Villaggio Stranieri-Bazzarola è un quartiere della periferia orientale della città di Reggio Emilia, posto a 2 km dal centro storico.
È un ambito urbano caratterizzato da due storiche località: il Villaggio Stranieri, di fondazione fascista, e la Bazzarola, località rurale di antichissima origine. Con l'espansione edilizia della città le due zone si sono saldate in un unico agglomerato con al centro la chiesa parrocchiale di sant'Alberto di Gerusalemme.
Collocato a sud della via Emilia per Modena, in passato costituiva la porzione orientale di Villa Ospizio. Ospita il Museo dell'Acqua, gestito da Iren, e parte di un SIC.
Geografia fisica Il territorio è caratterizzato da aree urbane intervallate da scampoli di territorio agricolo o a verde naturalistico, che contraddistinguono più di un quarto della superficie dell'ambito territoriale. Posto in un'area di media pianura Villaggio Stranieri-Bazzarola è attraversato da diversi corsi d'acqua. I principali sono il rio Acqua Chiara e il torrente Rodano, su cui il rio confluisce, che scorrono a est segnando il confine con San Maurizio. In loco sono presenti anche la risorgiva delle Acque Chiare, presso l'omonimo parco pubblico e la fossetta Marciocca, che lambisce la torre piezometrica di via Einstein rappresentando un elemento costitutivo dell'adiacente Museo e Parco dell'Acqua, in capo a Iren.
Confina a nord con Ospizio e San Maurizio, a est con San Maurizio a sud con Buco del Signore, a est con Pappagnocca e Ospizio.
Origini del nome Il nome del quartiere oggi comprende l'unione di due toponimi: Stranieri e Bazzarola. Il primo dà il nome all'omonimo villaggio, in onore del martire partigiano Sergio Stranieri, operaio delle Reggiane e residente nel quartiere (1923-1944); il secondo è di etimologia incerta, anche se è comune ad altri luoghi e elementi orografici del territorio reggiano e modeneseBazzarola presente la stessa origine etimologica di Baggiovara, frazione di Modena e del cavo Baggiovara, presente sia nella medesima frazione modenese che a San Prospero Strinati di Reggio.. È probabile che derivi dal nome Bajoarii, ossia dal popolo dei Bavari che penetrarono in Italia capeggiati da Alboino. Citato nelle forme arcaiche come Bajarola o Bajoarola o Bazoarola potrebbe essere legato a una condizione delle acque particolarmente copiosa in una falda sotterranea del rio Acqua Chiara e del torrente Rodano, anticamente chiamato anche Bazzarolo. Potrebbe trarre origine anche dal termine latino batare, parola versatile da intendersi come l'azione di star dietro con attenzione a qualcuno o a qualcosa, in questo caso a guardia delle acque non irregimentate dei due corsi d'acqua. Altra ipotesi prende in considerazione la derivazione dal francese baie per indicare una insenatura.
Storia
La zona era già abitata ai tempi del neolitico: fra la zona industriale di via Mazzacurati e la ferrovia Reggio Emilia-Sassuolo sono stati ritrovati dei reperti archeologici, in primis delle ceramiche, risalenti al 5.000 a.C. ossia al cosiddetto neolitico antico. Sulla via Emilia era collocata, invece, la necropoli romana di Regium Lepidi testimoniata dalle numerose tombe a tamburo riemerse dagli scavi.
Fino alla fine degli anni '30 il territorio della Bazzarola e del villaggio Stranieri era totalmente a carattere agricolo. L'unica importante infrastruttura realizzata in loco era rappresentata dalla linea ferroviaria per Scandiano, realizzata nel 1889. I coloni residenti nelle case sparse gravitavano principalmente sui servizi scolastici, parrocchiali, cimiteriali e commerciali di Villa Ospizio, del cui territorio l'ambito faceva parte.
Il primo grande insediamento urbano fu l'attuale Villaggio Stranieri, quartiere Ifacp costruito poco prima della guerra di Liberazione dal regime fascista e allora intitolato al gerarca Costanzo Ciano. Dopo il secondo conflitto mondiale il rione prese il nome del giovane partigiano del posto Sergio Stranieri, nome di battaglia Randa, ucciso dai tedeschi a Gatta, sull'Appennino Reggiano, mentre svolgeva mansioni di vigilanza al distaccamento Pasquino Pigoni delle Brigate Garibaldi.
L'espansione urbanistica che contraddistinse Villa Ospizio a partire dalla fine degli anni '30 e per tutto il secondo dopoguerra indusse l'allora parroco di Villa Ospizio, don Primo Carretti, a realizzare in loco nel 1943 una scuola materna, con lo scopo di supportare le numerose famiglie operaie nella custodia e nell'educazione di bambini. Nel 1956 la crescita esponenziale del quartiere indusse la curia vescovile a erigere una nuova parrocchia dedicata a sant'Alberto di Gerusalemme. La chiesa fu progettata nel 1957 e realizzata nei primi anni '60 dalla Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia sull'allora strada del Quinzio a metà strada fra il Villaggio Stranieri e la Bazzarola Bassa. Prima di allora le funzioni erano svolte in un'abitazione del villaggio. In quegli anni fu costruita anche la scuola elementare, dagli anni '90 dedicata alla scrittrice Elsa Morante.
Sin dalla sua nascita il Villaggio Stranieri si era caratterizzato come un quartiere prettamente operaio, con una forte militanza antifascista e socialcomunista fra i suoi abitanti per tutta la seconda metà del Novecento.
Un importante sviluppo del quartiere si ebbe negli anni '60, quando fu realizzato il quartiere della piccola industria di via Carlo Zatti e delle nuove aree residenziali sulla via del Quinzio, che in quel periodo fu intitolata a Papa Giovanni XXIII. Di quel periodo è la nascita del nuovo polo scolastico di Ca' Bianca, dotato di una piscina scolastica ancora oggi funzionante. Fra gli anni '70 e '80 furono realizzati i grandi condomini di via Caravaggio e la zona industriale di via Mazzacurati e, successivamente, negli anni Novanta, la torre dell'acqua di via Einstein, che ospita il Museo dell'acqua e l'omonimo parco, e il centro commerciale Quinzio.
A partire dagli anni 2000 il Villaggio Stranieri ha subito un importante intervento di riqualificazione urbana che ha portato alla demolizione e alla ricostruzione degli edifici risalenti all'ultimo periodo fascista in chiave contemporanea, oltre all'interruzione del traffico di attraversamento della strada principale, trasformata in zona 30. Un altro importante intervento di trasformazione urbana ha interessato la zona della Bazzarola Bassa, ove sono stati creati un parco e un grande nuovo insediamento residenziale di pregio vocato al risparmio energetico denominato Acque Chiare.
Dopo il 2000 il quartiere ha subito un'opera valorizzazione ambientale, facilitata anche dalla creazione del SIC del rio Rodano, dalle greenway che fiancheggiano la tangenziale sud-est e dalla creazione della Cintura Verde da parte del Comune di Reggio Emilia. Dal 2019 l'ambito è attraversato dalla variante Acque Chiare del Sentiero CAI Lazzaro Spallanzani, prolungato da Ventoso di Scandiano a Reggio Emilia.
I principali punti di aggregazione per la vita comunitaria di quartiere sono il centro sociale ARCI Sergio Stranieri, di via Don Sturzo, il centro sociale Orti Lazzaro Spallanzani di via Toscanini e la parrocchia di Sant'Alberto di Gerusalemme.
Monumenti e luoghi di interesse
Architetture religiose
Chiesa parrocchiale di sant'Alberto di Gerusalemme, CAIRE, 1957 Maestà, via Gattalupa ang. via Monzani
Architetture civili
Casino Parmeggiani-Gobbi, via Fonte Acqua Chiara (già Enrico Pestalozzi), sec. XIX Stabilimenti Marina Rinaldi - Max Mara Fashion Group (di Andrea, Giovanna e Pietro Salvarani), via Mazzacurati, 1985-1986 Torre dell'acqua e centrale idrica Iren (di Giorgio Adelmo Bertani e Francesca Vezzali), via Albert Einstein, anni 1992-1996 e 1997-2001
Siti archeologici
Magazzino comunale di via Mazzacurati, Bazzarola, resti di un insediamento neolitico
Aree naturali
Parco fluviale del torrente Rodano, Cintura Verde e SIC Rio Rodano Parco delle Acque Chiare, via Antonio Cugini, loc. Bazzarola Bassa Parco e museo dell'Acqua, via Albert Einstein, loc. Quinzio Parco del Quinzio, via Giovanni Treccani, loc. Quinzio Parco Campo di Marte 2 - Gli Ippocastani, via Primo Maggio, Villaggio Stranieri
Società L'ambito territoriale di Villaggio Stranieri-Bazzarola, dopo una crescita di popolazione consistente avvenuta fino agli anni 2000, fra il 2014 e il 2019 ha visto la popolazione aumentare del 3,23% portandosi oggi a oltre 5.800 residenti. Vi è un indice di vecchiaia più alto rispetto al dato generale del comune (160,7 contro 137). Il tasso di natalità è leggermente più basso della media comunale (7,8 contro 8). Il numero di componenti medi a nucleo famigliare è circa uguale a quello del comune (2,2 componenti a nucleo). La presenza di cittadini stranieri è inferiore al dato generale della città ed è pari all'12,3% (contro il 16,4% a livello comunale). Le prime tre nazionalità non italiane presenti sul territorio provengono da: Cina, Albania e Marocco.
Tradizione e folklore
Sagra di sant'Alberto di Gerusalemme, 2ª domenica di settembre
Istituzioni, enti e associazioni
Centro sociale ARCI Sergio Stranieri, via don Luigi Sturzo Centro sociale ANCESCAO Orti Lazzaro Spallanzani, via Arturo Toscanini Parrocchia di Sant'Alberto di Gerusalemme, via Alberto Einstein Chiesa cristiana evangelica cinese, via Domenico Pellizzi Casa editrice Zoo Libri, via Carlo Piaggia Centro Islamico di Reggio Emilia e Provincia (Masjid Al Nur), via Cristoforo Munari Associazione culturale Acque Chiare Associazione di promozione sociale Gramigna, via Antonio Cugini (casa colonica) Cooperativa sociale La Vigna, via Carlo Zatti
Cultura
Infanzia
Nido d'infanzia comunale Sole, via Caravaggio Scuola dell'infanzia statale Marco Gerra, via Caravaggio Nido-scuola d'infanzia comunale Salvador Allende, via Gattalupa Scuola dell'infanzia parrocchiale Don Primo Carretti, via Maria Bertolani Del Rio
Scuola dell'obbligo
Scuola primaria statale Elsa Morante-Villaggio Stranieri, via don Luigi Sturzo Scuola primaria statale Ca' Bianca, via Gattalupa Scuola secondaria di primo grado statale Albert Einstein, via Gattalupa
Musei
Museo dell'acqua Iren, via Aristide Gabelli
Altro
Centro sociale orti Lazzaro Spallanzani, via Arturo Toscanini Centro sociale Sergio Stranieri, via don Luigi Sturzo Centro Islamico di Reggio Emilia e Provincia (Masjid Al Nur), via Cristoforo Munari
Infrastrutture e trasporti I principali assi stradali e alcuni corsi d'acqua sono fiancheggiati da una rete diffusa di percorsi ciclabili e naturalistici. Diverse linee del trasporto pubblico urbano a media-alta frequenza collegano Villaggio Stranieri e la Bazzarola con il centro cittadino e i quartieri limitrofi. Le principali arterie di scorrimento sono la Via Emilia, la parallela strada del Quinzio (oggi via Papa Giovanni XXIII-via Albert Einstein) e il raccordo con la tangenziale sud-est di Reggio, rappresentato dalle vie Olinto Pincelli, Umberto Parisoli e Marino Mazzacurati. Il quartiere è attraversato dalla ferrovia Reggio Emilia-Sassuolo.
Geografia antropica Il territorio di Villaggio Stranieri-Bazzarola era stato parte di Villa Ospizio e totalmente vocato all'agricoltura fino agli anni '40, periodo in cui venne realizzato il primo insediamento urbano dello IFACP Villaggio Costanzo Ciano, nel dopoguerra denominato Villaggio Sergio Stranieri. In quel periodo furono realizzate le lottizzazioni poste fra il villaggio e il complesso rurale Ca' Bianca, posto all'incrocio fra la via Emilia e via Gattalupa, la strada secondaria che porta a Gavasseto.