L'Ordine canonicale regolare del Santo Sepolcro, detto anche dei Canonici del Santo Sepolcro o Congregazione del Santo Sepolcro. è un ordine religioso di canonici regolari creato da Goffredo di Buglione dopo la presa di Gerusalemme nel 1099. Seguendo la Regola di sant'Agostino, questo Ordine aveva la funzione non solo di proteggere il Santo Sepolcro ma anche di occuparsi della vita liturgica del santuario. Con l'estensione delle conquiste in Terra Santa, l'Ordine si sviluppò estendendo la propria missione per proteggere i luoghi santi in tutto il Regno di Gerusalemme. Nel preambolo del nuovo statuto dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, approvato da Papa Francesco in data 11 maggio 2020, è scritto che le proprie radici storiche affondano nell’istituzione dell'Ordine canonicale regolare del Santo Sepolcro , a differenza di quanto hanno sostenuto erroneamente alcuni storici moderni, che avevano negato tale legame.

Con la perdita degli Stati latini di Oriente, l'Ordine si trasferì in Europa. Nel 1489, papa Innocenzo VIII decise la soppressione dell'Ordine canonicale e la sua incorporazione nell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, che avvenne solo per la compagine italiana dello stesso. Le bolle di pontefici quali Alessandro VI (1496), Leone X (1516) e Benedetto XIV (1746) permisero ai Canonici del Santo Sepolcro di continuare ad esistere: in Francia si presume siano stati presenti fino al periodo della Rivoluzione francese nel 1789, in Polonia fino a quando il monastero di Neisse fu sciolto nel 1810 ed il monastero principale di Miechów subì la medesima sorte nel 1819, e in Spagna fino al XIX secolo.

Il capitolo del Santo Sepolcro in Terra Santa Il capitolo secolare (1099-1114) Al termine dell'Assedio di Gerusalemme, durante la Prima crociata, i crociati non riuscirono a rintracciare il patriarca della Città Santa, Simone II. La sua cattedrale, la Chiesa del Santo Sepolcro, era quindi disponibile per l'installazione di un patriarca latino, posto per il quale l'11 agosto 1099 venne nominato, dopo alcune difficoltà, il fiammingo Arnolfo di Rœux, il quale però non poté essere consacrato ufficialmente perché fu subito rilevato che egli era ineleggibile secondo il diritto canonico non essendo ancora un diacono. Secondo Alberto di Aquisgrana, Fulcherio di Chartres e Guglielmo di Tiro, fu quindi proprio Goffredo di Buglione, non appena venne designato Difensore del Santo Sepolcro, a decidere di installare un capitolo di venti Fratres Cruciferi Dominici Sepulchri Hierosolymitani, incaricati di assicurare la liturgia delle ore e la celebrazione della messa in questa chiesa., oltre che di assistere il patriarca nei suoi compiti spirituali e materiali..

Questa fondazione si inscrive nel movimento di riforma gregoriana che si sviluppò in Occidente nell'XI secolo, e nella linea del Sinodo lateranense del 1059. Se quest'ultimo raccomandava la scelta, per i capitoli, di un'organizzazione regolare, vale a dire la pratica di una vita integralmente in comunità e il voto di povertà per i suoi membri, sembra che quello istituito a Gerusalemme preferì un'organizzazione secolare, vale a dire con una vita di comunità ridotta e il mantenimento della proprietà individuale per ciascun canonico..

Difatti, al fine di consentire a questi canonici di garantire la propria sussistenza, Goffredo di Buglione costituì per loro importanti prebende e offrì loro delle belle dimore accanto al Santo Sepolcro. Oltre a questa dotazione del sovrano, i canonici beneficiavano anche delle offerte fatte dai fedeli. Una di queste offerte, che doveva essere condivisa tra i canonici, l'Ospedale, il re Baldovino I e il patriarca Dagoberto, ma che quest’ultimo aveva trattenuto, causò una disputa che portò al suo allontanamento nel 1102..

Nel 1103, il nuovo patriarca Ebremaro riformò l'assegnazione delle prebende ai canonici, rafforzando ulteriormente il carattere secolare del capitolo. I beni precedentemente comuni vennero trasformati in diversi benefici individuali, che vennero attribuiti a ciascun canonico in base alla sua dignità e alle sue funzioni. Questa riforma portò a una disparità di trattamento tra i canonici: difatti, alcuni si ritrovarono nell'opulenza mentre altri furono costretti a vivere in povertà. Negli anni che seguirono, questa situazione divenne così marcata che, nel 1112, il patriarca Gibelino di Sabran, su consiglio di Arnolfo di Rœux, esortò i canonici a essere fedeli alla vita comunitaria, analogamente a come vissuta dai capitoli di altre Chiese, e chiese a Baldovino I di obbligarli in tal senso.

Nel 1110, un canonico del Santo Sepolcro, chiamato Aschétin o Anselin, divenne per intervento reale il primo vescovo della diocesi di Betlemme...

Il capitolo regolare (1114-1291) Poco dopo la morte di Gibelino nell'aprile del 1112, Arnolfo di Rœux divenne ufficialmente Patriarca di Gerusalemme. Fu lui a riformare il capitolo del Santo Sepolcro nel 1114, imponendo ai canonici di seguire pienamente la regola di Sant'Agostino, e più precisamente la Regula tertia... Si trattò di un cambiamento importante, di entità superiore a quello di una semplice riforma: il privilegio pubblicato da Arnolfo ha per titolo Transmutatio canonicorum secularium in regulares, «Trasformazione dei canonici secolari in regolari», e usa il termine , che implica un ritorno alla purezza originale. In questo stesso privilegio si affermava che il patriarca agiva con l'approvazione di Baldovino I e con l'approvazione del Papa e, il 6 luglio 1122, Callisto II pubblicò effettivamente una bollaGerardo priori et ejus fratribus in ecclesia Sancti Sepulcri regularem vitam professis, «A Gerardo, priore, ed ai suoi fratelli che hanno fatto la professione di vita regolare nella Chiesa del Santo Sepolcro». nella quale confermò questa trasformazione...

Guglielmo di Tiro, che non apprezzava Arnolfo, riferisce che lo scopo di questa riforma era quello di sostituire i ricchi canonici nominati da Goffredo di Buglione con canonici regolari di modesta origine, requisendo le loro proprietà.. La realtà sembra però essere meno desolante perché, nonostante la cattiva reputazione di ArnolfoPersonaggio controverso, soprannominato Malecorne o Malcouronne (cattiva tonsura) in ragione della dicotomia tra la sua vita privata e la sua vita sacerdotale ()., la sua azione mirava principalmente a riformare i costumi corrotti dei canonici secolari.. In effetti, essa si inserisce bene nel quadro della riforma gregoriana, così come la storia del capitolo di Gerusalemme, con i suoi abusi e le sue riforme, il suo passaggio da secolare a regolare e fino ai termini usati nei testi, rispecchia l'evoluzione dei capitoli di canonici in Occidente nell'XI e XII secolo.

I canonici regolari erano obbligati al voto di povertà individuale e alla vita comune, anche per il sonno e i pasti.. Al fine di garantire le entrate del capitolo, Arnolfo concesse loro una dotazione composta da metà delle offerte fatte al Santo Sepolcro, due terzi della cera offerta per l'illuminazione, tutte le offerte fatte alla Vera Croce (eccetto il Venerdì Santo e nelle volte in cui essa era affidata alle cure del patriarca) le decime riscosse a Gerusalemme e nei dintorni, metà del beneficio dato da Baldovino I alla creazione della diocesi di Betlemme e delle chiese di San Pietro a Giaffa e San Lazzaro. Il luogo di vita dei canonici, chiamato “Moustier (Monastero) del Sepolcro", è addossato al lato sud-ovest della Chiesa del Santo Sepolcro. Potevano accedervi attraverso una porta situata nella Cappella cosiddetta "dei Franchi", accanto a quella del Calvario. Questo convento comprendeva refettorio, dormitorio, sala del capitolo, cantina, cucina e altri spazi comuni, tutti organizzati attorno a un chiostro; questi edifici sono tuttora esistenti e sono occupati dai monaci copti ed etiopi..

Numerosi membri del Capitolo del Santo Sepolcro ottennero alti uffici ecclesiastici nel Regno di Gerusalemme. Tre di loro vennero nominati patriarchi: Guglielmo di Malines nel 1130, Fulcherio di Angoulême nel 1146 e Amalrico di Nesle nel 1158. Tre canonici vennero nominati Arcivescovi di Tiro: Guglielmo l'inglese nel 1128, Fulcherio di Angoulême nel 1134 - prima della sua elezione a patriarca - e Pietro di Barcellona nel 1148. Infine, nel 1168, un canonico chiamato Guerrico fu nominato arcivescovo di Petra..

Grazie alle funzioni liturgiche officiate nel Santo Sepolcro, prima chiesa del regno franco e culmine del pellegrinaggio a Gerusalemme, il capitolo ricevette numerose donazioni. Una parte di queste provenivano dall'Occidente; va notato che esse però erano solo la continuazione di un uso consolidato, giacché il clero ortodosso riceveva già numerosi doni ancor prima delle crociate, anche dopo lo scisma del 1054.. Dal 1114, diversi privilegi di Baldovino I confermarono le donazioni fatte da Goffredo di Buglione. Imitando quest'ultimo, lungo tutta l'esistenza del Capitolo in Terra Santa i re di Gerusalemme continuarono a effettuarne, imitati dai sovrani europei, dai nobili e da semplici fedeliQueste donazioni non devono essere confuse con quelle indirizzate «a Dio, al Santo Sepolcro e all'Ospedale, che erano destinate all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme ().. Lo stesso Patriarca di Gerusalemme faceva spesso donazioni, che potevano essere di natura finanziaria, ossia donazioni particolari o esenzioni dalle decime e dai canoni, ma principalmente erano composte di beni immobili, come case situate a Gerusalemme o campi agricoli..

Le donazioni più importanti furono di natura ecclesiastica. Oltre alla Chiesa di San Pietro a Giaffa, concessa nel 1103 da Ebremaro, i patriarchi diedero al Capitolo le chiese di Nostra Signora di Tiro, nel 1124 o 1127, della Quarantena nel 1134, o del Santo Sepolcro di San Giovanni d'Acri.. Questi possedimenti vennero confermati da diverse bolle papali, come ad esempio quella di Onorio II nel 1128 che menziona sette chiese in Palestina, tre delle quali appartengono ai canonici con il villaggio che le circonda. In quest'epoca, risulta che il capitolo del Santo Sepolcro aveva già proprietà anche in Occidente, poiché nella stessa bolla di Onorio II sono elencate due chiese in Italia, dieci in Francia e quarantadue in Spagna, oltre a molte altre proprietà, dimore e ospedali. Nel XIII secolo, il capitolo possederà fino a 85 chiese in Terra Santa e in Europa, di cui le più importanti formavano dei priorati di canonici del Santo Sepolcro..

Organizzazione del Capitolo Il Capitolo regolare del Santo Sepolcro era diretto da un superiore eletto dai canonici, che riceveva il titolo di «Priore del Santo Sepolcro». Quest'ultimo agiva in nome del Capitolo e aveva privilegi particolari. Primus di tutti gli abati e priori del patriarcato, si collocava subito dopo gli arcivescovi e i vescovi nell'ordine di precedenza del patriarcato latino di Gerusalemme. Come questi ultimi, indossava l'anello e la mitra e sostituiva il patriarca nelle funzioni liturgiche quando quest'ultimo era assente. Questo privilegio fu confermato da numerose bolle papali, pubblicate da Alessandro III nel 1168, 1170 e 1180, poi da Celestino III nel 1196. L'importanza del Priore era tale che egli poteva anche essere inviato a rappresentare il patriarca, come nel caso del terzo Concilio Lateranense nel 1179, dove il patriarca venne sostituito da Pietro, priore del Santo Sepolcro. Urbano IV gli conferì persino il titolo di «Priore della Chiesa di Gerusalemme», estendendo la sua autorità su tutte le chiese del patriarcato.