Il Lungomare di San Benedetto del Tronto è un lungo viale alberato con un percorso promiscuo pedonale, ciclabile e veicolare largo oltre 45 metri e lungo . Costeggiando il mare Adriatico, si sviluppa da Viale Andrea Pazienza alla Rotonda D’Acquisto (Piazza Salvo D'Acquisto). È considerato uno dei più suggestivi d'Italia e d'Europa per la presenza di migliaia di palme (tra le 7.000 e le 10.000), in prevalenza delle specie Phoenix canariensis e Phoenix sylvestris. Grazie a queste peculiarità paesaggistiche, ha dato all'intera zona litoranea sambenedettese il nome di Riviera delle Palme. Il lungomare si caratterizza inoltre per la presenza di numerosi villini Liberty risalenti ai primi del Novecento, un'ampia pista ciclabile, zone pedonali, varie tipologie di giardini a tema botanico, aree dedicate al rilassamento e al fitness , e un'elevata densità di attività ricettive, alberghi e stabilimenti balneari.
Storia
Descrizione
La costruzione del ponte sull'Albula avvenuta nel 1921, opera deliberata e progettata sin dal 1915, consentiva di prolungare non solo il futuro lungomare, anche quello di collegare la città da nord a sud. Fu l'inizio dell'espanzione della città in direzione sud. Progettato agli inizi degli anni trenta, il primo tratto del "lungomare Cristoforo Colombo" (l'attuale Viale Bruno Buozzi), è stato inaugurato, il 30 luglio del 1932, il lungomare di San Benedetto del Tronto, ad oggi mantiene ancora la stessa impostazione. l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di San Benedetto del Tronto, diede l'incarico al modenese ingegnere Luigi Onorati di progettare una strada che costeggia la spiaggia, per migliorare le attrattive turistiche della cittadina, che nel 1865, fu una delle prime località marittime dell'Adriatico ad avere inaugurato uno stabilimento balneare lo Stabilimento Bagni.
Il progetto prevedeva una sede stradale di 30 metri e ampi marciapiedi, una piazza "Rotonda a Mare" con una fontana (attuale Rotonda Giorgini), diversi campi da tennis e la "Palazzina Azzurra"; furono installate balaustre in cemento, per un tratto di circa un chilometro e mezzo, con scalinate di accesso alla spiaggia, furono piantate centinaia di palme della specie delle canarie, da datteri, nana e altre piante fra cui tamerici e centinaia di oleandri in varie colorazioni bianco, rosa, rosso e variegato. Il tratto iniziale del lungomare era ed è caratterizzato dalla presenza di decine di villini in stile Liberty. Negli anni 30, la località di Porto d'Ascoli, oggi quartiere cittadino, venne incorporata al nucleo urbano di San Benedetto del Tronto, il lungomare di San Benedetto venne unito a quello di Porto d'Ascoli. Negli anni del boom economico, ci fu la ristrutturazione dell'intero viale, la costruzione di nuove strutture ricettive, alberghi e stabilimenti balneari, San Benedetto in quei anni iniziava ad imporsi come meta di villeggiatura di primaria importanza, del medio versante adriatico, il lungomare era, ed è tutt'oggi, l'attrazione paesaggistica più importante della città.
Dalla seconda guerra mondiale all'età contemporanea
Durante la seconda guerra mondiale la città subì pesanti bombardamenti tra il 1943 e il 1944, che danneggiarono gravemente l'asse costiero; l'arteria venne ripristinata e ricostruita solo al termine delle operazioni belliche.
Nel 1946, nell'ambito di una riorganizzazione della toponomastica cittadina deliberata nell'agosto del 1945, il lungomare precedentemente intitolato a Tommaso di Savoia venne intestato al sindacalista Bruno Buozzi. Nel 1948 il Ministero dei lavori pubblici stanziò i primi finanziamenti per la sistemazione definitiva della strada costiera fino alla frazione di Porto d'Ascoli. Nel 1951, su disegno dell'ingegner Luigi Onorati, l'Azienda Autonoma di Soggiorno deliberò la costruzione di un padiglione polifunzionale per servizi sul suolo demaniale prospiciente viale Trieste, provvisto di guardia medica, cabina telefonica e servizi igienici; la struttura, originariamente denominata La Caravella, fu riconvertita nel 1957 in locale d'intrattenimento assumendo il nome di Kon-tiki. In quegli stessi anni, a seguito del completamento dei servizi infrastrutturali e idrici nel tratto intitolato a Guglielmo Marconi, l'opera di Onorati fu interamente completata.
Negli anni novanta, lungo i circa del tracciato, fu realizzata la pista ciclabile ricavata da una porzione della sede stradale, la prima infrastruttura di questo tipo nel territorio provinciale. A partire dal 2004, il lungomare sud è stato oggetto di un radicale intervento di riqualificazione urbana su progetto dell'architetto Farnush Davarpanah, all'epoca dirigente comunale delle opere pubbliche; i lavori, focalizzati sul tratto di compreso tra piazza Salvo D'Acquisto e l'edificio *Las Vegas*, vennero completati nel 2007.
Sempre nei primi anni duemila, l'intero patrimonio botanico della Riviera delle Palme fu colpito dall'infestazione del coleottero punteruolo rosso della palma, che decimò le storiche piante di palma delle Canarie presenti lungo i filari costieri. L'amministrazione comunale avviò un piano straordinario di profilassi e cura fitosanitaria, provvedendo al successivo reimpianto di nuovi esemplari resistenti in sostituzione di quelli abbattuti.
I progetti per il restyling del settore settentrionale dell'arteria vennero presentati ufficialmente tra il 2012 (in occasione dell'ottantesimo anniversario dell'inaugurazione) e il gennaio 2015. Nel 2022, per celebrarne i novant'anni di storia, il Circolo dei Sambenedettesi ha prodotto un docufilm rievocativo a memoria dell'evoluzione urbanistica dello scalo.
Oggi il lungomare accoglie decine di strutture ricettive e ospita 110 dei 116 stabilimenti balneari totali attivi nel comune.
Essenze arboree e arbustive
Sul lungomare di San Benedetto del Tronto si contano complessivamente più di 1 000 specie e varietà botaniche (tra alberi, arbusti e piante erbacee) distribuite lungo i suoi 5 chilometri di passeggiata. Questa biodiversità è stata arricchita nel tempo, in particolare grazie alla creazione dei dieci giardini tematici dislocati nella zona sud del lungomare.(vedi Giardini tematici)
Palme L'intero litorale urbano ospita migliaia di esemplari che conferiscono alla città l'appellativo di "Riviera delle Palme". Tra le varietà principali si incontrano: Phoenix canariensis (palma delle Canarie, la specie predominante) Phoenix sylvestris (palma silvestre) Phoenix dactylifera (palma da datteri) Washingtonia (palma californiana, utilizzata storicamente e per recenti reimpianti) Chamaerops humilis (palma nana o palma di San Pietro) Trachycarpus fortunei (palma di Chusan)
Alberi e piante ad alto fusto Le alberature storiche e di accompagnamento che fanno da cornice al lungomare comprendono essenze esotiche, conifere e alberi tipici del panorama mediterraneo: Pinus pinaster (pino marittimo) Pinus brutia (pino calabro) Quercus ilex (leccio) Tamarix (tamerici) Olea europaea (ulivi secolari) Ceratonia siliqua (carrubo) Ailanthus altissima (ailanto, inserito fin dalle origini negli anni trenta) Agrumi vari (all'interno dello specifico Giardino degli Agrumi)
Arbusti, macchia mediterranea e piante d'ornato Lungo le aiuole spartitraffico, la pista ciclabile e i singoli giardini tematici (come il Giardino Arido, il Giardino Umido e il Giardino Multisensoriale), si incontra una fitta varietà di essenze arbustive e floreali: Nerium oleander (oleandro, in filari dalle varie fioriture) Pittosporum tobira (pitosforo) Pistacia lentiscus (lentisco) Bougainvillea (buganvillea) Plumbago (piombaggine) Yucca rostrata Cycas Phormium (lino della Nuova Zelanda) Salvia rosmarinus (rosmarino prostrato) Lavandula (lavanda) Artemisia Santolina Trachelospermum jasminoides (falso gelsomino) Wisteria brachybotrys Myrtus communis (mirto) Cistus (cisto)
Manifestazioni sportive e cultura Dal 1967 l'ampio asse costiero ospita stabilmente il traguardo finale della corsa ciclistica a tappe Tirreno-Adriatico. Nel settembre 2012 l'arteria stradale è stata inoltre sede delle gare su strada del Campionato mondiale di pattinaggio corsa. L'impatto paesaggistico del viale è stato celebrato anche in ambito televisivo:
Suddivisioni Oggi il lungomare nella sua estensione è suddiviso in 6 viali, da nord verso sud e viceversa: Viale Bruno Buozzi Viale Andrea Pazienza (già viale delle tamerici) Viale Trieste Viale Marconi Viale Alfredo Scipioni Viale Rinascimento
Lungomare nord
Il lungomare nord si estende dalla rotonda Giorgini per circa in direzione sud fino all'altezza dell'edificio Las Vegas. L'arteria presenta una larghezza superiore ai 45 metri, che raggiunge la massima estensione di oltre 60 metri in corrispondenza di largo Trieste. Sotto la stessa denominazione ricade anche viale Andrea Pazienza (storicamente viale delle Tamerici), asse viario che si sviluppa a partire dal molo sud del porto e si congiunge con viale Bruno Buozzi all'altezza del ponte sul torrente Albula.
Importante arteria di collegamento tra i quadranti settentrionale e meridionale della città, la sede stradale è composta da due ampie carreggiate separate da una siepe spartitraffico continua. L'infrastruttura ingloba al suo interno una pista ciclabile protetta e larghi marciapiedi. Il lato occidentale è caratterizzato dalla presenza di strutture ricettive alberghiere ed edilizia residenziale privata, mentre sul lato orientale si sviluppa la successione degli stabilimenti balneari con i relativi accessi alla spiaggia. L'arredo vegetale si distingue per la ricca presenza di essenze arboree, tra le quali figurano migliaia di palme delle Canarie, tamerici e filari di oleandri in varie fioriture.
Il progetto di Farnush Davarpanah
Il progetto dell'architetto Farnush Davarpanah per il lungomare nord prevedeva la riconversione delle aree esistenti, tra cui la zona dell'ex camping, in un giardino d'inverno dotato di biosfere. Queste strutture, simili alla Biosfera di Genova realizzata da Renzo Piano, erano concepite come serre destinate a ricreare un complesso microclima idoneo a ospitare un piccolo ecosistema. Il piano includeva inoltre un anfiteatro all'aperto per manifestazioni musicali e teatrali e un'isola pedonale galleggiante adibita ad area relax. Analogamente a quanto realizzato nella ristrutturazione del lungomare sud, gli accessi al mare presentavano elementi di richiamo alla storia cittadina, integrati da essenze arboree e floreali promiscue. La zona dell'Albula, dove oggi sorge il giardino "Nuttate de lune", prevedeva passaggi ciclopedonali sopraelevati che digradavano verso una piccola darsena, progettata per l'attracco di imbarcazioni di modeste dimensioni. L'opera di riqualificazione includeva inoltre l'eliminazione di una carreggiata automobilistica al fine di ampliare gli spazi ciclopedonali, introducendo ponti e sottopassi per la pista ciclabile come soluzioni per l'attraversamento stradale.La ristrutturazione prevedeva inoltre un incremento delle aree verdi, l'inserimento di zone relax e una particolare attenzione alla cura di quello che era concepito come un vero e proprio parco sul mare, dotato di ampi spazi fruibili da tutti. L'amministrazione comunale decise che l'intervento previsto doveva essere di tipo conservativo rispetto all'esistente, in conformità con la richiesta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di mantenere una continuità con il progetto originario redatto negli anni trenta dall'ingegner Luigi Onorati. Nello specifico, gli elementi che rimarranno invariati saranno la viabilità, le balaustre, la larghezza dei marciapiedi e la disposizione delle essenze arboree. Il progetto del comparto nord di Davarpanah segue il restyling del lungomare sud, noto per i dieci "giardini tematici" realizzati tra il 2004 e il 2007. All'inizio della passeggiata nord, presso la foce del torrente Albula, sorge il giardino "Nuttate de lune", area progettata con ampi spazi a prato e panchine vista mare.