Marano di Valpolicella (Maràn de Valpolexèla in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto, situato nel cuore della Valpolicella.

Il comune si estende su circa 18,63 km² di territorio che dà origine ad una vallata inserita tra quelle di Negrar ad est e quella di Fumane ad ovest, mentre a sud essa si apre sulla pianura veronese confinando con San Pietro in Cariano. La sede comunale dista circa 18 chilometri in linea d'aria da Verona in direzione nord ovest. Oltre al capoluogo, il comune è composto dalle frazioni di Pezza, San Rocco e Valgatara.

Alcuni reperti testimoniano che la zona di Marano sia stata abitata fin dalla preistoria, in particolare sono state portate alla luce tracce di insediamenti e di sepolture attribuibili all'età del rame. Sulla sommità del monte Castelon, grazie alla sua posizione strategica, venne edificato un castelliere dell'età bronzea. Prima dell'arrivo dei romani avvenuto nel II secolo a.C. qui vi era stanziata la popolazione degli Arusnati, presente in loco già a partire dal V secolo a.C.. Dell'epoca romana sono state trovate, sul monte Castelon, delle vestigia di un tempio dedicato a Minerva, mentre nella chiesa di San Marco al Pozzo a Valgatara si trova una pietra, utilizzata nella costruzione dell'edificio, un'iscrizione del I secolo d.C. attestante il culto di Giove. Nell'alto medioevo il territorio venne diviso in numerosi vicus, alcuni dei quali sono identificabili ancora oggi con alcune delle contrade presenti. Nel XII secolo Marano e Valgatara sono attestati come comuni rurali che godono di una non comune indipendenza da qualsiasi ente ecclesiastico. Tuttavia, a partire dal 1183 essi vengono sottomessi, seppur pacificamente, al comune di Verona. Con la crisi dell'epoca comunale, Marano è teatro di numerosi scontri tra le varie fazioni politiche, mentre formalmente è sotto controllo dei conti Sambonifacio. A scopo difensivo, intorno al X secolo la popolazione costruisce un castello sull'odierno monte Castelon che venne in seguito ristrutturato da Federico della Scala nei primi anni del XIV secolo. Quando Federico fu costretto all'esilio, anche il castello andò in disgrazia, venendo distrutto probabilmente nel 1325. Con la venuta dei veneziani, Marano viene a far parte del Vicariato della Valpolicella, sorretto da un proprio statuto che gli riconferma una certa autonomia.

Geografia fisica

La valle di Marano dista circa 18 chilometri da Verona, in direzione nord ovest rispetto al capoluogo di provincia, e fa parte della Valpolicella. Il territorio comunale si estende per 18,62 km² e confina con Sant'Anna d'Alfaedo a nord, Negrar di Valpolicella ad est, San Pietro in Cariano a sud e Fumane ad ovest. Oltre al capoluogo, posizionato ad un'altitudine di 318 , il comune comprende anche le frazioni di Pezza, San Rocco e Valgatara.

Il grado di sismicità della zona è considerato basso.

Territorio Il territorio del comune si estende lungo la valle di Marano, dalla zona più pianeggiante al confine con San Pietro in Cariano fino alle colline con viti e ulivi e alle propaggini meridionali dei Monti Lessini al confine con Sant'Anna d'Alfaedo.

Clima

Il clima è complessivamente buono durante tutto il periodo dell'anno, soprattutto durante la stagione invernale, grazie alla protezione a nord dei monti Lessini e alla buona esposizione al sole verso sud, tanto da farlo avvicinare molto a quello di tipo mediterraneo, testimoniato dalla presenza di numerosi cipressi ed ulivi. Nei mesi invernali la temperatura generalmente risulta più bassa nelle zone pianeggianti rispetto alla collina e raramente scende di molti gradi sotto lo zero ad eccezione della zona montuosa. D'estate le temperature massime si aggirano mediamente tra i 25-30 gradi e le minime tra i 18 e i 20, con una lieve differenza tra la collina, generalmente più fresca e ventilata, e la zona pianeggiante.

I giorni di nebbia sono circa 25-30 nelle zone di fondo valle, mentre non superano i 15 in quelle collinari fino ad un'altezza di 500 metri. La piovosità annua è di 850 mm circa nella zona più pianeggiante, di mm circa nella zona tra i 500 ed i 700 m e infine di  mm circa nella zona montana. Le precipitazioni sono concentrate soprattutto in primavera e autunno, mentre in estate si possono verificare intensi fenomeni temporaleschi, talvolta accompagnati da grandine. La neve è rara e generalmente non si mantiene a lungo. I venti invernali dominanti sono la bora, che soffia da nord-est, e lo scirocco, proveniente da sud-est. Talvolta si sperimenta anche il vento di föhn, caratterizzato da raffiche molto elevate. D'estate si hanno, di norma, leggere brezze. Dal punto di vista legislativo, il comune ricade nella "Fascia climatica E" con 2.865 gradi giorno.Ente per le nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente

Di seguito si riportano i dati della stazione meteorologica di Verona Boscomantico, situata a pochi chilometri a sud-est rispetto alla frazione di Valgatara e quindi sufficientemente significativi almeno per quanto riguarda la parte pianeggiante del territorio.

Origini del nome La forma più antica in del toponimo, Marianum, appare solo a partire dall'XI secolo. Tale nome dovrebbe derivare dal tardo latino col significato di "terreno di proprietà di Marius" (l'aggiunta del suffisso ""-anus" identifica infatti una proprietà), che secondo la tradizione è stato identificato con Gaio Mario, il quale avrebbe fatto costruire un castello in zona "Castelon" in funzione di difesa contro i Cimbri. Con l'annessione al Regno d'Italia, alla semplice denominazione di "Marano" del capoluogo, viene aggiunto con regio decreto "di Valpolicella" affinché non si confondesse con altre località dal nome uguale che si trovavano nella penisola..

Storia Preistoria e antichità La mancanza di scavi archeologici sistematici in zona non ha permesso di ricostruire la vita degli abitanti preistorici della zona. Tuttavia sono state trovate tracce di un abitato risalente all'età del rame in località Cà Boschetti, mentre altri insediamenti furono presenti sul monte Per e alla Porcarola.. Nel 1904, a Castel Besin, venne portata alla luce una sepoltura contenente uno scheletro corredato da una lama di pugnale in selce..

Sul monte Castelon è documentata la presenza di insediamenti molto antichi che perdurarono fino al medioevo in quanto qui trovarono una posizione strategica a dominio della vallate. Proprio qui è attestato un castelliere, un arroccamento d'altura, dell'età bronzea ed è molto probabile che il successivo castello medievale sia sorto sui suoi resti. Nella zona sono stati ritrovati anche oggetti risalenti all'età del ferro. Molti dei reperti sono oggi esposti nei musei dedicati, nel vicino Museo paleontologico e preistorico di Sant'Anna d'Alfaedo, a Verona e a Venezia. In alcuni siti del territorio comunale sono attestate presenze paleovenete..

Quando iniziò la dominazione romana, attorno al II secolo a.C., il territorio era abitato dagli Arusnati), popolazione di probabile origine etrusca o comunque italica,Secondo Scipione Maffei erano di origine etrusca, in contrasto con l'ipotesi di Theodor Mommsen che li riteneva di origine retica. Ancora oggi non è possibile stabilirlo con certezza, ma entrambe le popolazioni erano comunque di origine italica. che vi si stanziò nella zona già a partire dal V secolo a.C. Sul "Castelon", presso l'attuale santuario di Santa Maria di Valverde, sorse un tempio romano dedicato a Minerva. A Valgatara sono state ritrovate due iscrizioni del I secolo d.C. che attestano il culto di Giove, oltre ad un altare del III secolo d.C. dedicato alla triade Capitolina..

Storia medievale

Nell'alto medioevo è probabile una presenza longobarda con la suddivisione della zona in numerosi vicus, piccoli insediamenti rurali, che perdureranno anche nella successiva età carolingia. Alcuni di questi insediamenti arriveranno fino ai giorni nostri, altri scompariranno nei secoli. L'odierna Cadiloi a Valgatara fu originariamente un vicus del IX secolo chiamato Arcele, mentre intorno al X secolo vi furono quelli di Fasanara e Oliveto, precursori della moderna località di Pozzo. Al secolo successivo sono attestati i vicus di Paverno, Baurago e Malini, sopravvissuti urbanisticamente fino ad oggi con gli ultimi due che muteranno nome, rispettivamente, in Malini e Ravazzol.. Sembra che le contrade limitrofe a Marano abbiano un'origine più tarda, vengono infatti menzionate solo intorno al XIII secolo, con Canzago e Ravazzol probabilmente tra le più antiche. Della frazione di Pezza abbiamo le prime testimonianze solo a partire dal XIV secolo..

Nel XII secolo fanno la loro comparsa i primi comuni rurali: Valgatara e Marano assumono ben presto questo ruolo politico.. Differentemente da quello che accade nei comuni limitrofi della Valpolicella, sembra che la valle di Marano sia stata, in quei tempi, indipendente da qualsiasi ente ecclesiastico.. Tuttavia, in seguito alla pace di Costanza del 1183 i due comuni rurali di Marano e Valgatara vengono indicati come ville rivendicate dal Comune di Verona. Nonostante i profondi mutamenti che questa sottomissione comportò, sembra che avvenne comunque senza particolari spargimenti di sangue..

Al tramontare dell'epoca comunale, grazie ad alcuni diplomi imperiali emanati da Federico Barbarossa e Federico II di Svevia apprendiamo che la valle non fosse assoggettata ad alcuna signoria fondiaria (come avvenne, ad esempio, per le limitrofe Fumane o Negrar) ma fece parte dei possedimenti dei conti Sambonifacio. Ciò comportò agli abitanti una discreta autonomia ma dovettero tuttavia fare i conti con numerosi scontri armati tra le varie fazioni politiche che qui si contendevano il potere.. La scarsa presenza in loco di monasteri e solide istituzioni civili non ci permette di ricostruire gli aspetti sociali del tempo ma possiamo supporre che, per via dell'espansione urbanistica di Verona, anche la valle di Marano fu coinvolta in una progressiva emigrazione verso il capoluogo..

Federico della Scala, divenuto conte della Valpolicella nel 1311 grazie ad un bando dell'imperatore Enrico VII, ristrutturò il castello del paese. Di questa fortificazione, posta sul monte Castelon nei pressi dell'odierno santuario di Santa Maria di Valverde, troviamo le prime menzioni in un documento del 1213 che ci dimostra che la sua edificazione avvenne intorno al X secolo. Inizialmente utilizzato dalla popolazione locale per scopi difensivi, passerà poi a Comune di Verona che lo ricostruì dopo la sua distruzione avvenuta nel 1223 a causa di un terremoto. Con la denominazione di "castrum et turris Marani" compare nello statuto del comune di Verona da cui apprendiamo che vi erano stanziate quattro guardie armate e che doveva essere tenuto in efficienza per via della sua posizione strategica. Anche a Valgatara venne eretto un castello, menzionato per la prima volta in un documento del 1267, di cui l'esatta localizzazione non è mai stata identificata, anche se si ritiene che potesse sorgere presso l'attuale località di Villa.. Costretto Federico, nel 1325, all'esilio in seguito ad una congiura contro Cangrande, anche il castello cadde in disgrazia e probabilmente venne definitivamente distrutto proprio in quello stesso anno..

Storia moderna