La diffusione del SARS-CoV-2 ha generato un'ondata di disinformazione, sia sulla sua origine, sulla sua effettiva grandezza sia sul trattamento del virus. La circolazione di notizie false è stata favorita soprattutto dai social media, dai mass media e dalle applicazioni di messaggistica.

Il fenomeno ha avuto un'espansione molto veloce, tant'è che in alcuni Paesi (come Italia e Regno Unito) i vari enti sanitari si sono direttamente attivati avviando campagne informative e pubblicato vademecum per contrastare le fake news maggiormente diffuse.

Nel 2022 è stato stimato che le "bufale" sul SARS-CoV-2 generino un giro di affari di circa 1,1 miliardi di dollari annui, causando tuttavia danni agli individui e ai sistemi sanitari nazionali per cifre molto più elevate.

Teorie del complotto Origine come arma biologica L'origine del SARS-CoV-2, secondo un rapporto dell'OMS - messo in discussione da parte della comunità scientifica - sarebbe attribuibile col maggior grado di probabilità a un passaggio dagli animali all'uomo attraverso un ospite intermedio: il salto di specie sarebbe avvenuto, secondo uno studio del South China Agricultural University, dai pipistrelli, che costituiscono un serbatoio naturale di coronavirus, a pangolini, utilizzati come merce di contrabbando soprattutto in Asia, e quindi all'uomo. Nonostante ciò, altre possibili spiegazioni della genesi del virus, quali la trasmissione diretta da una singola specie animale all'uomo e un incidente di laboratorio non sono state scartate: il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus il 30 marzo 2021 ha dichiarato che la fonte del virus non è ancora stata individuata con certezza assoluta. La difficoltà sarebbe attribuibile soprattutto alla reticenza delle autorità cinesi a permettere un'indagine approfondita, in assenza della quale sarebbe sostanzialmente impossibile provare quale sia la vera origine del virus.

Proprio questa incertezza e opacità da parte delle autorità cinesi e la rapida diffusione della COVID-19 ha tuttavia diffuso l'idea che il virus fosse stato creato appositamente in laboratorio per utilizzarlo come arma biologica. Questa tesi porta come indizio il fatto che a Wuhan, città dove si è sviluppato il primo focolaio, è presente un laboratorio destinato allo studio di microrganismi. Altro indizio sarebbe dato dal fatto che nel novembre 2019 tre scienziati che operavano nel suddetto laboratorio sarebbero stati ricoverati perché gravemente ammalati. Tale affermazione è stata sostenuta da diverse personalità, tra cui il premio Nobel Luc Montagnier.

Diverse fake news circolate sul web hanno attribuito la paternità del virus a vari scienziati, tra cui il premio Nobel per la Medicina del 2018 Tasuku Honjo, e l'americano Charles Lieber, il quale avrebbe creato il virus e lo avrebbe venduto alla Cina.

In Italia sui social è diventato virale un servizio di TGR Leonardo del 2015 in cui vennero approfondite delle ricerche di ingegneria genetica effettuate in laboratori cinesi utilizzando il virus RaTG13. In realtà, pur appartenendo entrambi alla famiglia dei Coronaviridae, non si trattava dello stesso virus che causa la COVID-19: tale virus aveva una sequenza genetica differente da quella del SARS-CoV-2 in più di 1 100 singoli nucleotidi, distribuiti nel genoma del secondo in maniera naturale e conforme alle caratteristiche evoluzionarie tipiche dei coronavirus; questo smentisce quasi certamente che il virus della COVID-19 sia stato ottenuto artificiosamente modificando RaTG13.

Alcune teorie sostengono che la COVID-19 è stata creata per indebolire l'economia di alcuni Paesi e favorire quella di altri, ma dal momento che il virus ha attaccato indiscriminatamente tutto il mondo ciò non è plausibile. In particolare, in Cina e in Iran si è diffusa l'idea che fossero stati gli americani ad aver creato il virus, mentre alcuni gruppi antisemiti e antivaccinisti hanno diffuso fake news sul popolo ebraico secondo le quali la COVID-19 sarebbe un'arma creata dagli ebrei per conquistare il mondo.

L'origine del SARS-CoV-2 come arma biologica sarebbe comunque altamente improbabile, in quanto il fatto di possedere un periodo di incubazione lungo fino a 20 giorni e di attaccare maggiormente persone anziane e/o già debilitate non renderebbero il virus valido per un utilizzo come arma biologica.

5G Alcune teorie complottiste collegano la diffusione del SARS-CoV-2 con la presenza di antenne per la trasmissione di dati per la telefonia mobile 5G. Secondo queste teorie, le frequenze utilizzate dalla tecnologia 5G renderebbero il sistema immunitario delle persone più debole e quindi suscettibile alle infezioni; altre teorie sostengono che il virus possa essere trasmesso direttamente attraverso le antenne 5G. Il teorico cospirazionista britannico Mark Steele ha promosso teorie complottiste e disinformazione che collegano il lancio del 5G alla pandemia di COVID-19. Affermazioni sulla correlazione tra 5G e COVID-19 vennero presentate anche da Gunter Pauli (consulente economico del presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte).

I numerosi studi sul 5G hanno comunque dimostrato che le onde impiegate in tale tecnologia hanno frequenza tale da non essere in grado di alterare il sistema immunitario umano. La trasmissione del virus da una persona all'altra avviene invece a causa delle goccioline respiratorie: le vie di trasmissione sono quella aerea diretta, nasale e orale, anche attraverso la congiuntiva oculare, e quella indiretta, quando le goccioline sono raccolte con le mani da superfici contaminate e portate ad occhi, naso e bocca; in tal modo è inoltre possibile una trasmissione fecale-orale, essendo stata in alcuni casi riscontrata la presenza del virus anche nelle feci delle persone infette.

Un tweet ha avviato un meme su Internet secondo cui le banconote da 20 sterline della Banca d'Inghilterra conterrebbero un'immagine di un'antenna del 5G e del virus SARS-CoV-2. Facebook e YouTube rimossero tale meme poiché in realtà ciò che viene indicato come l'antenna è il faro di Margate e ciò che viene indicato come il virus è la scala della Tate Britain. Lo schema di un pedale per la chitarra elettrica venne utilizzato per spacciare l'esistenza di un nanochip 5G nel vaccino Pfizer.

Alcune unità flash USB venivano vendute per 370 dollari come "5G Bioshield", presumibilmente offrendo protezione dalla minaccia inesistente di infezione trasmessa tramite le onde radio dei telefoni cellulari 5G.

Bill Gates e case farmaceutiche Secondo alcune teorie complottiste esisterebbe una cospirazione, al centro della quale si troverebbe la fondazione di Bill Gates e Melinda Gates, allo scopo di produrre un vaccino i cui aghi servirebbero a marchiare la popolazione al fine di controllarla attraverso dei microchip. Tali idee ebbero ampio risalto, anche a causa della diffusione di alcuni video su YouTube e di diversi audio su WhatsApp, privi di riscontro oggettivo.

Un sondaggio YouGov su 1 640 persone afferma che il 28% degli americani crede che Bill Gates voglia usare i vaccini anti-COVID-19 per impiantare microchip nelle persone, con una cifra che sale al 44% tra i simpatizzanti del Partito Repubblicano.

Altre teorie complottiste sostengono che il virus sia stato inventato da ditte farmaceutiche allo scopo di arricchirsi economicamente e che il vaccino fosse già disponibile dal 2014. Venne diffusa la falsa notizia che la azienda farmaceutica GlaxoSmithKline fosse proprietaria di un laboratorio di Wuhan e della Pfizer per dimostrare che essa avrebbe creato il virus nel laboratorio cinese per poi vendere il vaccino.

Dittatura sanitaria Alcuni sostengono che la COVID-19 sia un'invenzione nata per creare una "dittatura sanitaria", con lo scopo di reprimere le libertà individuali alle popolazioni costringendo le persone a rimanere in casa e imponendo il distanziamento sociale e l'uso della mascherina. Queste teorie sono state riprese da diverse personalità, tra cui il teorico del complotto David Icke, il quale affermò "Vogliono ridurre il mondo in schiavitù con la scusa della COVID-19" (ciò gli costò il ban da Facebook e Twitter per aver diffuso fake news sull'argomento). Il presbitero Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, durante una diretta ha sostenuto che la pandemia di Coronavirus è un complotto mondiale delle élite per conquistare il mondo entro il 2021. Tucker Carlson, giornalista di Fox News, affermò che l'OMS volesse "deportare i vostri familiari infetti entrando con la forza nelle vostre case".

Secondo alcuni la creazione dell'app "Immuni" consisterebbe in uno stratagemma da parte del governo italiano per avere un controllo dei singoli individui e dei loro spostamenti, teoria facilmente smentibile con il fatto che il codice sorgente dell'app è libero e quindi ispezionabile da chiunque. Inoltre l'applicazione utilizza il protocollo DP3T, designato per tracciare senza bisogno della posizione geografica. Diego Fusaro sostenne erroneamente che l'app fosse in grado di auto-installarsi senza il consenso degli utenti, peraltro in base a un video su YouTube pubblicato da un canale chiamato "Giulia 696", in cui due adolescenti mostrano nelle impostazioni di Android un pulsante intitolato "Notifiche di esposizione al COVID-19", dicendo che la presenza di quel pulsante significherebbe la presenza di Immuni. In seguito il canale YouTube è stato chiuso.

Illegittimità dei DPCM italiani Il 23 dicembre 2020 diversi giornali riportarono la notizia (diventata virale sul web) che i DPCM attuati dal governo contro la COVID-19 sarebbero illegittimi. In realtà l'organo competente a dichiarare una legge incostituzionale è la Corte Costituzionale, non si trattava di una sentenza, ma di un'ordinanza del Tribunale Civile di Roma e non risulta che il giudice abbia rimesso agli atti alla Consulta in merito ai Dpcm D'altra parte, il sindacato della Corte costituzionale è limitato alle leggi e agli atti aventi forza di legge, escludendo gli atti amministrativi quali i DPCM. In quanto fonti secondarie, i DPCM sfuggono al controllo diretto della Consulta e possono essere disapplicati da qualunque giudice comune per vizio di illegittimità, con efficacia circoscritta alle sole parti del giudizio e senza effetti erga omnes. Si trattava infatti del caso di un inquilino che a seguito dell'emergenza COVID-19 aveva chiesto una riduzione dell'affitto del locale ospitante il suo negozio. Secondo un articolo pubblicato da Diritto.it, essendo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) un atto amministrativo non viene sottoposto al vaglio del Presidente della Repubblica e non risulta essere sottoponibile al giudizio della Corte Costituzionale. Anche se l'articolo 16 della Costituzione prevede che la legge può stabilire limitazioni per motivi di sanità o sicurezza sono stati presentati degli esposti contro Giuseppe Conte per presunta incostituzionalità dei Dpcm a firma di Stefano Angei di Varese e Simone Mansori di Sesto Calende.

Circolò su Whatsapp la notizia che la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo avesse condannato Giuseppe Conte a proposito dei Dpcm.

Pandemic Bond Alcune teorie complottiste hanno sostenuto che l'OMS avesse dichiarato l'emergenza nel marzo 2020 solo dopo la scadenza di una presunta obbligazione, in accordo con la Banca Mondiale.

Origine del virus al di fuori della Cina