Minerbe (Menèrbe in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto.
Di grande importanza storico-artistica, questo paese presenta numerosi monumenti e altri edifici in differenti stili architettonici.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale si estende su una superficie di 29,69 chilometri quadrati, di natura pianeggiante. La zona presenta un'altitudine che varia da 12 a 20 metri s.l.m. Non delinea notevoli corsi d'acqua, perlopiù canali collegati ai fiumi adiacenti al paese, specie l'Adige. Il terreno è abbastanza fertile e favorevole ad una proficua agricoltura.
Clima Il clima è continentale, per cui relativamente mite, con estati calde e afose, superando i 30 °C, ed inverni piuttosto rigidi, con temperature spesso sotto gli 0 °C. Le precipitazioni sono frequenti nei mesi di marzo, ottobre e novembre. D'inverno ed in autunno è consueto il fenomeno della nebbia. Le tre frazioni sono Santo Stefano, Anson e San Zenone, rispettivamente collocate a ovest, nord-ovest e a est del centro storico di Minerbe.
Origini del nome L'antico nome Vicus Minervinus, in onore della dea Minerva, subì nel corso degli anni alcune modifiche: nel 932 si tramutò in Minervae, nel 1027 Menervae, nel 1035 Menervio, nel 1228 Menerbio, quindi Minerbium, nel 1758 nuovamente Minervae, durante il periodo della republica di Venezia Menèrbe, fino ad essere Italianizzato in Minerbe.
Storia
Le origini e la dominazione romana Minerbe è stata abitata in età antichissima, lo testimoniano i numerosi resti di civiltà precedenti a quella romana, risalenti molto probabilmente alla Prima Età del ferro (900-350 a.C.), quando vi si stabilirono gli antichi Veneti. Vicus Minervinus è l'antica denominazione del villaggio fra i più fertili e progrediti al tempo dei Romani, che innalzarono un tempio dedicato alla dea Minerva nel luogo dove ora sorge la chiesa di San Zeno, sui muri della quale si può leggere un'epigrafe romana. Sembra che proprio qui San Zeno abbia predicato il cristianesimo, distruggendo il culto pagano e il tempio di Minerva. È da supporre che, a seguito dei ritrovamenti di centinaia di scheletri nei fondi di Weil Weiss e Stoppazzola, nel 312 d.C. avvenne una sanguinosa battaglia tra le truppe di Massenzio e quelle di Costantino.
Dalla caduta dell'Impero Romano ai Comuni Caduto l'Impero Romano, si verificò un progressivo degrado del territorio a causa delle frequenti invasioni barbariche. Il territorio di Minerbe fu in seguito di proprietà della Curia veronese che lo concesse in feudo al monastero di San Michele di Campagna fino al 1199, quando fu ordinato a "Comune" con l'estensione della zona d'influenza del Podestà Manfredino.
Dalle Signorie al '500 Nel periodo di passaggio dai comuni alle signorie fu teatro di numerose guerre, fatti d'arme e saccheggi. Minerbe, considerata la scarsa importanza che in quell'epoca rivestiva, dovette rassegnarsi a sottostare ai vari eserciti che ne occuparono la zona. Che le vicende di Legnago interessassero il paese, risulta anche dalla presenza di Bonaventura da Minerbe, console dei mercanti veronesi, tra i cittadini legnaghesi, collocati in importanti posizioni alla guida della città di Verona nell'anno 1279. Quando nel 1312 Cangrande, dopo la conquista di Vicenza, si diresse verso Padova, i padovani passarono pure per Minerbe con azioni di saccheggio. Ad episodi guerreschi si alternarono a più riprese periodi di pace, finché nel 1386 i Carraresi, capitanati da Franceschino da Caldonazzo, invasero il veronese mettendolo a ferro e fuoco. In epoca successiva Venezia occupò il territorio e nel 1405 il doge Michele Steno investì del vicariato i conti Galeotto e Francesco Bevilacqua, confermando loro i diritti concessi nel 1336 dagli Scaligeri e aggiungendo la riscossione di parte delle decime. Dopo la Lega di Cambrai, il 26 settembre 1510 l'esercito francese, di stanza a Minerbe, subì una clamorosa disfatta e poco mancò che essi dessero alla fiamme il paese. Con il cessare delle ostilità nel 1517 si smobilitarono gli eserciti, molti soldati si riunirono in bande e seminarono in ogni luogo paura e ansia.
Epidemie e calamità Numerose devastazioni ed epidemie portarono la popolazione minerbese nello scompiglio e nel terrore: il saccheggio di Franceschino da Caldonazzo nel 1385-'86; due grossi incendi che distrussero quasi interamente il paese nel 1312 e nel 1436; le bande di predoni nel 1407; le ruberie dell'esercito francese durante la Lega di Cambrai nel 1509; l'epidemia di peste nel 1630 e di colera nel 1856; la spaventosa alluvione dell'Adige nel 1776. Il fiume Adige, infatti, è stato uno dei protagonisti della storia di Minerbe(da ricordare in primo luogo la deviazione del corso nell'autunno del 589, passata alla storia come "Rotta della Cucca"): gli argini del fiume venivano continuamente sorvegliati al fine di impedire l'ostruzione di canali di scolo, per curare il rimboscamento e per irrigare le risaie.
Il periodo austriaco e l'Unità d'Italia Gli anni dal 1796 al 1815 rappresentarono il periodo più rude per i durissimi episodi bellici tra l'esercito austriaco e quello francese, che portarono miseria e carestie. Dal 1815 al 1866 Minerbe subì, inoltre, il dominio da parte degli austriaci e il duro regime poliziesco impartito, fatto di soprusi e requisizioni che diede vita al fenomeno del banditismo. Addirittura rischiò di essere totalmente distrutta da incendi. Con l'annessione al Regno d'Italia, rifiorirono l'agricoltura e l'artigianato e la popolazione cominciò a crescere.
Prima guerra mondiale
Per scopi militari nel 1910 era stato progettato un tracciato ferroviario che prevedeva il passaggio della ferrovia di Minerbe. Questo progetto fu realizzato durante la prima guerra mondiale per collegare Ostiglia con Treviso, con loscopo principale di alleggerire il traffico delle altre linee parallele esistenti. Il primo tronco ferroviario per trasporto passeggeri e merci venne inaugurato il 19 aprile 1925 alla presenza delle autorità locali. Perché la stazione fosse collegata alla piazza si dovette abbattere il muro tra le scuole comunalie la chiesa. Il "Viale" venne aperto nel 1926. Nell'anno 1922, per commemorare i caduti per la patria fu posto al centro del piazzale un monumento. Il 13 dicembre alle ore sette di mattina s'incendiò il municipio e tutti gli archivi, tranne lo "stato civile", vennero distrutti dalle fiamme. In questo periodo il Comune acquistò il terreno per la costruzione del campo sportivo e l'annesso fabbricato. Nel campo, oltre alle partite di calcio, si tenevano anche esercitazioni e saggi ginnici e nel periodo estivo, per diversi anni venne usato come "Colonia elioterapica". A causa delle zanzare, che nelle risaie del paese trovavano il loro habitat ideale, si verificarono parecchi casi di malaria, che colpirono principalmente i bambini per cui venne aperta a San Zenone una "Colonia antimalarica". Una delle mete da raggiungere era la massima produzione di grano, promuovendo a tal scopo una battaglia intesa a migliorarne la produzione, lo sfruttamento dei terreni coltivabili e la commercializzazione.
Seconda guerra mondiale Minerbe restò danneggiata anche nella seconda guerra mondiale, pagando il pesante tributo anche di vite umane. In paese momenti di terrore e di sgomento vennero vissuti il 25 agosto 1944, quando nel corso di un'incursione aerea venne mitragliato un convoglio ferroviario composto da ventiquattro vagoni-cisterna; quasi istantaneamente prese fuoco e l'enorme nube nera che ne derivò offuscò per qualche ora il luogo. Il giorno di Natale dello stesso anno, nel corso di un bombardamento aereo vennero presi di mira la stazione ferroviaria e dintorni: l'azione fortunatamente non causò vittime, ma seminò grande spavento tra la popolazione. Durante la stessa guerra ben tre aerei toccarono il suolo di Minerbe in circostanze drammatiche. Il 22 aprile 1945 alcune bombe incendiarie, sganciate in contrada Ronchi, tranciarono nella loro caduta i fili elettrici dell'alta tensione. Le scintille prodotte fecero prendere fuoco un pagliaio costruito sopra un rifugio anti schegge: qui trovarono la morte tre persone. Il giorno successivo venne colpito il passaggio a livello in località Santa Croce. Il 26 aprile si ebbe un terribile cannoneggiamento che, iniziato nel pomeriggio, durò tutta la notte. Alcune granate caddero in Corte Pastoroni provocando la distruzione di diverse case; colpirono anche un rifugio scavato nel terreno causando la morte di due persone. Il mattino seguente fecero ingresso a Minerbe le truppe Americane. Durante il periodo bellico ci furono anche altri tragici fatti che causarono la morte di alcune persone.
Dal 1945 ad oggi Con la fine dei conflitti la vita del paese riprese normalmente e tutte le attività ebbero un forte accrescimento. Si assistette ad una lenta ma progressiva evoluzione della fisionomia fisica ed economica di Minerbe, che vide sorgere nel suo territorio molte piccole industrie e, negli anni successivi, anche la formazione di una zona industriale e di una artigianale, con il conseguente insediamento di nuove fabbriche di rilevanza addirittura nazionale. In questo clima di tranquillità e di sviluppo la costruzione di nuove civili abitazioni ebbe un notevole incremento, al punto da portare alla formazione di nuove zone residenziali fornite di tutte le necessarie infrastrutture. Dalla vecchia sede, situata sotto il loggiato dell'ex Municipio, l'Ufficio postale venne trasferito nel fabbricato delle ex scuole elementari e, il primo giugno 1987, spostato nell'attuale domicilio in via Europa. Dimostratasi insufficiente per le mutate esigenze, pure la sede municipale venne portata in via Marconi, dove tuttora si trova, offrendo un più ampio e adeguato servizio per la gente.
Simboli Con DPR del 24 settembre 1997, dopo vent'anni d'attesa, Minerbe ottiene un proprio stemma: Da quanto ricavato in alcuni documenti, pare che il simbolo precedente non fosse una colomba con il ramo d'ulivo, bensì un uccello di un'altra specie, si pensa una civetta, che nulla avrebbe tenuto col becco.
Il gonfalone in uso è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro riccamente ornato di ricami d'argento.Nello statuto comunale è descritto un gonfalone partito di bianco e di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa parrocchiale
La chiesa parrocchiale sorge su un'antica piazza del 1300 ed è intitolata al patrono san Lorenzo. La chiesa è in stile gotico romanico e si compone di tre navate. Nel XV secolo, la parrocchia assegnò all'antica pieve la funzione di cimitero con annesso il fonte battesimale. Nel 1824 l'arciprete Filippo Accordi diede inizio all'ampliamento e alla ricostruzione di una chiesa preesistente. L'attuale chiesa è infatti sorta sopra di questa e la sua costruzione fu terminata nel 1848. La facciata venne conclusa a posteriori nel 1911. Il campanile venne ultimato nel 1859 e vi furono collocate sei nuove campane.
Antica pieve di San Zenone