Il Fairey Swordfish era un aerosilurante imbarcato, prodotto dall'azienda britannica Fairey Aviation Company Limited negli anni trenta.

Benché la tecnologia usata nella sua progettazione risultasse oramai obsoleta, lo Swordfish fu uno dei più importanti aerei imbarcati della seconda guerra mondiale. Entrato in servizio nel 1936 nella Fleet Air Arm, lo Swordfish fu soprattutto l'aereo di punta delle portaerei della Royal Navy, dato che poteva decollare da vascelli relativamente piccoli. Raggiungeva i 220 km/h (non oltre 360 in picchiata, a causa della resistenza) ed oltre 1000 km di autonomia con siluro a bordo. Era dotato di una straordinaria maneggevolezza e robustezza strutturale. Piazzò 6 siluri su corazzate italiane, 3 su tedesche e 3 francesi. Il suo più famoso fallimento occorse cercando di fermare gli incrociatori da battaglia tedeschi in fuga da Brest, diretti in Germania: 6 aerei, al comando del capitano Eugene Esmonde, vennero abbattuti dai caccia e dalla contraerea delle navi nemiche, con la morte di 13 dei 18 aviatori, tra i quali il comandante. Il suo più celebre successo fu il contributo all'affondamento della Bismarck nel maggio del 1941, quando gli aerosiluranti della portaerei Ark Royal riuscirono a colpire la nave a poppa, danneggiando il timone e dando inizio all'agonia della corazzata.

Storia Sviluppo Il progetto era stato sviluppato come iniziativa interna dell'azienda, proposta per un requisito dell'Air Ministry britannico per un aereo da ricognizione ed osservazione per direzione del tiro d'artiglieria navale. La successiva specifica S.15/33 aggiunse il ruolo di aerosilurante.

Era previsto che il velivolo fosse predisposto per sostituire rapidamente il carrello con galleggianti, per l'impiego come idrovolante, e che avesse un peso massimo al decollo di 3 628 kg per permetterne il lancio da catapulte, montate sulle torri d'artiglieria di navi da battaglia ed incrociatori.W. A. Harrison. Fairey Swordfsh in action (Aircraft number 1175). Carrollton, Texas: Squadron/Signal Publications, Inc., 2001. ISBN 0-89747-421-X. Il progetto TSR I (Torpedo Spotter Reconnaissance), diretto da Marcel Lobelle, prevedeva un biplano con struttura metallica rivestita in tela e con un motore Rolls-Royce Kestrel a 12 cilindri a V da 525 hp. L'Air Ministry ordinò un prototipo, che però ebbe un motore Armstrong Siddeley Panther VI radiale a quattordici cilindri da 625 hp con elica bipala Watts in legno; esso compì il primo volo il 21 marzo 1933, con il collaudatore della Fairey Cristopher Staniland ai comandi. A giugno il TSR I ebbe un nuovo motore Bristol Pegasus IIM radiale a nove cilindri da 635 hp; esso compì il primo volo il 10 luglio. L'11 settembre il TSR I andò distrutto in un incidente; il pilota Cristopher Staniland si lanciò col paracadute e non riportò alcun danno. Marcel Lobelle modificò il progetto per migliorarne la stabilità: la fusoliera fu allungata di 60 cm ed i piani di coda ed il timone ingranditi. Il nuovo prototipo (matricola K4190), denominato TSR II, volò per la prima volta il 17 aprile 1934, pilotato da Cristopher Staniland, con un motore Bristol Pegasus IIIM.3 da 690 hp (510 kW); in seguito l'elica Watts in legno fu sostituita da una tripala metallica. Nel febbraio del 1935 il TSR II rimase danneggiato in un incidente; comunque l'Air Ministry ordinò tre aerei di preserie per valutazioni. Il primo ordine per 86 aerei di serie, denominati Swordfish Mark I, fu emesso nel maggio 1935 ed i primi aerei entrarono in servizio l'anno seguente con la Fleet Air Arm (all'epoca dipendente dalla RAF), sostituendo i Fairey Seal come aerosiluranti. Nel 1939 la Fleet Air Arm, dipendente dalla Royal Navy da maggio, aveva tredici Squadron equipaggiati con Swordfish Mark I; c'erano inoltre tre squadriglie di Swordfish Mark I idrovolanti, impiegati su navi da battaglia come osservatori per direzione del tiro d'artiglieria. Complessivamente furono costruiti 2.392 Swordfish in diverse versioni, di cui 692 dalla Fairey a Hayes e 1.700 dalla Blackburn Aircraft Company a Sherburn, a volte soprannominati "Blackfish"; la versione prodotta nel maggior numero fu la Mk II, con 1.080 aerei. Gli Swordfish avrebbero dovuto essere sostituiti dai biplani Fairey Albacore ma rimasero in servizio più a lungo e furono poi sostituiti dai monoplani Fairey Barracuda.

Tecnica

Lo Swordfish Mark I era un biplano monomotore con tre uomini d'equipaggio. La fusoliera era a struttura metallica con la parte anteriore, compresi i lati dell'abitacolo, rivestita in metallo ed il resto in tela. Le ali superiore ed inferiore erano a struttura metallica e costituite da una sezione centrale rivestita in metallo e da sezioni esterne rivestite in tela, collegate da due coppie di montanti metallici fissi in ogni semiala. Sia l'ala superiore che quella inferiore erano dotate di alettoni; l'alettone inferiore era collegato meccanicamente tramite un'asta al superiore per sincronizzarne i movimenti. L'ala superiore aveva un angolo di freccia di 4º ed era dotata di slat sui bordi d'attacco; non c'erano ipersostentatori, ma gli alettoni potevano essere abbassati di 8º per il decollo, possibilità usata per il lancio dalle catapulte sulle torri d'artiglieria delle navi da battaglia. Nell'ala superiore c'era un canotto di salvataggio, che si gonfiava automaticamente in caso di ammaraggio. Sui montanti di fusoliera dell'ala superiore c'era un'asta orizzontale con luci, usate come riferimento per valutare, in base alla velocità della nave bersagliata, quanto più avanti lanciare il siluro. L'asta era interrotta davanti al pilota, per non ostacolarne la visuale. Le ali erano pieghevoli all'indietro ai lati della fusoliera, usando il montante interno posteriore come perno ed agganciandole agli stabilizzatori per ridurre l'ingombro a bordo delle portaerei; le aperture nelle ali erano sigillate per evitare problemi di corrosione. L'impennaggio era di tipo classico con equilibratori fissi con stabilizzatori posti nella fusoliera posteriore e deriva singola. Lo Swordfish Mark I aveva un motore stellare a nove cilindri Bristol Pegasus IIIM.3 da 690 hp (510 kW) con elica tripala Fairey-Reed metallica a passo fisso. Il motore aveva una carenatura anulare, denominata anello Townend, per ridurre la resistenza aerodinamica, migliorare la ventilazione/raffreddamento dei cilindri e convogliarne gli scarichi in un unico tubo sotto il lato destro della fusoliera. Nel caso di aerei d'impiego notturno, lo scarico era allungato per evitare la fuoriuscita di scintille, che lo avrebbero reso facilmente visibile al buio, e dotato di silenziatore per limitare il rumore. Il serbatoio di carburante era posto nella parte inferiore della fusoliera anteriore ed aveva la capacità di 705 litri; c'era inoltre un serbatoio a gravità da 57 litri davanti all'abitacolo. Il carrello d'atterraggio era fisso, con carrello principale collegato alla fusoliera ed all'ala inferiore e ruotino di coda, ed era predisposto per essere sostituito rapidamente con galleggianti per l'impiego come idrovolante. Nel caso di conversione in idrovolante, a causa del maggiore peso e resistenza aerodinamica, la velocità massima era di 160 km/h. Lo Swordfish Mark I aveva un gancio d'atterraggio sotto alla fusoliera posteriore, alloggiato in un apposito incavo. L'abitacolo era aperto, con i tre uomini d'equipaggio disposti in fila: pilota davanti, osservatore in mezzo e dietro l'operatore radio, che era anche mitragliere di coda. Il pilota era in un abitacolo anteriore con parabrezza, mentre l'osservatore e l'operatore radio erano in un altro abitacolo posteriore, leggermente più basso ove, al posto dell'osservatore, poteva essere installato un serbatoio di carburante da 273 litri. All'inizio della guerra la strumentazione era semplice, e le comunicazioni via radio erano possibili solo in trasmissione ed in telegrafia e, per la comunicazione interna l'equipaggio usati tubi di gomma.

Armamento

L'armamento era una mitragliatrice Vickers Mk 2 da 7,7 mm con seicento colpi sul lato destro del muso ed una Vickers K o Lewis da 7,7 mm posteriore brandeggiabile con sei tamburi da cento colpi. Su alcuni aerei non era installata la mitragliatrice anteriore. La mitragliatrice posteriore, quando non era utilizzata, poteva essere ritirata in un apposito incavo nella fusoliera. Lo Swordfish aveva vari punti di attacco e poteva trasportare: al di sotto della fusoliera: un siluro Mk XII da 457 mm e 760 kg; una mina Mk I da 680 kg; una bomba da 227 kg; due bombe da 114 kg; un serbatoio di carburante da 273 litri; al di sotto ogni semiala inferiore: una bomba da 227 kg; tre bombe da 114 kg; quattro bombe da 45 kg; tre bombe di profondità Mk III da 112 kg. Inoltre erano presenti attacchi più esterni, che potevano essere caricati con quattro bengala illuminanti, dotati di paracadute. Il siluro Mk XII aveva una testata da 176 kg ed una gittata di 3 200 m a 27 nodi (50 km/h) e 1 372 m a 40 nodi (74,2 km/h).

Versioni

Swordfish Mk I Prima versione di serie. Alcuni vennero convertiti dalla Fleet Air Arm in biposto per l'addestramento dei piloti. Vennero prodotti 692 aerei di questa versione dalla Fairey e poi trecento dalla Blackburn.

Swordfish Mk II Seconda versione di serie entrata in servizio nel 1943 con motore Pegasus XXX da 750 hp (560 kW) ed armata con razzi sotto l'ala inferiore, dotata di apposito rivestimento protettivo metallico.

Sotto ogni semiala inferiore al posto delle bombe poteva portare quattro razzi esplosivi RP-3 da 76,2mm e 27 kg o quattro razzi perforanti da 76,2mm e 11,3 kg; entrambi i tipi erano lunghi 1,2m ed usavano cordite come propellente solido. I razzi potevano essere lanciati a coppie, uno da ogni semiala, o tutti assieme; preferibilmente venivano lanciati a 550m dal bersaglio alla quota di 18m.

Generalmente gli aerei di questa versione avevano lo scarico allungato con silenziatore.

Vennero prodotti 1.080 aerei di questa versione dalla Blackburn nel 1943.

Swordfish Mk III Terza versione di serie con motore Pegasus XXX ed un nuovo radar antinave ASV (Anti surface Vessel) Mk XI sotto alla fusoliera anteriore entrata in servizio nel 1943.

Il nuovo radar con mare calmo permetteva di localizzare un sommergibile in emersione a circa venti chilometri ed uno snorkel ad otto da una quota di 610m, con un'accuratezza angolare di 2º, ma impediva l'installazione di armamento ventrale.

Vennero prodotti 320 aerei di questa versione dalla Blackburn, compreso l'ultimo Swordfish prodotto, l'NS204 completato il diciotto agosto 1944.

Swordfish Mk IV 59 Swordfish Mk II convertiti in addestratori armati solo con la mitragliatrice posteriore e dotati di abitacolo chiuso, usati dalla RCAF per l'addestramento al tiro dei mitraglieri di coda a Yarmouth in Nuova Scozia.

Sorprendentemente, la modifica non venne estesa agli Swordfish operativi, per cui gli equipaggi continuarono a volare per tutta la guerra in aerei con abitacolo aperto, anche nelle durissime condizioni ambientali invernali dell'Atlantico del nord.

Alcuni Mk IV vennero poi convertiti in traino bersagli.

Impiego operativo

I primi quattordici Swordfish Mk I entrarono in servizio nel luglio 1936 nel No. 825 Squadron imbarcato sulla portaerei HMS Glorious.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939 la Fleet Air Arm, dipendente dalla Royal Navy da maggio, aveva tredici Squadron equipaggiati con Swordfish Mark I di cui undici imbarcati su cinque delle sette portaerei della Royal navy: No. 810, 820 e 821 imbarcati sulla portaerei HMS Ark Royal; No. 814 e 824 sulla HMS Eagle; No. 811 e 812 sulla HMS Courageous; No. 816 e 818 sulla HMS Furious; No. 823 e 825 sulla HMS Glorious.

C'erano inoltre tre squadriglie di Swordfish Mark I idrovolanti, impiegati come osservatori per direzione del tiro d'artiglieria navale su navi da battaglia dotate di catapulte di lancio.