/85 e 130 M4 Sherman., si sarebbe diretta subito verso Lublino, mentre l'11º Corpo carri, il 2º Corpo di cavalleria della Guardia e il 7º Corpo di cavalleria della Guardia avrebbero deviato a nord-ovest verso Siedlce per collaborare all'accerchiamento di Brest..

L'offensiva sovietica Lo sfondamento

Le operazioni di sfondamento principali sarebbero state affidate, secondo la pianificazione dell'alto comando, alla esperta e agguerrita 8ª Armata della Guardia del generale Čujkov che era costituita in maggioranza con le vecchie divisioni che avevano combattuto nella città di Stalingrado durante tutta la celebre battaglia. L'armata, schierata fino all'inizio di giugno più a sud nella testa di ponte del Dniestr, venne ritirata dalle sue posizioni e trasferita nel massimo segreto a nord per raggiungere il 1° Fronte Bielorusso. I soldati erano all'oscuro della loro nuova destinazione, i reparti in trasferimento osservarono il completo silenzio radio, occultarono accuratamente le loro posizioni e cercarono di rimuovere ogni segno del loro passaggio per sviare la ricognizione tedesca.. Entro la mattina del 12 luglio 1944 l'8ª Armata della Guardia raggiunse le sue nuove posizioni nelle retrovie del 1° Fronte Bielorusso e iniziò subito un programma accelerato di addestramento sulla tattica di assalto alle posizioni tedesche. Il generale Čujkov conosceva le nuove tattiche tedesche di "difesa elastica" e riteneva essenziale controbattere in modo efficace le strategie operative del nemico evitando di sprecare una grande quantità di munizioni di artiglieria bombardando a vuoto le prime linee che i tedeschi generalmente evacuavano preventivamente..

Il generale Čujkov quindi prevedeva di sferrare un attacco improvviso senza prolungati preparativi nelle retrovie che avrebbero potuto mettere in allarme le difese tedesche; l'assalto sarebbe stato rapido e potente rinunciando a ricognizioni preliminari e ai lunghi bombardamenti dell'artiglieria; i cannoni sovietici avrebbero colpito il fronte tedesco in modo concentrato e per soli trenta minuti a cui sarebbe seguito subito l'attacco della fanteria; il generale Čujkov prevedeva di impiegare per il breve bombardamento d'artiglieria anche i cannoni più pesanti da 203 mm per ottenere maggiori effetti distruttivi.. Alla vigilia dell'attacco si tenne un'ultima riunione di pianificazione al quartier generale dell'8ª Armata della Guardia; alla presenza del maresciallo Rokossovskij e del maresciallo dell'aviazione Aleksandr Aleksandrovič Novikov, del generale dell'artiglieria Vasilij Kazakov e del generale delle trasmissioni Ivan Peresypkin, si verificò un aspro scontro tra il maresciallo Žukov e il generale Čujkov riguardo l'impiego dell'artiglieria che venne appianato dall'intervento pacificatore del maresciallo Rokossovskij; alla fine i piani del comandante dell'8ª Armata della Guardia venne approvati..

L'operazione Lublino-Brest ebbe inizio alle ore 05.30 del 18 luglio 1944: i cannoni dell'8ª Armata della Guardia aprirono il fuoco e continuarono a colpire il fronte tedesco per trenta minuti, quindi entrarono in azione i battaglioni d'assalto rinforzati che in due ore riuscirono a irrompere nelle linee nemiche e conquistarono le posizioni più importanti. Il generale Čujkov che controllava l'attacco al suo posto di comando insieme ai marescialli Žukov e Rokossovskij, alle ore 07.30 fece intervenire le sue forze principali che completarono entro la giornata il totale sfondamento del fronte tedesco.. La sera del 18 luglio la prima ondata della fanteria dell'8ª Armata della Guardia raggiunse la riva orientale del fiume Plyska e, mentre il generale Čujkov portava avanti anche le sue forze del secondo scaglione e preparava un nuovo attacco alla linea del fiume, il comando del 1° Fronte Bielorusso fece intervenire i carri armati dell'11º Corpo carri del generale Ivan Juščuk che ricevettero l'ordine di portarsi in avanti alle ore 07.00 del mattino del 19 luglio, aggirare Ljuboml' e avanzare rapidamente in direzione del Bug occidentale.