Il cinema statunitense rappresenta il mercato e la fonte di produzione principale a livello globale. Talvolta è definito come Hollywood e, soprattutto nel ventesimo secolo, ha marcato profondi effetti nell'industria cinematografica mondiale.

L'AFI's 10 Top 10 è una lista che fa parte delle AFI 100 Years... series, stilate annualmente dall'American Film Institute a partire dal 1998, che comprende i 10 migliori film statunitensi in dieci generi. L'AFI's 100 Years... 100 Stars comprende invece le 50 più grandi star del cinema statunitense.

Storia

Origini Il cinema statunitense nasce nel 1894 grazie alle proiezioni di Thomas Edison.

The Great Train Robbery è un film del 1903 di Edwin S. Porter, considerato una pietra miliare nella produzione cinematografica in quanto utilizza una serie di tecniche non convenzionali, tra cui il montaggio composito, riprese on-location e frequenti movimenti di cinepresa, nonché il primo film western.

Il cinema divenne ben presto un divertimento di massa e così nel 1905 venne aperto a Pittsburgh il primo Nickelodeon, un teatro popolare dove al costo di pochi centesimi era possibile assistere alla proiezione di una pellicola della durata di circa 10-15 minuti.

Il cinema d’animazione statunitense nasce agli inizi del Novecento come forma di sperimentazione tecnica e artistica, per poi diventare nel tempo uno dei settori più influenti e riconoscibili dell’industria cinematografica mondiale. Humorous Phases of Funny Faces del 1906 (girato dal regista britannico Stuart Blackton negli Stati Uniti) è generalmente considerato il primo film d’animazione della storia del cinema[Beckerman, Howard (01/09/2003). Animazione: tutta la storia. Skyhorse Publishing Inc. pag. 16. ISBN 978-1-58115-301-9. Estratto il 16 agosto 2011].

Anni '10, '20 e '30

Tra gli anni dieci e venti il cinema statunitense era impegnato alla produzione di comiche, molti registi e attori di questo tempo sono Charlie Chaplin, Buster Keaton, Harold Lloyd, Harry Langdon, Stanlio e Ollio; la comicità era sulla pantomima, poiché non c'era il sonoro, e soprattutto sulle acrobazie, tanto che molti attori corsero vari rischi nei primi anni quando la sicurezza era scarsa, ma poi con l'uso delle controfigure la pericolosità diminuì. E ancora nei primi anni del XX secolo si impose la figura dell'attore e comico Will Rogers.

Cominciarono così a proliferare generi quali il giallo, l'attualità e il comico. Il cinema non era più identificato con il documentario come in origine. Negli Stati Uniti i primi centri cinematografici importanti si stabilirono a New York e Chicago, poi però ci fu una grande svolta con la nascita di Hollywood, un sobborgo della città di Los Angeles, in California.

Con il primo conflitto mondiale si ha una grande crisi nel mondo del cinema in Europa, che favorisce molto il successo di Hollywood. Infatti, mentre la produzione cinematografica europea scende quasi a zero, quella statunitense arriva a produrre circa il 90% dei film di tutto il mondo.

In seguito la Warner produsse il primo film sonoro (Il cantante di jazz del 1927), che impose un nuovo standard per tutti gli altri studios e per il mondo, che segnò una grande svolta nel mondo del cinema. L'idea originale era quella di registrare della musica da far sentire durante la visione del film nelle sale troppo piccole per ospitare un'orchestra dal vivo. Nel 1929, intanto, gli Stati Uniti d'America vinsero il primo Oscar al miglior film con Ali, diretto dal regista William A. Wellman. Col tempo però si vide quanto il pubblico fosse interessato ad ascoltare la voce degli attori e così nel 1930 fu perfezionato il metodo del sonoro sincronizzato. Non tutti però accettarono questa innovazione e molti comici del muto caddero in disgrazia, Chaplin ad esempio rifiutò per circa dieci anni, ignorando il nuovo mezzo tecnico e realizzando due capolavori del muto: Luci della città (1931) e Tempi moderni (1936).

L'arrivo del sonoro segnò anche l'arrivo di nuovi generi, come ad esempio il musical, divenuto poi importantissimo negli Stati Uniti d'America. Negli anni Trenta Hollywood mise a punto un modo di fare cinema basato sul primato dell'azione e del dialogo, che ancora oggi è un fondamentale punto di riferimento nella cinematografia mondiale: il cinema narrativo classico. Nacquero anche il genere carcerario con Io sono un evaso, l'horror con Frankenstein e Dracula e il romantico con Accadde una notte.

I film di gangster negli Stati Uniti nacquero tra la fine degli anni ’20 e i primi anni ’30, esplodendo proprio all’inizio dell’era del cinema sonoro, della Grande depressione e del proibizionismo in cui la crescita della disoccupazione, della povertà e il divieto di alcol fece crescere la criminalità organizzata.

Un'altra svolta fondamentale non solo negli Stati Uniti d'America fu il Technicolor, ovvero il metodo di ripresa a colori. Questo però, visti gli elevati costi che aveva, fu utilizzato inizialmente solo per film di grande prestigio come Via col vento. In questo periodo un altro importante classico del cinema statunitense (che diede vita al genere fantasy) è rappresentato dal film Il mago di Oz (1939), diretto da Victor Fleming.

Il termine B-movie fu coniato negli Stati Uniti nei primi anni Trenta e fu utilizzato per distinguere le produzioni a basso costo (e di lunghezza corrispondente al mediometraggio) dagli A-movie (i lungometraggi) che invece venivano realizzati con un costo più elevato.

Il Codice Hays è stato un insieme di regole che ha censurato il cinema hollywoodiano per gran parte del Novecento. Nato all’inizio degli anni Trenta, imponeva limiti severi su ciò che poteva essere mostrato sullo schermo: sesso, violenza, criminalità e temi considerati immorali dovevano essere evitati o rappresentati in modo edulcorato. Il suo obiettivo era difendere una morale tradizionale e rassicurare il pubblico, ma finì per condizionare profondamente la creatività degli autori. Allo stesso tempo, però, costrinse molti registi a raccontare storie attraverso allusioni e simboli, dando vita a uno stile cinematografico raffinato e indiretto.

Seconda guerra mondiale Il secondo conflitto mondiale portò il cinema, sia statunitense sia internazionale, a trattare temi più cruenti. Si iniziarono a girare scene anche all'aperto, oltre che negli studi cinematografici, e si sviluppò il piano sequenza: una scena di durata relativamente lunga realizzata attraverso un'unica inquadratura, senza stacchi di montaggio.

Il dopoguerra Tra gli anni quaranta e cinquanta nasce la figura del divo statunitense. James Dean, Marlon Brando, Burt Lancaster e Kirk Douglas sono solo alcuni esempi. Giunse così il trionfo dei grandi classici di Hollywood: il western, il melodramma, il noir, il thriller, la commedia e il musical. E per il genere western e il genere d'azione spicca Charles Bronson. Parallelamente alcuni nuovi registi iniziavano a parlare di temi che Hollywood non avrebbe mai toccato, come la minaccia atomica, la tossicodipendenza, il razzismo e l'omosessualità.

Negli anni cinquanta si verificò un grande cambiamento dei temi proposti, che divennero la delinquenza giovanile e la vita quotidiana dell'uomo di ceto sociale medio.

Le invasioni aliene sono state molto influenti nella storia del cinema statunitense, e non solo come semplice fantascienza: spesso hanno funzionato come metafore delle paure e delle tensioni storiche americane, come la paura dell’“altro” (soprattutto in riferimento all'immigrazione) e dell’invasione ideologica, in particolare quella comunista. Negli anni ’50 i film di alien invasion servivano spesso a rappresentare le ansie della guerra fredda, ad esempio l’idea di un’invasione da parte dell'URSS o di una sovversione interna legata al comunismo. Questo è documentato in studi sul genere e sulle metafore politiche nei film di fantascienza dell’epoca: per esempio, Gli invasori spaziali o L'invasione degli ultracorpi possono essere letti come rappresentazioni figurate della paura di infiltrazione comunista o di perdita dell’identità americana.

La guerra del Vietnam, iniziata nel 1955, ha avuto un impatto profondo sulla società americana e il cinema statunitense è diventato uno dei principali strumenti per riflettere su questo trauma collettivo. A differenza di altre guerre raccontate dal cinema di Hollywood, il Vietnam non viene celebrato all'inizio come un conflitto eroico, ma rappresentato come un’esperienza dolorosa, ambigua e spesso fallimentare.

Negli anni sessanta il cinema statunitense fu poi influenzato da movimenti europei ed in particolar modo francesi. In questi anni è stata iconica la figura di Lana Turner. Importanti in questo periodo anche le serie televisive, come quella di fantascienza di Star Trek, che ha avuto inizio nel 1966 e fu ideata da Gene Roddenberry.

Con i cambiamenti sociali degli anni sessanta, il Codice Hays divenne obsoleto e venne sostituito dal sistema di classificazione per età, segnando una nuova fase di libertà espressiva nel cinema.

Tra la metà degli anni sessanta e gli inizi degli anni ottanta si afferma il periodo della cosiddetta Nuova Hollywood.

Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 nascono i road movie, che hanno come film chiave Easy Rider - Libertà e paura (1969).

Anni '70 e '80 La blaxploitation è stato un genere di film che nacque nei primi anni settanta, quando molti film d'exploitation furono realizzati a basso costo avendo come pubblico di riferimento gli afroamericani.

Negli anni settanta trionfa il cinema d'intrattenimento, caratterizzato da effetti speciali e riprese spettacolari. Di questo fanno parte il genere fantascientifico e quello catastrofico.

Capostipite di un fortunato media franchise, nonché di libri, fumetti e videogiochi, Alien del 1979 è considerato uno dei capolavori della storia del cinema di fantascienza.

Si ha la produzione di film spettacolari e poco economici, spesso tratti da fumetti, che continua ancora adesso con la costante formazione di nuovi autori indipendenti. Dall'altro canto certi autori portano avanti un cinema di impegno e temi sociali, registi come Martin Scorsese, Peter Bogdanovich, Hal Ashby, Francis Ford Coppola, Bob Rafelson, Steven Spielberg e molti altri fanno parte di quel movimento chiamato New Hollywood. Negli anni ottanta e novanta il cinema statunitense subisce notevoli mutamenti. Con lo sviluppo dell'home video si crea infatti un tipo diverso di business, basato in maniera molto più pronunciata sugli effetti visivi e audio.

Il cinema indipendente in senso più moderno si afferma soprattutto tra gli anni ’70 e ’90, quando alcuni registi iniziano a lavorare fuori dai grandi studios, con maggiore libertà artistica. Negli anni ’70, il clima di crisi e contestazione favorisce la nascita della New Hollywood, che assorbe molte idee del cinema indipendente: realismo, protagonisti ambigui, finali aperti.

Il cinema statunitense degli anni ’80 è fortemente legato al contesto storico e culturale dell’epoca, segnato dalla guerra fredda, dall’ottimismo economico e dalla diffusione della cultura di massa.

Uno degli aspetti più importanti degli anni ’80 è l’affermazione definitiva del blockbuster. Dopo il successo di squalo e Guerre stellari alla fine degli anni ’70, Hollywood investe sempre di più in film ad alto budget, ricchi di effetti speciali e pensati per un pubblico vastissimo. Nascono o si rafforzano saghe e personaggi iconici come Indiana Jones, Ritorno al futuro e Ghostbusters, che uniscono avventura, fantascienza e comicità, diventando veri simboli dell’immaginario collettivo.

Un altro elemento centrale è il cinema d’azione, che riflette i valori di forza, patriottismo e individualismo tipici dell’America reaganiana. Attori come Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone e Bruce Willis incarnano l’eroe forte e solitario in film come Rambo, Terminator e Die Hard.