Il ruolo della donna in Egitto è cambiato molto nel corso della storia. Nell'Antico Egitto, i primi documenti archeologici attestano che le donne egizie godevano degli stessi diritti degli uomini, indipendentemente dal loro stato civile. Questa visione è cambiata in epoca moderna e contemporanea, soprattutto con l'arrivo di nuove culture e religioni che hanno imposto alle donne una posizione inferiore rispetto a quella degli uomini. Nel corso di tutto il Ventesimo secolo si è verificata un'espansione dei diritti femminili in Egitto, nonostante le ineguaglianze di genere persistano tutt'oggi.
La condizione femminile nell'Antico Egitto
Nell'Antico Egitto gli uomini venivano classificati per il tipo di lavoro che svolgevano e da cui derivavano status, "influenza" e reddito. La maggior parte delle donne non svolgeva lavori fuori casa, veniva di conseguenza indicata con titoli più generici come "padrona di casa" o "cittadinanza". Le donne venivano spesso identificate anche attraverso il nome e i titoli del marito o del padre, dal quale, presumibilmente, derivavano il loro status socialeJohnson, Janet H. (2002). "Women's Legal Rights in Ancient Egypt, paragraph 1" Women's Legal Rights in Ancient Egypt. Retrieved 12 April 2009. Fin da bambine, le femmine venivano educate e cresciute per sottostare alla potestà dei loro padri e dei fratelli maggiori; anche sposarsi non significava altro che passare dall'essere dipendenti dal padre e dai fratelli maggiori a essere dipendenti dal marito: ai mariti spettava il ruolo dominante in famiglia, erano loro a prendere tutte le decisioni e ad avere la responsabilità economica della famiglia, mentre le mogli erano relegate ai lavori domestici, ad accudire la prole ed educarla. La famiglia dello sposo si aspettava che le spose dessero alla luce dei figli maschi, ed era quindi comune che le coppie continuassero a riprodursi finché non avessero generato almeno due figli maschi: la sterilità era considerata una gravissima disgrazia per le donne egiziane, così come l'incapacità di produrre prole maschile.
Alle donne che avessero partorito soltanto femmine venivano affibbiati soprannomi come "madre di spose", dal carattere fortemente dispregiativo. Il massimo potere e prestigio che una donna poteva sognare di ottenere era in seguito al matrimonio del proprio figlio maschio, dato che la madre del marito acquisiva automaticamente controllo e potere sulla nuova coppia e sulla loro futura prole.
Le donne tradizionalmente si occupavano dello svolgimento degli svariati compiti familiari e dell'educazione della prole, e raramente capitava che avessero occasioni di contatto con uomini al di fuori della cerchia familiare.
A differenza della maggior parte delle donne egizie comuni appartenenti alle classi medie e basse della società, le donne delle famiglie Reali ebbero un grande impatto sulla società egiziana; ad esempio, la regina Tiy, la nonna del re Tutankhamon, era così coinvolta nella politica che il vicino re Mitanni le scrisse per assicurare la benevolenza tra i loro popoli quando suo figlio Akhenaton salì al trono. La regina Ahmose fu premiata con le mosche d'oro per il valore militare. Tra le governanti più note dell'antico Egitto vi erano Cleopatra e Nefertiti. Cleopatra era nota per aver governato assieme a Marco Antonio intorno al 31 a.C. ed era anche co-reggente dei suoi due fratelli e del figlioparagraph 5, Lewis, Jone Johnson. 2006. Cleopatra . (accessed April 12, 2009). Nefertiti era la grande sposa reale del faraone, Amenofi IV; era nota per essere una donna attiva nella società che contribuiva ad amministrare insieme ai suoi figliparagraph 2 Lewis, Jone Johnson. 2006. Cleopatra . (accessed April 12, 2009). La regina Hatshepsut, una delle poche a regnare non in qualità di sposa o di madre del faraone regnante, regnò direttamente il paese ricoprendo la carica faraonica tra il 1503 e il 1480 a.C. e basando gran parte dell'economia nazionale sul commercioparagraph 1 El-Sayed, Sayed Z. 1995. Queen Hatshepsut's expedition to the Land of Punt: The first oceanographic cruise? (accessed April 12, 2009). Nell'antico Egitto le donne, tuttavia, pur essendo tendenzialmente relegate a ruoli di procreatrici e di sottoposte, possedevano comunque diritti civili e legali: avevano la possibilità di partecipare all'economia come commercianti, specialmente tra le classi inferiori, e potevano anche partecipare ad attività religiose in qualità di sacerdotesse: nel corso della V dinastia egizia, ad esempio, Nebet arrivò a diventare visir e fu la prima donna nella storia ad assumere un tale ruolo.
Le donne potevano anche possedere proprietà, divorziare dai rispettivi mariti, vivere da sole e occupare posizioni di rilievo, soprattutto religiose, somigliando in questo alle donne assire. Solo i legittimi figli maschi della Grande Moglie Reale potevano di diritto salire al trono ma, se vi fossero state solo femmine, allora il figlio di un'altra moglie o anche di una concubina poteva aspirare a ottenere il trono sposando la figlia erede. Attraverso il potere politico e/o religioso alcune donne riuscirono a diventare, de facto o De jure, tra le più alte titolari degli uffici del regno e condividere così uno status di co-governanti con gli uomini, venendo ritratte nei monumenti con la stessa altezza delle loro controparti maschili e anche come le altre divinità egizie. Questi furono i casi di Hatshepsut, Nefertiti, Nefertari e delle regine egizie di Nubia, che furono in grado di mantenere questo status. I più importanti uffici religiosi femminili erano quelli della "Moglie di Dio" e Divina Sposa di Amon. Politicamente spesso riuscirono a diventare regine durante i periodi di interregno. Nella dinastia tolemaica, questa salita al potere venne sublimata con l'istituzione di un sistema di co-reggenza, in cui le regine avevano la stessa posizione dei re.
Stato moderno In epoca moderna e contemporanea, il ruolo delle donne nella società ha subito dei cambiamenti: in particolare, è mal visto che una donna abbia contatti non necessari con gli uomini, così che per limitare il contatto delle donne con gli uomini, secondo la tradizione, vengono applicate pratiche, ormai comuni, come il velo e la segregazione di genere nelle scuole, nel mondo del lavoro e nel tempo libero. Inoltre le famiglie della classe lavoratrice, specialmente nell'Alto Egitto, tentano di ritirare le femmine dalle scuole non appena queste raggiungono la pubertà per ridurre al minimo la loro interazione con i maschi. Gli uomini di basso livello preferiscono spesso il matrimonio con donne che sono rimaste appartate piuttosto che con coloro che si erano impegnate in attività lavorative o che avevano frequentato la scuola secondaria.
Le donne durante il periodo Nasser (1956-1970) Il governo di Gamal Abd el-Nasser tra il 1956 e il 1970, è stato caratterizzato dalla sua politica di promozione dei diritti delle donne attraverso una scelta di welfare statale, etichettato come "femminismo statale". Alle donne è stato garantito il diritto di voto e le pari opportunità, come è stato esplicitamente dichiarato nella costituzione egiziana del 1956, proibendo la discriminazione basata sul genere. Nel 1957, con la formazione del nuovo Parlamento, Rawya Ateya è diventata la prima donna parlamentare del Paese. Il 29 settembre 1962 il primo ministro ʿAlī Ṣabrī nomina per la prima volta una donna ministro: Hikmat Abu Zayd (1922-2011), ministro degli Affari Sociali.
Le leggi sul lavoro sono state modificate per garantire che le donne rimanessero nella forza lavoro e che il congedo di maternità fosse legalmente protetto. Allo stesso tempo, tuttavia, lo Stato ha operato una repressione sistematica di tutte le organizzazioni femministe indipendenti, lasciando in tal modo una forte carenza di rappresentanza politica femminileHatem, Mervat. "Economic and Political Liberalization in Egypt and the Demise of State Feminism" . International Journal of Middle Eastern Studies.
Il piano di liberalizzazione economica (Infitah) del regime di Anwar al-Sadat iniziato nel 1970 comportò il crollo di questo sistema più egualitario e la ripresa della politica influenzata dai gruppi islamisti.
Le donne durante il periodo Sadat (1970-1981) Mentre gli anni di Nasser avevano consentito una vasta gamma di opportunità studio e occupazione per le donne, le politiche di Sadat ridussero di molto le opportunità offerte alle donne. La disoccupazione femminile crebbe dal 5,8% del 1960 al 40,7% del 1986 e al posto delle politiche di sostegno economico per le donne durante la gravidanza, furono attuate politiche che incoraggiassero le donne a lasciare il lavoro definitivamente o a stipulare un contratto di lavoro a tempo parziale.
Le donne durante il periodo Mubarak (1981-2011) Gli anni di Ḥosnī Mubārak furono contrassegnati da un'ulteriore erosione del ruolo di genere attivo delle donne.
Le presidenze parlamentari riservate per legge alle donne e la legislazione sullo status personale del 1979 vennero abrogate nel 1987, con una nuova normativa che ha consentito meno potere alle donne nei casi di divorzio.
La migrazione di un gran numero di egiziani, soprattutto uomini, ha influenzato anche lo status delle donne egiziane. Uno studio dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni ha scoperto che ben 2/3 delle famiglie migranti intervistate erano guidate da una donna in assenza di marito o padre. Per queste famiglie, la rimessa rappresentava un'importante fonte di reddito, circa il 43% del totale. Il 52% delle mogli dei migranti ha deciso autonomamente come spendere i soldi ricevuti; nei restanti casi, il capofamiglia ha goduto di una buona autonomia perché la decisione su come utilizzare i fondi di rimessa è stata raggiunta attraverso la reciproca consultazione tra il migrante e il capofamiglia e solo nell'11% dei casi il migrante decideva da soloInternational Organization for Migration, egypt.iom.int .
Un sondaggio condotto da Pew Research Center nel 2010 ha dimostrato che il 45% degli uomini egiziani e il 76% delle donne hanno sostenuto l'uguaglianza di genere"Gender Equality Universally Embraced, but Inequalities Acknowledged" (PDF ). Pew Research Center. 1 July 2010. Lo stesso sondaggio ha mostrato che, in linea di principio, le persone tendono ad accettare il diritto di una donna a lavorare fuori casa, con il 61% degli intervistati che accetta il fatto che "le donne dovrebbero essere in grado di lavorare fuori casa", ma allo stesso tempo mostrando alcune riserve: solo l'1% degli uomini, infatti, contro il 36% delle donne, era completamente d'accordo con tale affermazione, mentre il 75% concordava sul fatto che "quando i posti di lavoro sono scarsi, gli uomini dovrebbero avere più diritto al lavoro". I sondaggi rilevati nel 2010 e 2011 mostrano che il 39% ha considerato l'uguaglianza di genere come molto importante durante la crisi post-Mubarak (Rivoluzione egiziana del 2011) ed il 54% degli egiziani ha sostenuto la segregazione sessuale sui posti di lavoroEgyptians Embrace Revolt Leaders, Religious Parties and Military, As Well" (PDF ). Pew Research Center. 25 April 2011"Muslim Publics Divided on Hamas and Hezbollah". Pew Research Center. 2 December 2010. Archived from the original on 13 May 2013.
La mutilazione genitale femminile è stata criminalizzata nel 2008. Nel 2012 l'UNICEF ha riferito che il 91% delle donne e delle ragazze tra i 15 e i 49 anni aveva subito mutilazioni"Statistics by area - Female genital mutilation/cutting". Childinfo.org / UNICEF. February 2013. Archived from the original on 17 September 2012.