Sonate e interludi () è un ciclo di venti composizioni musicali per pianoforte preparato del compositore statunitense d'avanguardia John Cage, il quale lo portò a termine fra il 1946 e il 1948, subito dopo essere stato introdotto alla filosofia indiana e aver appreso gli insegnamenti di Ananda Coomaraswamy, che lo avrebbero poi influenzato per i lavori successivi. Molto più complesso delle altre opere di Cage per il suddetto strumento,.. è generalmente riconosciuto come una delle sue prove migliori..

Il ciclo è costituito da sedici sonatetredici delle quali organizzate nella tradizionale forma bipartita di scuola barocca, mentre le restanti tre in quella tripartitae quattro interludi, il cui scopo consiste nell'esprimere attraverso il flusso musicale le otto emozioni permanenti dell'estetica rasa, vale a dire quelle suscitate da un'opera d'arte e che non possono essere descritte a parole.. L'autore adottò un'articolata strategia compositiva fondata sulle proporzioni annidate, secondo cui una sequenza arbitraria di numeri naturali e frazioni governa la struttura di ciascun brano sia a livello macroscopico sia microscopico...

Composizione

Nei primi anni quaranta, John Cage stava attraversando una profonda crisi artistica:. le sue opere infatti erano raramente accettate dal pubblico. e stava diventando sempre più disilluso riguardo all'idea dell'arte come mezzo di comunicazione. Al contempo dovette affrontare la separazione dalla moglie, con la quale aveva vissuto fino al 1945, e un cambiamento nel suo orientamento sessuale, accaduto nel 1942.. In seguito spiegò che «ho spesso frainteso ciò che un altro compositore stava dicendo semplicemente perché non capivo appieno il suo linguaggio. E ho constatato come altre persone fraintendessero ciò che io stesso stavo dicendo quando dicevo qualcosa di preciso e diretto». All'inizio del 1946, incontrò Gita Sarabhai, una musicista indiana che venne negli Stati Uniti preoccupata per l'influenza occidentale sulla musica del suo Paese e che voleva trascorrere diversi mesi negli Stati Uniti, studiando la musica occidentale. Prese lezioni di contrappunto e di musica contemporanea da Cage, che si era offerto di insegnargliele gratuitamente se in cambio ella lo avesse iniziato alla musica e alla filosofia indiane.. Lo scopo della musica, secondo Sarabhai, era quello di «equilibrare e calmare la mente, rendendola così suscettibile alle influenze divine»,. e questa definizione divenne uno dei cardini della visione di Cage sulla musica e sull'arte in generale..

Circa nello stesso periodo, il compositore iniziò a studiare gli scritti dello storico dell'arte indiano Ananda Coomaraswamy, dai quali apprese le nozioni dell'estetica rasa e delle sue "emozioni permanenti", le quali sono divise in due gruppi: quattro bianche (umorismo, meraviglia, erotico ed eroico, da intendersi come «accettare la propria esperienza») e quattro nere (rabbia, paura, disgusto e tristezza). Sono le prime otto delle navarasas o navrasas,Letteralmente, appunto, "nove emozioni". che tendono tutte verso la nona: la quiete interiore (Śāntarasa).. Sebbene non specificò mai a quale di esse si riferisca ciascuna composizione, o se esista una corrispondenza così diretta e univoca tra di loro,. Cage affermò che «i pezzi con suoni simili a [quelli delle] campane ricordano l'Europa e altri con una sonorità simile a [quella di] un tamburo richiamano l'Oriente»Dal booklet che accompagna la ristampa dell'album di Maro Ajemian John Cage: Sonatas And Interludes For Prepared Piano, pubblicata dalla Composers Recordings Inc. nel 1995.. e che in particolare la Sonata XVI, l'ultima, «è chiaramente europea. Era tipica di un compositore occidentale».

A febbraio del 1946, John Cage si mise a tutti gli effetti al lavoro sul ciclo, durante il soggiorno a New York. L'idea di una raccolta di brani brevi gli era stata suggerita dal poeta Edwin Denby, che aveva osservato come essi potessero avere le stesse identiche qualità e contenuti di pezzi più lunghi.. La scelta dei materiali e la tecnica di preparazione del pianoforte dipendevano in gran parte dall'improvvisazione: egli disse che la sua opera era composta «suonando il piano, ascoltando le differenze [e] compiendo una scelta».. Per diversi aspetti Cage offrì una metafora poetica per questo processo, confrontandolo con il raccogliere le conchiglie mentre si cammina lungo una spiaggia.. All'inizio del 1947 interruppe la lavorazione per scrivere The Seasons, un balletto in un atto anch'esso ispirato alla filosofia indiana.. Tornato agli inizi dell'anno successivo su Sonate e interludi, lo completò a marzo.

Dedicò l'opera all'amica pianista Maro Ajemian, la quale fu la prima in assoluto non solo a eseguirla,. ma anche a suonarla nella sua interezza (durante un concerto tenutosi il 12 gennaio del 1948 al Carnegie Hall e replicato per due sere consecutive) e a inciderla in studio (tramite la Dial Records nel 1951). Le reazioni della critica musicale furono contrastanti, ma generalmente positive. Il The New York Times descrisse l'esecuzione al Carnegie Hall in questo modo:.

Sonate e interludi fece comunque guadagnare un certo successo a John Cage, che sempre nel 1949 ottenne la Fellowship della Guggenheim Foundation, da cui ricevette una borsa di studio, con la quale poté compiere un viaggio di sei mesi in Europa per allestire nuovi concerti in giro per le varie capitali.. A Parigi in particolare ebbe l'occasione di fare nuove esperienze artistiche: infatti il 7 giugno incontrò Olivier Messiaen, che aiutò a organizzare un'esecuzione del suo ciclo per i suoi studenti, e strinse una solida e feconda amicizia con Pierre Boulez (le cui Deuxième Sonate lo avevano folgorato), il quale divenne uno dei primi ammiratori del suo lavoro a tal punto che volle scrivere un discorso introduttivo per lo spettacolo del 17 giugno al salone di Suzanne Tézenas.. Nel frattempo iniziò a scrivere String Quartet in Four Parts, la terza e ultima opera influenzata dalla filosofia indiana.Libretto dell'album John Cage: Complete String Quartets (Arditti Quartet), pubblicato nel 1989–1992 e curato da Pritchett.

Il Grove Dictionary of Music and Musicians presenta il ciclo di composizioni in questi termini:.

Analisi Preparazione del pianoforte

Nel testo che accompagnava la prima registrazione di Sonate e interludi, Cage scrisse specificamente che le preparazioni non erano una critica allo strumento musicale, ma una semplice misura pratica. Le aveva già ampiamente sperimentate in molti suoi pezzi precedenti, partendo da Bacchanale (realizzato nel 1940 per uno spettacolo di danza di Syvilla Fort),. di fatto il primo brano per piano preparato,. e passando per numerosi altri, come Totem Ancestor, In the Name of the Holocaust (entrambi del 1942 per due balletti di Merce Cunningham),. Our Spring Will Come (destinata a un'esibizione di danza di Pearl Primus del 1943) e Music for Marcel Duchamp (1946).. Tuttavia, nel ciclo la preparazione si distingue da questi precedenti per la sua notevole complessità: in non meno di due o tre ore vengono preparate infatti quarantacinque note, principalmente usando un cospicuo numero di viti, quindici pezzi di gomma, quattro pezzi di plastica, una gomma per cancellare e diversi dadi e bulloni. Nonostante le istruzioni dettagliate, qualsiasi preparazione è destinata a essere diversa dalle altre e lo stesso compositore suggerì come non esistesse un piano rigoroso a cui aderire:

Egli evitò di usare troppo il registro grave dello strumento, gran parte del materiale melodico, infatti, si riscontra nel registro soprano. Delle quarantacinque note preparate, solo tre appartengono alle altrettante ottave più basse sotto il Fa#3: Re3, Re2 e Re1. Inoltre, Re2 è preparato in modo tale che il suono prodotto abbia la frequenza di un Re4 (ottenendo, così, due varianti possibili di questa nota, una più preparata dell'altra).. La parte della tastiera sopra Fa#3 è divisa in circa tre registri: basso, medio e alto (il primo ha la preparazione più massiccia, mentre l'ultimo la più leggera). L'effetto può essere vario: alcune note risulteranno inalterate nel suono e nella frequenza, mentre altre appariranno stonate o con sonorità metalliche, tintinnanti e simili a quelle di strumenti a percussione, che non hanno alcun legame con la propria frequenza fondamentale. L'uso del pedale una corda, che fa sì che i martelli colpiscano solo due delle tre corde di ciascuna nota (o una, per quelle che ne hanno due), complica ulteriormente la questione; ad esempio, la nota Do5 avrà un suono metallico senza alcuna fondamentale distinzione a pedale premuto, ma suonerà abbastanza normale a pedale sollevato. Cage era pienamente consapevole delle implicazioni di ciò, dato che alcune sonate presentano un'interazione tra due versioni di una nota, altre invece pongono particolare enfasi su note particolari e altre ancora dipendono molto da combinazioni particolari delle varianti..

Il giornalista italiano Andrea Rebaudengo nel suo articolo John Cage, il pianoforte preparato, pubblicato il 21 giugno 2008 per il webzine PeaceReporter, scrisse che il risultato di quest'operazione di deviazione timbrica «è affascinante: una serie di nuovi colori il cui accostamento genera infinite combinazioni. [...] Alcune sonate spiccano per la genialità dell'invenzione: ad esempio la n.5, con il suo incedere implacabile e le scelta dei timbri più stranianti, ci ricorda le più riuscite "computer music" degli anni a venire. Sì perché in fondo questi suoni, che più manuali e artigianali non si può, spesso sembrano quelli elettronici che vengono creati seviziando sinusoidi e logaritmi».

Struttura

Come già accennato, il ciclo comprende sedici sonate e quattro interludi, sistemati simmetricamente in quattro gruppi di quattro sonate l'uno separati reciprocamente da un interludio a struttura chiasmica nel seguente modo: Sonatas I–IV    Interlude 1    Sonatas V–VIII Interludes 2–3 Sonatas IX–XII    Interlude 4    Sonatas XIII–XVI

Cage si riferiva ai suoi componimenti chiamandoli «sonate», nel senso che sono strutturati proprio come le prime sonate per pianoforte classico (secondo cioè lo schema AABB), sebbene non siano fusi nella forma-sonata, più tarda ed elaborata. Ci sono tuttavia delle eccezioni: Sonata IX, Sonata X e Sonata XI infatti comprendono tre sezioni (preludio, interludio e postludio), mentre Sonata XIV e Sonata XV seguono sì lo schema AABB ma sono accoppiate e hanno il titolo congiunto Gemini—after the work of Richard Lippold. Gli interludi, d'altra parte, non hanno uno schema unificante: i primi due sono di fatto movimenti in forma libera, mentre gli altri hanno una struttura a quattro sezioni con ripetizioni per ognuna di queste. + Le forme e le proporzioni strutturali di Sonate e interludiDallo spartito pubblicato da Edition Peters (codice 6755). Copyright del 1960 della Henmar Press. Vedere anche .. Brano Forma Proporzioni Dimensioni dell'unitàNumero di battute. Sonata I AABB 1¼, ¾, 1¼, ¾, 1½, 1½ 7 Sonata II AABB 1½, 1½, 2⅜, 2⅜ 7¾ Sonata III AABB 1, 1, 3¼, 3¼ 8½ Sonata IV AABB 3, 3, 2, 2 10 Interlude 1 N/ANon ci sono ripetizioni. 1½, 1½, 2, 1½, 1½, 2 10 Sonata V AABB 2, 2, 2½, 2½ 9 Sonata VI AABB 2⅔, 2⅔, ⅓, ⅓ 6 Sonata VII AABB 2, 2, 1, 1 6 Sonata VIII AABB 2, 2, 1½, 1½ 7 Interlude 2 N/A N/ANon chiaro. 8 Interlude 3 AABBCCDD 1¼, 1¼, 1, 1, ¾, ¾, ½, ½ 7 Sonata IX ABBCC 1, 2, 2, 1½, 1½ 8 Sonata X AABBC 1, 1, 1, 1, 2 6 Sonata XI AABCC 2, 2, 3, 1½, 1½ 10 Sonata XII AABB 2, 2, 2½, 2½ 9 Interlude 4 AABBCCDD 1, 1, 1, 1, 1, 1, 1¼, 1¼ 8½ Sonata XIII AABB 1½, 1½, 3½, 3½ 10 Sonata XIV AABB 2, 2, 3, 3 10 Sonata XV AABB 2, 2, 3, 3 10 Sonata XVI AABB 3½, 3½, 1½, 1½ 10