La sede suburbicaria di Frascati () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea della diocesi di Roma appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2023 contava 122.000 battezzati su 124.000 abitanti. È retta dal vescovo Stefano Russo, mentre il titolo è del cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B.
Territorio La diocesi comprende i comuni di Frascati, Monte Porzio Catone, Colonna, Monte Compatri, Rocca Priora, Rocca di Papa e Grottaferrata (eccetto l'abbazia di Santa Maria), e parte della periferia sud-orientale di Roma, tra cui Morena, Vermicino e parti di Torrenova e Tor Vergata.
Sede vescovile è la città di Frascati, dove si trova la cattedrale di San Pietro apostolo, decorata del titolo di basilica minore il 1º marzo 1975 con il breve Venerabilis frater di papa Paolo VI.AAS 67 (1975), p. 178.
Parrocchie Il territorio si estende su 220 km² ed è suddiviso in 24 parrocchie, raggruppate in 5 zone pastorali: Frascati: Basilica Cattedrale di San Pietro Apostolo, Santa Maria in Vivario, Santissimo Sacramento, Santa Maria di Capocroce, San Giuseppe Lavoratore, Sacri Cuori di Gesù e Maria (Vermicino), Santa Maria in Vineis; Grottaferrata: San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria, Sacro Cuore di Gesù, San Pio X, San Camillo de Lellis; Rocca Priora: Santa Maria Assunta in Cielo, San Giuseppe Artigiano, Madonna del Buon Consiglio; Rocca di Papa: Santa Maria Assunta in Cielo, Sacro Cuore di Gesù; Monte Compatri: Santa Maria Assunta in Cielo, San Lorenzo Martire (Laghetto); Monte Porzio Catone: San Gregorio Magno; Colonna: San Nicola di Bari; Roma: Cristo Re (Morena), Santa Maria Madre della Chiesa, Sant'Andrea Apostolo (Morena), Santa Maria Regina della Pace (Tor Vergata).
Storia L'odierna diocesi di Frascati, che nelle fonti ecclesiastiche è sempre chiamata con il titolo Tusculanesis, trae origine dall'antica diocesi di Labico, che fu la primitiva sede dei vescovi tuscolani. Questa è la conclusione degli studi di Louis Duchesne alla fine dell'Ottocento, condivisa da altri autori tra cui Francesco Lanzoni e Paul Kehr.Duchesne, Le sedi episcopali nell'antico ducato di Roma, pp. 480 e 497-498. Kehr, Italia pontificia, I, p. 37. Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 126. Secondo Duchesne, la sede di Labico fu trasferita verso il X o l'XI secolo a Tusculum, città fortificata dai conti tuscolani; quando questa venne distrutta dai Romani nel 1191, la sede vescovile fu traslata a Frascati.Liber pontificalis, ed. Louis Duchesne, vol. II, Roma, 1892, p. 136, nota 26; p. 307, nota 20.
La tradizione e gli studi eruditi del passato hanno ipotizzato l'esistenza di due sedi distinte, Labico e Tuscolo, ognuna con una propria serie di vescoviNe sono testimoni, a titolo di esempio, gli studi di Ughelli e di Cappelletti, che assegnano alla sede tuscolana 9 vescovi dal III all'XI secolo: Marzio (269) non è documentato da nessuna fonte coeva ed è ritenuto un vescovo spurio (Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 128); Vitaliano (680) è assegnato dalla critica alla diocesi di Tuscania nella Tuscia e non a quella di Tuscolo (Rudolf Riedinger, Concilium universale Constantinopolitanum Tertium. Pars prima - Concilii actiones I-XI, in Eduard Schwartz (ed.), Acta conciliorum oecumenicorum. Series Secunda. Volumen II/1, Berlino 1990, p. 153, riga 21); Pietro I, assegnato dal Baronio all'803, dal Lucenti all'847 e da Orioli al 757, è forse da identificare con l'omonimo vescovo labicano, documentato nel 761 (sito web della diocesi); Egidio, documentato nel 964 da fonti tardive (Cromerus, Historia Poloniae, e Sandinus, Vita Joannis XIII), che sarebbe stato legato apostolico in Polonia, è probabilmente da identificare con l'omonimo vescovo del XII secolo (Gilles de Paris), che fu effettivamente inviato in Polonia; Pietro II (1050) è da identificare con l'omonimo vescovo di Labico; Gilberto (1059) fu vescovo di Tuscania e non di Tuscolo; Giovanni I (1072) e Giovanni II (1095) sono anch'essi da identificare con gli omonimi vescovi labicani. A questi, Gams aggiunge altri 3 presunti vescovi di Tuscolo: Giovanni nel 969 (sic) e Pietro nel 1062 sono vescovi di Labico, mentre Bonizzone nel 1050 è un vescovo di Tuscania.; in realtà, secondo Duchesne, Tuscolo non ebbe mai vescovi distinti da quelli di Labico; i vescovi attribuiti a Tuscolo nel corso del primo millennio o non hanno fondamenti storici, o erano vescovi della stessa Labico, oppure erano vescovi di sedi episcopali che, per una certa omonimia o per un'errata trasmissione testuale, sono stati identificati come vescovi tuscolani.È il caso per esempio dei vescovi Vitaliano (680), Bonizzone (1050) e Gilberto (o Gisilberto, 1059), che non furono vescovi Tusculanensis, ma Tuscanensis, ossia di Tuscania nella Tuscia.
Data la sua vicinanza a Roma, l'agro tuscolano, di cui faceva parte anche Labicum, attraversato dalle vie Labicana e Latina, dovette ricevere la fede cristiana molto presto, forse già in epoca apostolica. «I due grandi cimiteri catacombali di san Zotico al X miglio della Labicana e quello di santa Faustina al X miglio della Latina sono le prime documentazioni di quanto già nel IV secolo la nuova religione avesse trovato adepti. Da queste catacombe siamo a conoscenza dell'organizzazione della Chiesa tuscolana, imporporata sotto il governo dell'imperatore Diocleziano (284-305) dai santi martiri Zotico, Giacinto, Castulo, Ireneo, Amanzio e Faustina, con i suoi preti, diaconi esorcisti e lettori.»Diocesi di Frascati su Beweb - Beni ecclesiastici in web
Quando i vescovi di Labico si trasferirono a Tusculum, continuarono per un certo periodo a mantenere il nome di "vescovi di Labico", fino alla fine dell'XI secolo, quando si trovano entrambi i titoli. Giovanni III di Labico è indicato come vescovo Tusculanensis in occasione della consacrazione della chiesa di Montecassino (1071), ma in alcune bolle pontificie come vescovo labicano; Bovo, che secondo il racconto del Liber pontificalis, fu tra i consacratori di papa Pasquale II nel mese di agosto del 1099, è qualificato dalla stessa fonte come "vescovo labicano"; infine Giovanni Marsicanus, che è sempre documentato dalle fonti come vescovo di Tuscolo, viene indicato ancora come vescovo labicano nel Liber pontificalis.Liber pontificalis, ed. Louis Duchesne, vol. II, Parigi, 1892, p. 299. Secondo Duchesne, questa è anche l'ultima volta che appare il titolo di "vescovi labicani", da questo momento definitivamente sostituito da quello di "vescovi tuscolani".Duchesne, Le sedi episcopali nell'antico ducato di Roma, pp. 498-499.
Quando la città di Tusculum fu distrutta dai Romani (1191), la sede tuscolana rimase per alcuni anni priva del suo vescovo fino alla nomina di Nicola de Romanis, verso il dicembre del 1204. Nel 1219 papa Onorio III concesse al vescovo Nicola Chiaromonte la chiesa di Santa Maria in Monasterio come residenza romana dei vescovi tuscolaniPresutti, Regesta Honorii III, vol. II, Appendice nº 2192. Non è chiaro quando Frascati divenne effettivamente la sede della diocesi. Il toponimo Frascata è menzionato per la prima volta nel Liber pontificalis nella biografia di papa Leone IV (847-855), dove si fa menzione della basilica di San Sebastiano, che corrisponde all'odierna chiesa di San Rocco.Duchesne, Liber pontificalis, vol. II, p. 114 (basilica sancti Sebastiani martyris, qui in Frascata consistit) e p. 136, nota 26. L'atto ufficiale di trasferimento della sede vescovile risale solamente al XVI secolo, con papa Paolo III, che era stato vescovo tuscolano (1519-1523), e che nel 1537 designò Frascati come residenza vescovile e scelse come cattedrale l'antica chiesa di Santa Maria in Vivario; questa decisione fu confermata da papa Sisto V il 15 maggio 1586 con la bolla Dudum felicis.Cappelletti, Le chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, pp. 638-639. Nel 1598 venne posta la prima pietra per la costruzione di una nuova cattedrale dedicata a san Pietro, aperta al culto nel 1610, ma consacrata solamente al tempo del cardinale Alderano Cybo-Malaspina (1680-1683).Cappelletti, Le chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, p. 644.
Oltre 130 furono i cardinali "vescovi tuscolani"; di questi, 3 divennero papi mentre occupavano la sede di Frascati: Giovanni XXI nel 1276, Clemente XII nel 1730, e Pio VIII nel 1826. Fra i vescovi di Tusculum si possono ricordare: il dotto Jacques de Vitry (1228-1240), che predicò contro gli albigesi; Pietro di Lisbona (1273-1276), primo medico di papa Gregorio IX, e poi eletto papa con il nome di Giovanni XXI; Berengario di Frédol (1309-1323), che collaborò al "Liber Sextus Decretalium" di papa Bonifacio VIII; Baldassare Cossa (1419), già antipapa Giovanni XXIII, dopo la sua sottomissione a papa Martino V; Giuliano Cesarini (1444); Basilio Bessarione (1449-1468), che scelse come patroni della diocesi i santi Filippo e Giacomo apostoli; Alessandro Farnese seniore (1519-1523) e Giovanni Pietro Carafa (1550-1553), che dopo essere stati trasferiti alle sedi suburbicarie di Palestrina e di Porto e Santa Rufina, furono eletti papi; Giovanni Antonio Serbelloni (1583-1587); Tolomeo Gallio (1591-1600), a cui si deve la celebrazione del primo sinodo diocesano in ottemperanza alle decisioni del concilio di Trento; Giulio Cesare Sacchetti (1652-1655), che istituì il seminario diocesano;Cappelletti, Le chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, p. 642. Enrico Benedetto Stuart (1761-1803), duca di York, figlio di Giacomo III, che lasciò la sua ricca raccolta di libri alla biblioteca del seminario, e che oggi costituisce la «Biblioteca diocesana Eboracense»; Bartolomeo Pacca (1818-1821); Ludovico Micara (1837-1844), originario di Frascati, che diede nuova vita al seminario vescovile; Jean-Baptiste-François Pitra (1879-1884); Francesco Satolli (1903-1910), per molti anni primo delegato apostolico a Washington; Francesco Marchetti Selvaggiani (1936-1951), che fu per molti anni cardinale vicario di Roma.
Con la riforma delle sedi suburbicarie voluta da papa Giovanni XXIII l'11 aprile 1962 in forza del motu proprio Suburbicariis sedibus, ai cardinali di Frascati rimase solo il titolo della sede suburbicaria, mentre il governo pastorale della diocesi venne affidato ad un vescovo residenziale pleno iure. Questa disposizione entrò in vigore con la nomina, il 23 maggio 1962, di Luigi Liverzani, il primo vescovo, non cardinale, di Frascati.
Dal 12 settembre 2023 è unita in persona episcopi alla sede suburbicaria di Velletri-Segni.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Vescovi di Labico
Vescovi e cardinali vescovi tuscolani Giovanni Marsicanus † (prima di ottobre 1100 - circa settembre/ottobre 1119 deceduto)Stephan Freund, v. Giovanni di Tuscolo nel Dizionario biografico degli italiani, volume 56 (2001). Alcune cronotassi inseriscono tra il 1112 e il 1115 un vescovo di nome Manfredo. DivizoNoto anche come Divitius, Denys, Dionysius, Divizo o Denigo. † (prima del 4 marzo 1121 - dopo il 16 maggio 1122 deceduto)Werner Maleczek, v. Divizo, Dizionario biografico degli italiani, volume 40 (1991). Gilles de Paris, O.S.B.Clun. † (prima del 6 aprile 1123 - febbraio 1130 deposto)Werner Maleczek, v. Egidio nel Dizionario biografico degli italiani, volume 42 (1993). Gilles de Paris, O.S.B.Clun. † (1138 - dopo marzo 1139 deceduto) (per la seconda volta) Ugo di San Vittore, C.R.S.A. ? † (dicembre 1139 - 11 febbraio 1140 o 1141 deceduto) Imar (o Icmar), O.S.B.Clun. † (prima del 19 aprile 1142 - 1159 deposto) Teobaldo † (? 1162 - fine ottobre 1162) (pseudocardinale dell'antipapa Vittore IV - deceduto) Ugo Pierleoni, C.R.S.V. † (1164 - 30 aprile 1167 deceduto) Oddone d'Ourscamp, O.Cist. † (1170 - prima del 21 febbraio 1172 deceduto) Pietro da Pavia, O.S.B. † (dicembre 1178 - 1189 deceduto) Sede vacante